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Dopo l’incidente di lunedì scorso nel quale ha perso la vita il giovane belga Wouter Weylandt, riparte la rubrica che i nostri visitatori l’anno scorso hanno apprezzato di più: la “torta in faccia”. Oggi, vogliamo riservare la nostra simpatica “punizione”a Carube, al secolo Roberto Lencioni, storico meccanico di Mario Cipollini che dalle pagine del sito tuttobiciweb ha criticato la scelta della Leopard di lasciare la corsa rosa.

Lencioni sostiene che i corridori del gruppo non siano veri professionisti, poiché, a suo dire, ieri avrebbero dovuto fare corsa vera e oggi la Leopard avrebbe dovuto continuare il Giro.

Noi, non abbiamo le sue certezze, probabilmente dal punto di vista strettamente ciclistico o lavorativo ha ragione, però in questo caso subentrano altri fattori che solo che li vive in prima persona può tenere in considerazione.

TORTA IN FACCIA a … Roberto Lencioni

Dopo l’incidente di lunedì scorso nel quale ha perso la vita il giovane belga Wouter Weylandt, riparte la rubrica che i nostri visitatori l’anno scorso hanno apprezzato di più: la “torta in faccia”. Oggi, vogliamo riservare la nostra simpatica “punizione”a Carube, al secolo Roberto Lencioni, storico meccanico di Mario Cipollini che dalle pagine del sito tuttobiciweb ha criticato la scelta della Leopard di lasciare la corsa rosa.

Lencioni sostiene che i corridori del gruppo non siano veri professionisti, poiché, a suo dire, ieri avrebbero dovuto fare corsa vera e oggi la Leopard avrebbe dovuto continuare il Giro.

Noi, non abbiamo le sue certezze, probabilmente dal punto di vista strettamente ciclistico o lavorativo ha ragione, però in questo caso subentrano altri fattori che solo che li vive in prima persona può tenere in considerazione.

La morte del corridore belga ha scosso tutti noi che di lui conoscevamo solo il suo nome e il suo palmares, figuriamoci coloro che hanno vissuto al suo fianco tanto tempo e condiviso momenti belli o difficili. Probabilmente, anche a noi sarebbe piaciuto vedere la stessa reazione che ebbe nel 95 Lance Armstrong e la sua Motorola. Il texano, dopo il necessario momento di riflessione, andò a prendersi la vittoria di tappa con un’azione super, dedicando il successo proprio a Fabio Casartelli scomparso due giorni prima. Non ci sentiamo però di giudicare un comportamento che non riguarda l’aspetto ciclistico, ma i sentimenti che ognuno di noi ha dentro.

Il ciclismo ha tanti problemi e, oggettivamente, questa polemica non lo aiuta a migliorare, ci sentiamo quindi di dire in questo caso, Lencioni non avrebbe sbagliato a tacere e rispettare, pur non condividendolo, il dolore altrui, perché almeno nelle cose più intime non vogliamo che siano gli altri a dirci cosa fare e cosa non fare.

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