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Un vice presidente federale si presenta ad una cena di una società veneta, ma dopo essere arrivato gli viene detto che non è stato invitato e che quindi se vuole fermarsi a cena deve pagare la quota.  Si sarà sentito un po’come si sentono i VIP rimbalzati, per scherzo, agli ingressi delle discoteche dalla Iena Laura Gauthier.

Fortunatamente, non ha detto le solite frasi che i VIP ripetono in questi casi, ad esempio il sempreverde “lei non sa chi sono io”, tuttavia quel vicepresidente non ha versato la quota richiesta e non si è intrattenuto per la cena.

Questo segnale, estremamente brutto, aiuta forse a meglio capire ciò che spinge, o che può spingere, a fare politica nel ciclismo. Non la si fa per il nobile fine di migliorare il ciclismo, e neppure per il poco nobile, ma assolutamente comprensibile, desiderio di arricchirsi. Si fa politica nel ciclismo per andare gratis alle cene delle società.

Vice Presidente FCI: pur di non pagare la cena, non mangia e se ne va.

Un vice presidente federale si presenta ad una cena di una società veneta, ma dopo essere arrivato gli viene detto che non è stato invitato e che quindi se vuole fermarsi a cena deve pagare la quota.  Si sarà sentito un po’come si sentono i VIP rimbalzati, per scherzo, agli ingressi delle discoteche dalla Iena Laura Gauthier.

Fortunatamente, non ha detto le solite frasi che i VIP ripetono in questi casi, ad esempio il sempreverde “lei non sa chi sono io”, tuttavia quel vicepresidente non ha versato la quota richiesta e non si è intrattenuto per la cena.

Questo segnale, estremamente brutto, aiuta forse a meglio capire ciò che spinge, o che può spingere, a fare politica nel ciclismo. Non la si fa per il nobile fine di migliorare il ciclismo, e neppure per il poco nobile, ma assolutamente comprensibile, desiderio di arricchirsi. Si fa politica nel ciclismo per andare gratis alle cene delle società.

Qualcuno dirà che ha sbagliato la società a non invitare chi, nel bene o nel male, rappresenta la Federazione, noi crediamo invece che ognuno sia libero di scegliere chi invitare a casa propria. Da questo punto in poi, entrano in gioco quelle norme comportamentali che dovrebbero regolare la vita di tutti i giorni.

Purtroppo, questo vice presidente non è l’unico che ha questo atteggiamento, fanno il pari con questo comportamento tutti quei consiglieri federali o componenti di struttura tecnica dall’elevato presenzialismo, sempre desiderosi di premiare o di fare un intervento. Quegli stessi che anche quando non è previsto un loro intervento le tentano tutte, anche rendendosi ridicoli, pur di fare una comparsata.

Speriamo che altre società vogliano seguire questo esempio e smascherare così  coloro che vogliono bene il ciclismo da quelli che ambiscono solo ad una cena gratuita .

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