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Torniamo ad occuparci del travagliato cammino del nuovo statuto federale, poiché un nuovo documento sembra avvalorare la tesi che il rinvio dell’approvazione stabilito dal CONI nasconda altre motivazioni rispetto a quelle indicate nella comunicazione del Segretario Generale Pagnozzi.

Sulla comunicazione del 3 febbraio scorso, con la quale il CONI informava il Presidente Di Rocco del rinvio dell’approvazione,  si leggeva che tutto era stato sospeso poiché nello Statuto approvato dall’assemblea di Bologna non contemplava un nuovo principio stabilito dal CONI (successivamente all'Assemblea) per gli statuti di tutte le Federazioni.

Lo scorso 5 ottobre il Segretario Pagnozzi informava tutte le federazioni che per modifiche di mero recepimento dei principi fondamentali degli statuti oltre ai principi di disciplina sportiva e da disposizione di legge è sufficiente che la Federazione chieda al CONI la nomina di un “commissario ad acta” che solo per questo tipo di modifiche può procedere autonomamente senza necessità di convocare un’assemblea.

Sullo Statuto non approvato, il CONI smentisce se stesso

Torniamo ad occuparci del travagliato cammino del nuovo statuto federale, poiché un nuovo documento sembra avvalorare la tesi che il rinvio dell’approvazione stabilito dal CONI nasconda altre motivazioni rispetto a quelle indicate nella comunicazione del Segretario Generale Pagnozzi.

Sulla comunicazione del 3 febbraio scorso, con la quale il CONI informava il Presidente Di Rocco del rinvio dell’approvazione,  si leggeva che tutto era stato sospeso poiché nello Statuto approvato dall’assemblea di Bologna non contemplava un nuovo principio stabilito dal CONI (successivamente all’Assemblea) per gli statuti di tutte le Federazioni.

Lo scorso 5 ottobre il Segretario Pagnozzi informava tutte le federazioni che per modifiche di mero recepimento dei principi fondamentali degli statuti oltre ai principi di disciplina sportiva e da disposizione di legge è sufficiente che la Federazione chieda al CONI la nomina di un “commissario ad acta” che solo per questo tipo di modifiche può procedere autonomamente senza necessità di convocare un’assemblea.

Per quale motivo allora è stata bloccata l’approvazione dello Statuto quando è sufficiente un intervento di un commissario ad acta per modificare un principio fondamentale dello Statuto.

E’ importante spiegare che questo nuovo principio è stato partorito dal CONI per impedire che Claudio Lotito, presidente della Lazio squalificato e condannato per calciopoli, continuasse a sedere in Consiglio Federale.

Perché il CONI non ha seguito le sue disposizioni, approvando lo Statuto Federale modificato a Bologna il 4 dicembre, invitando il Consiglio Federale a nominale un commissario per la piccola modifica richiesta ?

Come si comporterà  in CONI con le altre Federazioni che hanno statuti molto più datati di quello della Federciclismo?

Perché per un cavillo (quale di fatto è quello imposto dal CONI) si è bloccato un intero statuto ?

Insomma, tutti questi elementi sembrano avvalorare sempre più la teoria di chi pensa che questo sia un rinvio politico, dal momento che l’assenza del verbale dell’assemblea rende inapprovabile lo statuto. E’ comprensibile che il CONI voglia reggere l’ombrello sulla testa di Renato Di Rocco, ma chissà se vorranno ancora proteggerlo quando su Roma si abbatterà la bufera ?

Ovviamente, siamo a disposizione di chiunque voglia dire la sua su questa appassionante vicenda.

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