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Non si sono fatte attendere le polemiche successive alla pubblicazione delle fotografie dei traini di alcuni corridori impegnati al Giro delle Valli Cuneesi. Come spesso accade, anziché concentrarsi sul contenuto delle fotografie, alcuni hanno preferito puntare l’indice contro chi ha portato alla ribalta queste immagini. Non è un problema, ci siamo abituati e fa parte dell’ignoranza di chi negli anni ha sempre preferito coltivare il proprio piccolo orticello anziché pensare al bene del nostro amato sport. Ci sorprende non poco, però,  che nel terzo millennio ci sia qualcuno che si sorprende poiché diventano pubbliche immagini di questo tipo, noi ci sorprenderemmo del contrario dal momento che ormai con qualunque telefono cellulare si possono fate fotografie e postarle quasi in tempo reale su social network e condividerle con milioni di persone. Solo immaginare che ciò non avvenga equivale a credere a Babbo Natale, non a caso già la sera di domenica (giorno dei traini) queste fotografie erano presenti su Facebook, consultabili e commentabili dai numerosi utenti di questo importante social network.

Per tanti che cercano polemiche, dobbiamo complimentarci con una persona che ha avuto il coraggio di metterci la faccia, leggiamo, infatti, insieme cosa ci ha scritto il sovrintendere ritratto nelle fotografie con al traino alcuni corridori.

Traini al Cuneesi: ci ha scritto il Poliziotto delle foto…

Non si sono fatte attendere le polemiche successive alla pubblicazione delle fotografie dei traini di alcuni corridori impegnati al Giro delle Valli Cuneesi. Come spesso accade, anziché concentrarsi sul contenuto delle fotografie, alcuni hanno preferito puntare l’indice contro chi ha portato alla ribalta queste immagini. Non è un problema, ci siamo abituati e fa parte dell’ignoranza di chi negli anni ha sempre preferito coltivare il proprio piccolo orticello anziché pensare al bene del nostro amato sport. Ci sorprende non poco, però,  che nel terzo millennio ci sia qualcuno che si sorprende poiché diventano pubbliche immagini di questo tipo, noi ci sorprenderemmo del contrario dal momento che ormai con qualunque telefono cellulare si possono fate fotografie e postarle quasi in tempo reale su social network e condividerle con milioni di persone. Solo immaginare che ciò non avvenga equivale a credere a Babbo Natale, non a caso già la sera di domenica (giorno dei traini) queste fotografie erano presenti su Facebook, consultabili e commentabili dai numerosi utenti di questo importante social network.

Per tanti che cercano polemiche, dobbiamo complimentarci con una persona che ha avuto il coraggio di metterci la faccia, leggiamo, infatti, insieme cosa ci ha scritto il sovrintendere ritratto nelle fotografie con al traino alcuni corridori.

 

Gentile redazione,

sono BAGNIS Eligio, Sovrintendente della Polizia Stradale di Cuneo, immortalato dal vostro fotografo mentre traino alcuni ciclisti durante il servizio di scorta al “Giro delle Valli Cuneesi”. Tengo ad assumermi in prima persona la responsabilità del gesto, affinché questo non possa essere attribuito ad alcun mio collega che svolto il medesimo servizio, né genericamente alla “Polizia”. Se lo stesso fotografo (o qualsiasi altra persona) mi avesse contattato al traguardo per esprimermi il proprio disappunto, avrei potuto spiegare le ragioni che hanno spinto sia me che altro personale di servizio (di cui non vi sono immagini, forse per lo scarso appeal o perché come dice un proverbio, non si spara…) a dare soccorso ed aiuto ad alcuni ciclisti in evidente difficoltà sulla erta che conduceva al traguardo. Come avrete notato, agganciati al mio motociclo di servizio vi sono ciclisti di diverse squadre, di cui non conosco né penso conoscerò mai il nome o la società, accomunati solo dal fatto di trovarsi accanto nell’affrontare la dura salita sotto il sole di mezzogiorno, mentre la maggior parte del gruppo già era giunta la traguardo da oltre 10 minuti. Risultando evidente che ormai questi atleti esausti, fossero tagliati fuori da qualsiasi classifica (sottolineo che trattasi di corsa di dilettanti e non professionisti), come già accaduto in numerose altre circostanze dal 1993 quando ho svolto la mia prima scorta, essendo la moto di coda (fine corsa), ho acconsentito alle loro richieste di unirmi agli altri veicoli che già stavano dando aiuto ad altri ritardatari. Il mio traino, in prima marcia al minimo, anche per evitare brusche sterzate o cadute, non ritengo abbia falsato la graduatoria, ma al limite ridotto un ritardo da 15 ai 12 minuti, ed i ciclisti “trascinati”, che vuoi per mancanza di energie, o per aver affrontato un impegno troppo arduo, o per malessere fisico, hanno potuto raggiungere il traguardo e concludere la gara. Ma il motivo principale di questa mia azione, è stata come in varie altre occasioni, quella di far avanzare più celermente possibile la coda della corsa, per consentire agli operatori delle Forze dell’Ordine ad ai numerosi volontari delle Protezioni Civili fermi da ore alle intersezioni per bloccare il traffico, di riaprire la strada alla pubblica circolazione, e poter finalmente “liberare” gli automobilisti da tempo impossibilitati ad usufruire della strada destinata alla gara, con le loro richieste, proteste… se non insulti, per il forzato stallo (provare o chiedere agli interessati per avere conferma). Orbene, sebbene ma mia azione fosse avvenuta alla luce del sole e risaputa, nessuna squadra a fine tappa ha rivolto alcuna lamentela, probabilmente ritenendo come me che non vi fossero stati avvantaggiamenti o danneggiamenti, o forse perché qualsiasi team avrebbe gradito il soccorso ad un proprio atleta (dilettante) in difficoltà. Concludendo, mi scuso comunque con chiunque non condivida le mie ragioni, la mia analisi e le mie buone intenzioni, e ritenga che il mio operato abbia leso i valori sportivi o l’immagine della Polizia.

In un mondo come quello attuale in cui è sempre più difficile prendersi le proprie responsabilità non può non passare inosservata una lettera come questa. Ad onor del vero occorre specificare che le fotografie ritraggono anche altri soggetti, una vettura nera, dare il traino ad un corridori. La tappa non è ovviamente stata falsata, anche se tenere in gara corridori al traino avrebbe potuto causare problemi di regolarità nei giorni a venire. Fortunatamente, anche grazie alla conformazione della corsa, così non è stato.

Non abbiamo dubbi che le motivazioni che hanno spinto questo poliziotto a dare il traino agli atleti siano quelle da lui descritte, così come non abbiamo dubbi sulla buona fede nell’aiutare questi corridori.

Queste fotografie ci hanno riportato alla memoria le immagini del Giro d’Italia Donne del lontano 2005, quando già all’epoca pubblicammo fotografie eloquenti.


Un traino relativo al Giro Donne 2005


Un’altra immagine relativa al Giro Donne del 2005

Sicuramente, quello della chiusura delle strade nelle gare a tappe, sollevato dal sovrintendente Bagnis, è un problema concreto, che andrebbe risolto in maniera strutturale, andando a studiare delle soluzioni per il problema dei corridori attardati nelle gare a tappe. Già due anni fa, Raffaele Babini, valido Direttore di Organizzazione, ci confidò di avere allo studio un progetto per andare a fare coesistere l’aspetto tecnico della corsa con le esigenze degli altri utenti della strada, anche nelle gare a tappe, oltre che in quelle in linea.

Non sappiamo che fine abbia fatto questo studio, ma sicuramente andrebbe affrontato il problema e risolto in una maniera definitiva. In questa direzione potrebbero aiutare i buoni rapporti che hanno con il ciclismo sia il Dottor Sgalla, Direttore della Polizia Stradale, sia soprattutto il Sottosegretario all’Interno, Michelino Davico.

Ancora complimenti al sovrintendente Bagnis per la pubblica ammissione, ci piacerebbe la stessa onestà intellettuale da parte di alcuni Direttori Sportivi o responsabili dell’organizzazione, forse colpevole di aver studiato un percorso troppo impegnativo per il livello medio dei partenti.

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