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Le stradine liguri sono strette, sinuose, nervose. Un continuo destra sinistra, innumerevoli curve che si inerpicano sulle colline a picco sul mare. Il Passo della Bocchetta è una di queste colline, 772 metri sul livello del mare, sulla cima della quale si arriva dopo essersi arrampicati per 8 km circa, faticando sulle rampe che fanno segnare una media del 7,7% con picchi del 19%. Nibali in queste terre deve aver trovato un pò della propria Sicilia.

Sulla Bocchetta, Nibali mette le mani sul Giro di Padania

Le stradine liguri sono strette, sinuose, nervose. Un continuo destra sinistra, innumerevoli curve che si inerpicano sulle colline a picco sul mare. Il Passo della Bocchetta è una di queste colline, 772 metri sul livello del mare, sulla cima della quale si arriva dopo essersi arrampicati per 8 km circa, faticando sulle rampe che fanno segnare una media del 7,7% con picchi del 19%. Nibali in queste terre deve aver trovato un pò della propria Sicilia.

Lo squalo di Messina ha staccato tutti i propri avversari, tra due ali di folla che pronunciavano festante il suo nome. All’arrivo una festa, uno stadio a cielo aperto, con striscioni, cartelli, lenuzola colorate. E’ esplosa la Nibali-mania al Padania. Il dominatore della corsa e padrone della Bocchetta ha alzato le braccia al cielo sull’Appennino ligure, davanti a Rebellin (Meridiana) e Durasek (Adria Mobil).

SI SALE – Alla partenza di Lazzate un solo pensiero: il Passo della Bocchetta. La prima salita, il primo test, il momento della verità per ogni corridore, quando i nodi vengono al pettine e non ci si può più nascondere. Il gruppo nella prima fase di corsa ha preso tempo, gestendo le forze, lasciando spazio ad una n fuga di sette corridori: Laganà (Utensilnord), Busato (Team Idea), Matysiak (CCC Polsat), Schnaidt (Specialized), Mertens (Topsport), Kern (Leopard Trek) e Biondo (Meridiana). Collaborazione e cuore però non sono bastati, il gruppo ha fatto bene i propri conti, e dopo aver concesso un vantaggio massimo di circa 7′, ha rimesso al guinzaglio i fuggitivi. Ultimo a dire addio ai sogni di gloria Julian Kern (Leopard-Trek), ripreso quando alla vetta mancavano ormai una manciata di chilometri.

Sulla Bocchetta i tenori della salita hanno comunicato a fare la voce grossa, reclamando il palcoscenico. Sulla ripida salita, 8 km al 7,7% di pendenza media con picchi del 19%, l’Androni ha preso in mano le danze, per Sella e Pellizotti. Nibali però ha ben presto rotto gli indugi scombinando i piani degli uomini di Savio. L’allungo violento ha scremato il gruppo, irrigidendo i muscoli degli avversari annegati nell’acido lattico. Il lucano Pozzovivo ed il sempreverde Rebellin i soli a seguire la pinna dello Squalo, con Brambilla a galla per un breve tratto. All’ultimo chilometro la svolta. Un’altra accelerazione, una progressione che ha lasciato a secco polmoni e muscoli degli avversari. Sulla Bocchetta Nibali arriva solo, alza un pugno contro il cielo mentre la folla lo acclama. E’ il re del Padania: maglia blu, ciclamino della classifica a punti e arancione dei GPM. Lo Squalo ha sempre fame, ma per la corona dovrà sudare anche domani.

LE PAROLE DEL RE – Sulla cima dopo l’arrivo poche parole per il siciliano, come chi sa che non è finita, che c’è ancora un round, che la partita è ancora aperta: “Domani c’è un’altra tappa molto difficile e ci sarà sicuramente da difendersi, un pò come oggi”. Nibali ha attaccato per difendersi, come vuole l’adagio, e per domani il cambio non cambia. Strategia che vince non si cambia: “Se ci sarà la possibilità si attaccherà e vedremo come risponderanno gli avversari”. Da buon siciliano Nibali è di poche parole, ma parla con lo sguardo, e si ricorda dei compagni: “Oggi è stato fatto un gran lavoro dai miei compagni di squadra, li ringrazio”. E da questa cima, a così tanti chilometri dalla sua Sicilia, il pensiero vola veloce verso casa: “Dedico la vittoria alla mia famiglia”.

Domani ultimo atto del Padania 2012. La tappa regina, da Acqui Terme a Fabrosa Soprana, dove si arriverà al termine degli ultimi decisivi 174 km. Il vantaggio di Nibali in classifica è cosa da poco per una tappa in cui si ci si arrampicherà a Prato Nevoso ed ai 1600 metri dell’arrivo. Per quanto visto fino ad ora Nibali è il re del Padania, che attende di sedersi sul trono della corsa della Monviso-Venezia. La sfida però è ancora aperta…

 

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