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La notizia non è particolarmente fresca, ma è sicuramente di quelle che non lasciano indifferente nessuno: Angelo Zomegnan, gran patron del Giro d’Italia, non dovrebbe più essere alla guida della corsa rosa. Abbiamo deciso di utilizzare il condizionale perché al momento non c’è nulla di definitivo, si fanno riunioni su riunioni e sembra non esserci una valida alternativa al Direttore Zomegnan.

Pare che alla base della sua non riconferma ci siano i rapporti non propriamente positivi con la RAI. Occorre ricordare che all’emittente di stato il Giro d’Italia costa 6 milioni di euro (3 per i diritti + 3 per la produzione) dei quali ne rientrano solamente 2 (tra cessioni all’estero e introiti pubblicitari), praticamente la RAI spende perl Giro d’Italia 4 milioni di euro ogni anno, risultando uno dei migliori (se non il migliore) sponsor della corsa rosa.

Proprio per questo gli uomini dell’emittente di stato, su tutti Auro Bulbarelli, pretenderebbero maggiore considerazione in fase di disegnazione del percorso, infatti, quest’anno alcune tappe erano oggettivamente molto difficili (quasi impossibili) da mostrare in TV per la presenza di cavi elettrici che rendevano impossibile il lavoro dell’elicottero (ripresa e ponte) oppure per il poco spazio in zona arrivo, come nel caso dello Zoncolan.

Zomegnan no, Zomegnan si: quando il ciclismo diventa masochista

La notizia non è particolarmente fresca, ma è sicuramente di quelle che non lasciano indifferente nessuno: Angelo Zomegnan, gran patron del Giro d’Italia, non dovrebbe più essere alla guida della corsa rosa. Abbiamo deciso di utilizzare il condizionale perché al momento non c’è nulla di definitivo, si fanno riunioni su riunioni e sembra non esserci una valida alternativa al Direttore Zomegnan.

Pare che alla base della sua non riconferma ci siano i rapporti non propriamente positivi con la RAI. Occorre ricordare che all’emittente di stato il Giro d’Italia costa 6 milioni di euro (3 per i diritti + 3 per la produzione) dei quali ne rientrano solamente 2 (tra cessioni all’estero e introiti pubblicitari), praticamente la RAI spende perl Giro d’Italia 4 milioni di euro ogni anno, risultando uno dei migliori (se non il migliore) sponsor della corsa rosa.

Proprio per questo gli uomini dell’emittente di stato, su tutti Auro Bulbarelli, pretenderebbero maggiore considerazione in fase di disegnazione del percorso, infatti, quest’anno alcune tappe erano oggettivamente molto difficili (quasi impossibili) da mostrare in TV per la presenza di cavi elettrici che rendevano impossibile il lavoro dell’elicottero (ripresa e ponte) oppure per il poco spazio in zona arrivo, come nel caso dello Zoncolan.

Al Tour de France, una troupe della televisione francese lavora fianco a fianco con l’organizzazione, in Italia, invece, la RAI riceve dalla Rcs Sport il Garibaldi e deve di fatto arrangiarsi per sopralluoghi e riprese.

Nulla di particolarmente grave, se la RAI non facesse una sorta di beneficenza al Giro d’Italia. Parliamo di beneficenza perché nessun’altra emittente (né Mediaset né Sky) accetterebbe di trasmettere una manifestazione che produce un tale passivo.

Per noi Angelo Zomegnan è una sorta di mito, uno dei pochi nel mondo del ciclismo che non ha timore a dire le cose come stanno. Uno dei pochi che esce dalla logica del favore o dell’orticello, ma in questa vicenda non possiamo dare torto alla RAI.

In qualunque sport la televisione ha notevole importanza: negli sport minori perché dà visibilità, nel calcio perché paga. Questa è la regola non scritta.

Comprendiamo che la normalità non sia questa e se il ciclismo fosse uno sport in salute, dovrebbe scatenare un’asta al rialzo per trasmettere il Giro, ma anche in quel caso, pagando, la televisione avrebbe diritto ad avanzare alcune richieste.

Detto questo, però, resta assurdo, almeno a nostro modo di vedere, che un’organizzazione importante come la Rcs, allontani un Dirigente che ha fatto benissimo (sia in termini di bilancio, sia in termini di crescita) come Angelo Zomegnan senza avere una valida alternativa.

La nostra personale speranza è quella che Zomegnan resti alla guida del Giro d’Italia con però una maggiore attenzione alla RAI, che rappresenta un punto di riferimento per tutti, spettatori e bilanci RCS, perché sicuramente un Dirigenze dalle capacità e dal carisma di Zomegnan non si trova tutti i giorni e il rischio di andare a compromettere tutto per un aspetto di importanza relativa è veramente elevato.

Chissà se anche in questo caso il ciclismo saprà essere masochista ?

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