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Vogliamo tornare oggi sulla ormai famosissima volata di San Felice sul Panaro perché ha deciso di scriverci il direttore sportivo della Pol. Fiumicinese FAIT Adriatica, Cristian Zamagni che ha voluto dire la sua.

Per facilitare la comprensione ed avere una sorta di dibattito, andremo a porre a fianco delle argomentazioni di Zamagni le nostre risposte affinché i nostri visitatori possano farsi una loro idea su come sono andati veramente i fatti.

 

Zamagni:”A San Felice la giuria ha applicato il regolamento”. No, hanno applicato l’articolo sbagliato.

Vogliamo tornare oggi sulla ormai famosissima volata di San Felice sul Panaro perché ha deciso di scriverci il direttore sportivo della Pol. Fiumicinese FAIT Adriatica, Cristian Zamagni che ha voluto dire la sua.

Per facilitare la comprensione ed avere una sorta di dibattito, andremo a porre a fianco delle argomentazioni di Zamagni le nostre risposte affinché i nostri visitatori possano farsi una loro idea su come sono andati veramente i fatti.

 

 

Carissimo ciclismo on-line.

Sono il Sig. Zamagni Christian, tesserato FCI come DS di II° livello. Seguo settimanalmente le gare della categoria allievi, soprattutto in Emilia Romagna, essendo tesserato per la POL. Fiumicinese FAIT Adriatica.

Premetto che non ero presente alla gara in oggetto di San Felice Sul Panaro, ma credo che negli articoli dal vostro sito pubblicati sugli avvenimenti accaduti, non vengano prese in considerazione elementi fondamentali per commentare quanto avvenuto. Premetto ulteriormente che ho ottimi rapporti personali con le società coinvolte nella vicenda.

Non entro nel merito degli errori che la giuria possa aver fatto nel comminare la squalifica (ritengo pure io che non sia compito della giuria dare sentenze, ma solo denunciare fatti, ma su questo aspetto non mi reputo molto preparato e lascio ad altri eventuali ulteriori considerazioni), ma parlando dei fatti accaduti è evidente che quanto descritto nei vari articoli è carente di alcune puntualizzazioni necessarie e che propongo a seguire:

 

ZAMAGNI CICLISMO-ONLINE

Segnalo che all’atleta Ramaliu non è stata tolta nessuna possibile vittoria in quanto lo stesso è transitato al 4° posto sulla linea d’arrivo (che allego), come è evidente dal prima pubblicazione dell’ordine di arrivo che non teneva inizialmente conto delle retrocessioni.

 

Zamagni ha ragione, ma a riguardo ci sono voci discordanti. Effettivamente il primo ordine d’arrivo, rimasto esposto circa un minuto lo riportava al quarto posto. Dalle immagini, a noi non sembra arrivato quarto, ma non crediamo sia questo l’oggetto del contendere.

 

Certamente non è Ramaliu che devia la sua linea, come ben evidenziate, ma certamente è Gherardi che devia la sua linea per il la presenza del movimento della mano di Ramaliu, che non è, come dovrebbe essere, sul manubrio della bici ma che è avventatamente inizialmente sollevata e poi abbassata nuovamente sul manubrio.

Siamo concordi  che Ramaliu non devii dalla sua linea e siamo altrettanto concordi che sia Gherardi a deviare.

Certamente l’atleta della Calcara cade per la deviazione di Gherardi ma certamente non è imputabile a Gherardi la deviazione, ma bensì, imputabile al movimento delle mani che Ramaliu  che con il suo gesto costringe Gherardi a sbandare per non essere ulteriormente danneggiato.

 

Ammesso che Gherardi abbia deviato dalla propria linea per la presenza del braccio di Ramalui avrebbe commesso una infrazione, poiché dato che le biciclette hanno i freni avrebbe dovuto frenare per non mettere a repentaglio la sicurezza sua e degli altri ed eventualmente formulare reclamo.

Al punto 2.34 del regolamento tecnico su strada anno 2012 si recita

“2.34 – Togliere le mani dal manubrio negli ultimi 200 m. in caso di arrivo in volata.

– Nel caso non vi siano cadute o incidenti all’atleta si applica la penalità prevista: retrocessione all’ultimo posto del gruppo di appartenenza.

– Nel caso in cui tale comportamento abbia causato incidenti o cadute: retrocessione all’ultimo posto del gruppo di appartenenza e da una settimana di sospensione ad un mese”

Questo punto poi è stato oggetto di successiva modifica (mi sembra nel mese di marzo attraverso una opportuna delibera federale) che ha convalidato solo il secondo punto della norma, mentre ha eliminato il fatto che se, alzando le mani non si generavano cadute o danneggiamenti nulla si doveva fare nei confronti dell’atleta. Be, mi sembra che quello che sia accaduto sia proprio descritto in maniera evidente nelle norme “se un atleta negli ultimi 200 metri, con movimento delle sue mani tolte dal manubrio, causa cadute o incidenti l’atleta viene retrocesso all’ultimo posto del gruppo di appartenenza”. Mi sembra nulla di diverso sia successo da quanto descritto dal regolamento.

 

L’articolo 2.34 recita quanto descritto da Zamagni e, anche se molte giurie chiudono un occhio, il corridore sarebbe dovuto essere sanzionato per questo. Ma il problema è proprio questo: la giuria ha applicato l’articolo 3.15 che non parla di braccia alzate, ma si riferisce alle volate scorrette.

L’atleta Donello è vero che non danneggia nessuno nel suo  comportamento (non so se prima, al momento del lancio dello sprint non abbia causato danneggiamenti, magari lanciando la volata al compagno) per cui ritengo che la sua squalifica sia non corretta; probabilmente paga il fatto di aver commesso questa piccola infrazione e sull’onta dell’evidente errore del compagno a pagato pure lui il gesto del compagno.

 

Anche in questo caso, con un eccesso di fiscalità, si sarebbe dovuto applicare l’articolo 3.34 sopraccitato e non il 3.15 perché di scorretto la volata di Donello non ha avuto veramente nulla.

Ritengo che Ramaliu non abbia commesso una grave scorrettezza, ma semplicemente abbia pensato che ai 25 mt dall’arrivo avesse già vinto la gara; così non era, come poi si è confermato e ritengo che il suo gesto non sia stato volontario (ovvero, non voleva certamente danneggiare gli avversari) ma è certo che il suo comportamento ha causato quel che poi è successo.

 

Sicuramente Ramaliu ha violato il regolamento (per i più assurdo) che impone ai corridori di non togliere le braccia dal manubrio, neanche per esultare. Ma allora perché la giuria lo ha declassato per “volata irregolare” ?

Concludo ribadendo un concetto fondamentale che deve essere insegnato a tutti i ragazzi che corrono nelle categorie giovanili “se un mio atleta dovesse commettere un errore come quello di Ramaliu certamente la prima cosa che farei è scusarmi con chi è stato danneggiato, la seconda è quella di dare una bella ramanzina al mio atleta e ricordandogli che le gare si vincono sulla riga e non a 25 mt dall’arrivo, terzo mai mi sognerei di fare un reclamo sull’accaduto, insegnando al mio ragazzo che queste cose sono fatti di corsa e che quanto accaduto debba dare sempre dei buoni insegnamenti facendo in modo che nelle volate sucessive questi errori non debbano più avvenire”.

Cordialità.

Christian Zamagni

 

Zamagni ha sicuramente ragione sull’errore commesso da Ramaliu, perché le regole vanno rispettate anche se assurde come quella che vieta ad giovane corridore di alzare le braccia prima della linea d’arrivo, ma la giuria ha sicuramente preso un granchio, anche perché hanno declassato i due corridori per “volata irregolare” senza un reclamo e senza visionare le immagini e crediamo che questo rappresenti un’assoluta novità mai accaduta prima, anche perché come sempre accade prima c’è un reclamo, poi la giuria esamina le immagini disponibili e solo dopo decide.

In questo caso perché prima hanno emesso un comunicato con un ordine d’arrivo e prima che la società del ragazzo chiedesse di verificare il fotofinish lo hanno declassato senza alcun reclamo ? Perché hanno incamerato la tassa di reclamo su un fatto per il quale non si può fare reclamo ?  Perché non hanno sanzionato Gherardi che, come ammesso anche da Zamagni, ha deviato dalla propria linea cagionando la caduta di Guarniero ?

Tante domande che forse possono trovare una risposta solo nella grande impreparazione della giuria, impreparazione che difficilmente troverà rimedio.

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