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Che la Federazione Ciclistica Italiana fosse allo sbando lo si era già capito da tempo, ma ciò che sta accadendo negli ultimi giorni ha veramente dell’incredibile.

Qualche giorno fa la Delibera Presidenziale (che ricordiamo potrebbe essere fatta solo in casi di estrema urgenza), ha stabilito che fosse vietata la partecipazione ai Campionati Italiani a quei corridori che in passato sono stati squalificati per doping. Ieri la decisione della Corte Federale che ha stabilito legittima quella norma.

Ci sarebbe parso strano che la Corte Federale si fosse schierata contro il Presidente della Federazione stessa, e infatti ha confermato i dubbi che tante persone hanno sulla credibilità degli organi federali.

L’ACCPI ha poi deciso di chiedere un parere al Professor Sandulli, presidente della 2a sezione della Corte di Giustizia Federale della Figc e membro della Corte Federale della Federnuoto.

Stop agli ex dopati: il Consiglio Federale pensa alla retromarcia.

Che la Federazione Ciclistica Italiana fosse allo sbando lo si era già capito da tempo, ma ciò che sta accadendo negli ultimi giorni ha veramente dell’incredibile.

Qualche giorno fa la Delibera Presidenziale (che ricordiamo potrebbe essere fatta solo in casi di estrema urgenza), ha stabilito che fosse vietata la partecipazione ai Campionati Italiani a quei corridori che in passato sono stati squalificati per doping. Ieri la decisione della Corte Federale che ha stabilito legittima quella norma.

Ci sarebbe parso strano che la Corte Federale si fosse schierata contro il Presidente della Federazione stessa, e infatti ha confermato i dubbi che tante persone hanno sulla credibilità degli organi federali.

L’ACCPI ha poi deciso di chiedere un parere al Professor Sandulli, presidente della 2a sezione della Corte di Giustizia Federale della Figc e membro della Corte Federale della Federnuoto.

A nostro avviso, oltre che non avere alcun senso, non è possibile dare una sanzione accessoria aggiuntiva in maniera retroattiva. Fonti ben informate affermano che si potrebbe arrivare allo scontro frontale, con addirittura il possibile coinvolgimento del TAR.

Il Consiglio Federale starebbe quindi valutando di fare retromarcia sulla norma tanto discussa, consentendo così ai corridori che in passato sono stati coinvolti in vicende di doping di essere al via della prova tricolore.

Comunque vada a finire questa vicenda, ancora una volta, ha perso il ciclismo.

Nel 2004 Di Rocco attaccava Ceruti per la politica troppo “rigida” nei confronti del doping, in particolare sul caso Rebellin. Oggi, Di Rocco ripercorre i passi dell’ex numero uno della FCI, con un giustizialismo esagerato, ostentato e dannoso per tutti.

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