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L’eco dell’urlo del vincitore deve ancora spegnersi ma i sorrisi di alcuni degli artefici dell’andata in scena del “nuovo” Trofeo Laigueglia la dicono lunga sulla scommessa decisamente vinta. Scommessa che ha visto protagonisti l’Assessore allo Sport del Comune rivierasco e i nuovi organizzatori della gara che una volta apriva il Calendario Internazionale in Italia.

Ma andiamo per ordine. La giornata per gli Organizzatori della Monviso-Venezia e della Alfredo Binda non era cominciata benissimo. Un camion a causa di una manovra errata ha danneggiato il serbatoio sversando sulla sede stradale una notevole quantità di gasolio proprio nella zona della partenza e quella dell’arrivo, distanti poche centinaia di metri. Il rapido intervento però degli uomini di "Sicurezza e Ambiente", che affiancano gli organizzatori ha ripristinato la normalità della strada in tempo per le classiche procedure che precedono da sempre le partenze.

Moser: un “vecchio” nome per il “nuovo” Laigueglia

L’eco dell’urlo del vincitore deve ancora spegnersi ma i sorrisi di alcuni degli artefici dell’andata in scena del “nuovo” Trofeo Laigueglia la dicono lunga sulla scommessa decisamente vinta. Scommessa che ha visto protagonisti l’Assessore allo Sport del Comune rivierasco e i nuovi organizzatori della gara che una volta apriva il Calendario Internazionale in Italia.

Ma andiamo per ordine. La giornata per gli Organizzatori della Monviso-Venezia e della Alfredo Binda non era cominciata benissimo. Un camion a causa di una manovra errata ha danneggiato il serbatoio sversando sulla sede stradale una notevole quantità di gasolio proprio nella zona della partenza e quella dell’arrivo, distanti poche centinaia di metri. Il rapido intervento però degli uomini di “Sicurezza e Ambiente”, che affiancano gli organizzatori ha ripristinato la normalità della strada in tempo per le classiche procedure che precedono da sempre le partenze.

 

Il plotone ha potuto quindi incolonnarsi in tutta sicurezza farcito da alcuni bei nomi del ciclismo nostrano e non solo. In regolare ordine di dorsale, Ivan Basso, Damiano Cunego, Francesco Ginanni, Stefano Garzelli e l’ancora convalescente Filippo Pozzato, che nonostante il recente intervento chirurgico ha voluto essere presente e nel limite delle sue possibilità ha onorato la corsa ligure, fermandosi dopo comunque 150 km di gara e ricevendo dagli organizzatori un beneaugurante premio della combattività “Mi sono staccato che non ero a tutta, ma vista la settimana da cui vengo va benissimo così. Con il Dott. Tarsi e Luca Scinto abbiamo preferito non strafare, e sono felice di essere partito e della corsa che ho fatto. Ringrazio poi il Laigueglia per il calore dimostratomi e per il premio per la combattività, spero di ripagarli tornando per vincere”.

Tra i suiveur presenti la curiosità verso il nuovo percorso erano molte, così come i pareri. Su una cosa però erano tutti d’accordo. Il passaggio sul Balestrino in avvio di gara, i tre sul Testico e il dente di Pinamare nel finale avrebbero invitato alla battaglia quelli che in questo avvio di stagione presentano già un certo stato di forma.

Dopo il via e alcune scaramucce iniziali, la classica fuga di giornata ha permesso a Balloni (Farnese), Osoriuo (Colombia), Dodi (Team Idea), Garofalo (Nippo)di mettersi in luce e a Giairo Ermeti (Androni) di conquistare la speciale classifica dei GPM, mentre Fanelli (Utensilnord) rimane nella terra di nessuno non riuscendo mai a chiudere il gap che lo divide dai cinque di testa.

Il plotone regolato dalla Liquigas e dalla Acqua&Sapone non perde mai la lucidità e controlla senza mai forzare i tempi del recupero.

Ovviamente con il passare dei chilometri la fatica davanti si fa sentire e le velleità degli inseguitori hanno il sopravvento.

L’ultima salita verso Testico vede uscire dal gruppo oramai compatto Moser (Liquigas), Brutt (katusha), Modolo (Colnago), Rocchetti (Utensilnord) e Rogina (Adria Mobil). Nella discesa il gruppo tirato dalla Lampre-ISD ricuce il divario e nonostante un finale scoppiettante l’inedita salita di Pinamare non ha fatto si che si verifichi quello che gli appassionati si auguravano. È bastato però l’ormai bistrattato Capo Mele a Moreno Moser figlio e nipote d’arte provare il colpo che gli ha permesso al debutto da “pro” di scrivere il suo nome sull’albo d’oro. Cosa mai riuscita neanche a suo zio Francesco giunto “solo”  tre volte e pure consecutive terzo.

Il figlio di Diego, uno dei tanti elementi della famiglia trentina.

Alle spalle dell’ormai felice e imprendibile portacolori della Liquigas il gruppo dei superstiti non ha potuto fare altro che organizzarsi per la volata per i rimanenti piazzamenti.

Piazzamenti andati a Miguel Angel RUBIANO CHAVEZ (Col, Androni – Venezuela), secondo e a Matteo MONTAGUTI (Ita, Ag2r La Mondiale) terzo.

«Se alla partenza mi avessero chiesto di scommettere su me stesso come vincitore non l’avrei fatto – afferma raggiante Moser – . In verità, non l’avrei fatto neanche a due metri dal traguardo: solo quando ho potuto alzare le braccia al cielo ho realizzato di aver vinto. Per me è un sogno che si realizza: la prima vittoria, in Italia, e nel modo in cui piace a me. Nelle categorie giovanili le azioni da finisseur erano quelle che mi riuscivano meglio. Oggi ci ho provato due volte: nella prima era troppo presto, ma la seconda è stata vincente, soprattutto per il tempismo. Nel gruppo di testa c’era fermento, credo che in tanti stessero pensando a scattare. Io non ho fatto calcoli e sono partito. Ho spinto a tutta e senza mai voltarmi: era giusto provare, o andava bene o pace. Cosa è servito di più tra gambe e coraggio? Direi le gambe, senza quelle non si vince mai. E aggiungerei anche i compagni: senza il loro lavoro e supporto, non ce l’avrei fatta».

La vittoria di Moser ha pure un curioso retroscena: «Settimana scorsa, in Calabria, il nostro preparatore Slongo mi aveva detto che i dati dei test atletici erano buoni e che avrei avuto le mie chance. Allora ho cominciato a prefigurarmi il Laigueglia, a studiare il percorso. Nella mia testa era nata l’idea di un attacco come quello di oggi: si trattava di un sogno però, mai avrei pensato di poterlo realizzare…». A conferma della “premonizione” di Moser ecco il commento del DS Zanatta: «Sapevamo della buona condizione di Moreno ed era giusto godesse di spazio – ha confermato il DS Zanatta -. Lui e Ratto erano i più adatti a questa corsa, erano le ruote più veloci, e nella riunione mattutina erano gli uomini designati per il finale: un plauso alla squadra per la condotta in gara».

Il secondo classificato ha scritto per il 5° anno consecutivo il nome di un corridore di Gianni Savio nel podio del “Laigueglia”. “Sono felice per la volata finale e per l’ottimo spunto sul rettilineo finale. E’ un buon inizio di stagione. Non è mai facile partire con il piede giusto in queste corse di inizio anno, per me è importante questa conferma. Devo ringraziare tutti i miei compagni, la squadra e Gianni Savio per la fiducia”.

Giornata soddisfacene anche per il portacolori della AG2R La Mondiale Matteo Montaguti “Molti velocisti puri si sono arresi nel finale selettivo delle strade liguri, favorendo i corridori con maggior fondo. Tra questi si è inserito il romagnolo della formazione francese, classe 1984, atleta resistente dall’ottimo spunto finale. Anche per lui, più che di una beffa, il terzo posto rappresenta un piazzamento importante, di quelli capaci di dare un’iniezione di fiducia per il proseguimento della stagione: “Sono contento del terzo posto. Su queste strade mi sono sempre trovato bene, a mio agio, e ci tenevo a fare bene. Poi nel finale l’andatura era alta e sul Capo Mele Moser ne ha avuta di più, ma sono contento di avere trovato il varco giusto per arrivare a questo terzo posto ottimo per il morale”.

Così mentre l’eco dell’urlo del vincitore deve ancora spegnersi gli organizzatori sono entusiasti.

In primis Michelino Davigo presidente della Monviso Venezia, associazione organizzatrice del 49° Trofeo Laigueglia. “Oggi è stata una bellissima festa per tutto il ciclismo, per gli atleti, per i tifosi e gli tutti appassionati che hanno seguito la corsa sul ciglio della strada. In questa terra ricca di tradizione ciclistica abbiamo riscoperto una delle grandi classiche di inizio stagione, Il Trofeo Laigueglia, una vera perla del calendario italiano, quella che di fatto apre la stagione E’ sempre bello vedere vincere una giovane promessa del movimento azzurro, un ragazzo che nei prossimi anni potrebbe raccogliere numerosi risultati. Da ammirare l’azione grazie alla quale nel finale è riuscito a staccare tutti arrivando in solitaria sul traguardo. L’auspicio è che questa prima vittoria a Laigueglia possa essere una sorta di portafortuna… per organizzare questa gara ci siamo dati dei punti inderogabili, territorio, ambiente e tradizione della manifestazione e siamo riusciti nell’intento”.

Dello stesso parere anche Renzo Oldani, Presidente della varesina Alfredo Binda e responsabile tecnico dell’organizzazione, che sceso in Liguria ha portato la comprovata capacità organizzativa dei suoi, rodata oramai dalla organizzazione della Tre Valli Varesine.

Mario Prato

ORDINE D’ARRIVO:
1° Moreno MOSER (Ita, Liquigas – Cannondale),
2° Miguel Angel RUBIANO CHAVEZ (Col, Androni – Venezuela),
3° Matteo MONTAGUTI (Ita, Ag2r La Mondiale),
4° GianLuca BRAMBILLA (Ita, Colnago – CSF),
5° Francesco GAVAZZI (Ita, Astana),
6° Marco FRAPPORTI (Ita, Team Idea)
7° Enrico GASPAROTTO (Ita, Astana),
8° Edoardo GIRARDI (Ita, Utensilnord – Named),
9° Francesco REDA (Ita, Acqua & Sapone),
10° Daniele PIETROPOLLI (Lampre – ISD)

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