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Considerato che il Giro del Trentino aveva scelto Madonna di Campiglio come prestigiosa sede d’arrivo della 35.sima edizione, tutti si aspettavano sull’ascesa finale una sfida rusticana che in realtà non c’è stata. Michele Scarponi si porta a casa una prestigiosa vittoria in questa corsa a tappe che sta guadagnandosi una straordinaria considerazione e visibilità anche all’estero, e lo fa apparentemente senza soverchi problemi, anche se in realtà ha avuto il suo bel daffare per sventare un possibile “golpe”.

La tappa conclusiva difatti è vissuta su una fuga molto anticipata di cinque uomini decisamente pericolosi: Kreuziger, Sella, Popovych (ovvero tre fra i favoriti della vigilia) più Montaguti e Vicioso. Il gruppo ha penato parecchio per respingere l’assalto, dopo aver accusato distacchi persino superiori ai cinque minuti, e c’è riuscito solo nella salita finale, quando i tre uomini più quotati (Kreuziger, Sella e Popovych, appunto) sono rimasti da soli a giocarsi la vittoria. Nello sprint del trio, Kreuziger è stato il più furbo, lasciando prima scoprire i due rivali e poi infilzandoli con grande autorevolezza. Un successo che riscatta questo promettentissimo atleta dell’Astana che la tappa di Fai della Paganella aveva decisamente ridimensionato. “Una vittoria nata un po’ per caso, ma molto importante per il morale mio e della squadra, sono molto contento e sento di stare sempre meglio – ha detto Kreuziger -. Non correvo dalla Parigi-Nizza e mi mancava un po’ di ritmo, adesso sono convinto di arrivare bene al Giro d’Italia, anche perché ho una squadra in grado di aiutarmi al meglio in salita”.

Trentino: a Kreuziger il successo parziale, Scarponi vince il Giro

Considerato che il Giro del Trentino aveva scelto Madonna di Campiglio come prestigiosa sede d’arrivo della 35.sima edizione, tutti si aspettavano sull’ascesa finale una sfida rusticana che in realtà non c’è stata. Michele Scarponi si porta a casa una prestigiosa vittoria in questa corsa a tappe che sta guadagnandosi una straordinaria considerazione e visibilità anche all’estero, e lo fa apparentemente senza soverchi problemi, anche se in realtà ha avuto il suo bel daffare per sventare un possibile “golpe”.

La tappa conclusiva difatti è vissuta su una fuga molto anticipata di cinque uomini decisamente pericolosi: Kreuziger, Sella, Popovych (ovvero tre fra i favoriti della vigilia) più Montaguti e Vicioso. Il gruppo ha penato parecchio per respingere l’assalto, dopo aver accusato distacchi persino superiori ai cinque minuti, e c’è riuscito solo nella salita finale, quando i tre uomini più quotati (Kreuziger, Sella e Popovych, appunto) sono rimasti da soli a giocarsi la vittoria. Nello sprint del trio, Kreuziger è stato il più furbo, lasciando prima scoprire i due rivali e poi infilzandoli con grande autorevolezza. Un successo che riscatta questo promettentissimo atleta dell’Astana che la tappa di Fai della Paganella aveva decisamente ridimensionato. “Una vittoria nata un po’ per caso, ma molto importante per il morale mio e della squadra, sono molto contento e sento di stare sempre meglio – ha detto Kreuziger -. Non correvo dalla Parigi-Nizza e mi mancava un po’ di ritmo, adesso sono convinto di arrivare bene al Giro d’Italia, anche perché ho una squadra in grado di aiutarmi al meglio in salita”.

Scarponi ha dovuto far lavorare la squadra ma alla fine ha sistemato tutto senza soverchi problemi, e adesso può avvicinarsi al Giro con maggiore sicurezza e un morale alle stelle. “Quella fuga a me stava bene, perché significava evitare di correre pericoli per via degli abbuoni. Naturalmente ho dovuto tenere d‘occhio Machado, ma avendo una squadra così forte non mi sono mai sentito in pericolo”, ha detto Scarponi. Al Giro del Trentino è mancato il duello con Nibali, ma la colpa non è stata certo del marchigiano: dopo una buona crono, infatti, Nibali ha fallito l’appuntamento con la salita in maniera clamorosa, sia a Fai che a Campiglio (dove ha accusato 4’29”). Il suo terreno preferito lo ha respinto e di sicuro in casa Liquigas qualche preoccupazione ci sarà per un esito del Trentino risultato molto diverso dalle aspettative. A parte il successo di Scarponi, comunque, il ciclismo italiano ha segnato il passo in Trentino, visto che tutte e quattro le tappe hanno avuto vincitori stranieri, anche se merita elogi il bravo Luca Ascani terzo nella generale, mentre Pozzovivo è stato meno brillante del solito. Abbastanza deludente Garzelli.

Nella folta presenza straniera, ha spiccato come squadra più forte la RadioShack, che ha anche piazzato Machado al secondo posto appena 7 secondi alle spalle di Scarponi, e la Europcar con un Voeckler pimpante, vincitore di una tappa e settimo nella graduatoria finale.

Ordine d’arrivo 4° tappa (Andalo-Madonna di Campiglio, km 161,5): 1. Roman Kreuziger  (Cze, Astana)  4h09’03”, media kmh 38,908; 2. Emanuele Sella (Ita, Androni) st; 3. Yaroslav Popovych (Ukr, RadioShack) a 8”; 4. Thomas Voeckler (Fra, Europcar) a 24”; 5. Tiago Machado (Por, RadioShack) st; 6. Michele Scarponi (Ita) st; 7. Luca Ascani (Ita, st); 8. Josè Rujano (Ven) st; 9. Fabio Andreas Duarte (Ven) st; 10. Domenico Pozzovivo (Ita) st.

Classifica finale: 1. Michele Scarponi (Lampre-ISD) ; 2. Tiago Machado (Por, radioShack) a 7”; 3. Luca Ascani (Ita, D’Angelo&Antenucci) a 33” ; 4. Domenico Pozzovivo (Colnago-CSF) a 35”; 5. Steve Morabito (Sui, RadioShack) a 38”; 6. Robert Kiserlowski (Hrv) a 42”; 7. Thomas Voeckler (Fra) a 1’12”; 8. Josè Rujano (Ven) a 1’18”; 9. Vladimir Miholjevic (Hrv) a 1’35”; 10. Fabio Andres Duarte (Col) a 1’42”.

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