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Qualche giorno fa ci siamo sorbiti un discreto “pistolotto” di Federico Scaglia, segretario dell’ACCPI, che parlando praticamente per slogan ribadiva la bontà dell’attività svolta e respingeva con fermezza i dubbi sui conflitti d’interesse del presidente Colombo.

Un’ACCPI sempre più debole: il sogno di istituzioni, sfruttatori e comici

Qualche giorno fa ci siamo sorbiti un discreto “pistolotto” di Federico Scaglia, segretario dell’ACCPI, che parlando praticamente per slogan ribadiva la bontà dell’attività svolta e respingeva con fermezza i dubbi sui conflitti d’interesse del presidente Colombo.

 

Scaglia è anche un avvocato e, se nella sua attività professionale agisse come ha agito l’ACCPI, il tribunale anziché arringare per difendere i suoi clienti, passerebbe dalla parte della pubblica accusa infierendo lui stesso su di loro. Esattamente come l’avvocato ha il dovere di difendere i suoi clienti, anche se colpevoli, così crediamo che l’ACCPI debba difendere tutti i suoi associati, anche se colpevoli.

Scaglia nella sua lettera aperta cita casi in cui l’ACCPI è intervenuta: il caso di una squadra che non voleva più pagare un corridore infortunato e un politico organizzatore (chissà chi sarà ?!?!) che non voleva pagare i premi. Non crediamo che per aver fatto il loro lavoro quelli dell’ACCPI meritino un applauso, anzi meritano tante critiche per i numerosissimi casi in cui i corridori vengono ricattati, costretti a restituire i soldi con escamotage ingegnosi o a portare uno sponsor per poter lavorare. In tutti quei casi, che sono la maggioranza, cosa fa il signor Scaglia ?

Non è tutto, Scaglia afferma che Colombo non abbia conflitti d’interesse, specificando che la sopraccitata squadra è equipaggiata Shimano, il Segretario dimentica però che Colombo siede in Lega allo stesso tavolo con squadre e organizzatori che, per ammissione dello stesso Scaglia, rappresentano i principali “rivali” dell’associazione. Immaginiamo poi che, per ottenere qualche beneficio, i corridori siano costretti a scioperare, facendo magari saltare una tappa del Giro d’Italia. Sicuramente l’arma sarebbe ottima e consentirebbe all’ACCPI di ottenere ciò che chiede, ma con che faccia Colombo andrebbe poi in Lega insieme a Mauro Vegni ?

Scaglia, per vantarsi, cita la causa nei confronti di Ficarra reo di aver detto che “i ciclisti sono tutti dopati”. Chissà perché Scaglia non ha parlato di Gene Gnocchi o del Mago Forrest che in passato si sono resi colpevoli di frasi molto simili a quella di Ficarra, ma che l’hanno fatta bellamente franca tra l’indifferenza dell’ACCPI. Il dubbio che se il mondo del ciclismo non si fosse indignato con una vera e propria sollevazione popolare e mediatica, anche Ficarra se la sarebbe cavata è più che legittimo.

Che l’ACCPI sia legata al palazzo è del tutto evidente, basta vedere il suo indirizzo: Via Piranesi 46 a Milano, all’interno del palazzo del CONI a fianco degli uffici federali. Vi immaginate la CGIL con sede all’interno della Fiat ?

Insomma, al di là delle belle parole di Scaglia l’attività dell’ACCPI è tutt’altro che positiva. Corridori sfruttati, umiliati e etichettati come drogati senza che nessuno sapesse con la giusta forza difenderli da UCI, FCI, squadre, organizzatori, organi di stampa e comici. Tutti dovrebbero sapere che tenere un atteggiamento poco corretto nei confronti di un corridore equivale a “fulminarsi”.  Invece nessuno teme l’ACCPI e così l’UCI si permette di “invitare” le squadre a non ingaggiare Franco Pellizotti, sebbene non fosse ancora squalificato, la FCI può diffondere i dati sanitari di tutti gli atleti, le squadre possono farsi restituire i soldi degli stipendi dai corridori e i comici possono dire che i ciclisti sono tutti drogati. Il tutto con buona pace dell’avvocato Scaglia.

Amedeo Colombo avrebbe chiesto di restare in sella fino ai Mondiali (vuoi mettere poter sfoggiare un bel pass rosso ?!?!), e la prossima assemblea elettiva dovrebbe scegliere Cristian Salvato quale suo sostituto. Non ci sarà tanta discontinuità, ma almeno si volta pagina speriamo che anche per i corridori significhi l’inizio di una nuova epoca.

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