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La consueta tappa padana che permetteva al plotone di tagliare l’Italia e di portarsi ai piedi delle montagne decisive di solito nelle scorse edizioni si svolgeva prima dell’ultima settimana .

Ma nel Giro 2011, così ricco di trabocchetti e salite insidiose si è svolto il secondo giorno di gara.

La tappa più lunga del Giro, con i suoi 244km, che ha condotto,dopo la commemorazione di Pietro Ferrero, il plotone da Alba a Parma, si può paragonare a quelle lunghe tappe di trasferimento tanto care a Mario Cipollini.

A voler proprio essere pignoli un GPM, era presente anche oggi, la salita di Tabiano Castello, che con i suoi 315m slm era il tetto della tappa.

Una salita che non ha affatto disturbato i piani dei velocisti che si sono presentati compatti a Parma per giocarsi la vittoria e anche le possibilità di indossare la maglia rosa.

Volata con polemiche a Parma: Petacchi batte Cavendish, nuovo leader della Generale

La consueta tappa padana che permetteva al plotone di tagliare l’Italia e di portarsi ai piedi delle montagne decisive di solito nelle scorse edizioni si svolgeva prima dell’ultima settimana .

Ma nel Giro 2011, così ricco di trabocchetti e salite insidiose si è svolto il secondo giorno di gara.

La tappa più lunga del Giro, con i suoi 244km, che ha condotto,dopo la commemorazione di Pietro Ferrero, il plotone da Alba a Parma, si può paragonare a quelle lunghe tappe di trasferimento tanto care a Mario Cipollini.

A voler proprio essere pignoli un GPM, era presente anche oggi, la salita di Tabiano Castello, che con i suoi 315m slm era il tetto della tappa.

Una salita che non ha affatto disturbato i piani dei velocisti che si sono presentati compatti a Parma per giocarsi la vittoria e anche le possibilità di indossare la maglia rosa.

Volata che non è mai stata messa in discussione nonostante la lunghissima fuga in solitaria di Sebastian Lang, durata la bellezza di 219km e il seguente tentativo animato da Leonardo Giordani che ha trascinato un gruppetto di 8 persone in cerca di gloria prima che le squadre dei velocisti prendessero il comando delle operazioni.

Al termine di una caotica volata, che ha ricordato le prime tappe del Tour, il velocista gentiluomo ha ricucito il feeling con la corsa rosa interrottosi dopo la vittoria di Valdobbiadene nel 2009.

Alle spalle dello spezzino si sono piazzati un deluso Mark Cavendish e un manipolo di giovani speranze italiane: Belletti terzo, Ferrari quarto e Appollonio sesto, la quinta piazza è stata appannaggio dello sloveno Bozic.

Da notare che la fuga del corridore della Omega Pharma-Lotto, la prima di questo Giro, è stata condotta in totale solitudine da un corridore della formazione che ieri, partendo per prima, ha dato il via al 94° Giro d’Italia, e anche questo è una “primato” per la squadra belga in questa edizione del Giro.

In chiave Classifica Generale, la seconda posizione del britannico nonostante alcune polemiche a caldo, sedate subito dalla giuria, gli ha permesso di indossare la maglia rosa ai danni del suo compagno di squadra Pinotti.

Petacchi invece ha indossato la maglia rosso passione della classifica a punti.

L’autore della fuga di giornata, è invece la nuova maglia verde dei Grimpeur grazie al suo passaggio solitario al gpm di 4a categoria di Tabiano Castello.

Domani l’arrivo di Rapallo, potrebbe però rimescolare le carte, gli ultimi 50km con la salita del Passo del Bocco, la Madonna delle Grazie e l’ultimo dente al 7% ai meno 4 potrebbe risultare indigesto alle ruote veloci. E ingolosire i finisseur, grazie anche alla possibilità in caso di vantaggio cospicuo di indossare almeno per un giorno la maglia rosa.

Mario Prato

Ordine d’Arrivo

1° Alessandro Petacchi (Lampre-ISD)
2° Mark Cavendish (HTC)
3° Manuel Belletti (Colnago -CSF)
4° Roberto Ferrari (Androni Giocattoli)
5° Borut Bozic (Vacansoleil)
6° Davide Appollonio (SKY Procycling)
7° Tyler Farrar (Garmin)
8° Robert McEwen (Radioshack)
9° Wouter Weylandt (Leopard Trek)    
10° Matteo Montaguti (AG2R La Mondiale)

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