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Non ho la presunzione di credere che sia merito del nostro appello e delle nostre congetture sulle finalità della prossima Assemblea Straordinaria, ma  sta di fatto che solo ora, con la presa di posizione del presidente federale e con la relativa pubblicazione degli atti sul sito della FCI, per la prima volta si offrono le informazioni minime necessarie perché il confronto sulle modifiche statutarie possa avvenire con maggiore consapevolezza delle sue potenzialità così come dei suoi limiti.

Nella sua comunicazione per così dire “istituzionale”, il presidente federale mette anche un po’ di polemica spicciola nei confronti di chi ha firmato un certo appello, specificando che questi non  sono soggetti aventi diritto di voto, lasciando intendere che per lui, essere dirigenti di società o comunque possessori di una tessera federale, non è più titolo sufficiente per poter esprimere la propria opinione o concorrere alle scelte di politica sportiva. Ne prendo atto.

Antonelli:”Finalmente hanno pubblicato gli atti dell’assemblea, ma l’atteggiamento di Di Rocco ancora non va”

Non ho la presunzione di credere che sia merito del nostro appello e delle nostre congetture sulle finalità della prossima Assemblea Straordinaria, ma  sta di fatto che solo ora, con la presa di posizione del presidente federale e con la relativa pubblicazione degli atti sul sito della FCI, per la prima volta si offrono le informazioni minime necessarie perché il confronto sulle modifiche statutarie possa avvenire con maggiore consapevolezza delle sue potenzialità così come dei suoi limiti.

Nella sua comunicazione per così dire “istituzionale”, il presidente federale mette anche un po’ di polemica spicciola nei confronti di chi ha firmato un certo appello, specificando che questi non  sono soggetti aventi diritto di voto, lasciando intendere che per lui, essere dirigenti di società o comunque possessori di una tessera federale, non è più titolo sufficiente per poter esprimere la propria opinione o concorrere alle scelte di politica sportiva. Ne prendo atto.

 

Ma, a parte questo piccolo inciso, ciò che più conta osservare è che ormai, grazie anche le precisazioni fatte dallo stesso Di Rocco, le modifiche che il nostro statuto federale dovrebbe recepire per uniformarsi alle direttive CONI sono relativamente formali, mentre parte di quelle avanzate dal Consiglio Federale sono assai più significative (data la loro non obbligatorietà) nell’indicare le scelte che l’attuale gruppo dirigente nazionale intende compiere per il futuro di se stesso e della Federazione, per la quale, molti di noi, auspicano nuove scelte di politica sportiva, supportate da un diverso decentramento delle strutture, dei centri decisionali e della gestione delle risorse.

Cosa peraltro logica, visto che le modifiche statutarie, non nascono solo per migliorare le regole comuni, ma anche per legittimare  la possibilità di compiere azioni di indirizzo sportivo di un segno anziché di un altro, al pari degli stessi indirizzi informatori approvati a più riprese dal Coni, che per quanto autorevoli, non sono dei “totem” da venerare,  ma delle scelte compiute da dirigenti  di volta in volta più o meno lungimiranti, più o meno tentati dalla Casta sportiva, pertanto anche criticabili, senza con questo ignorare il loro valore contingente di riferimento.

Come nel caso delle norme «per l’elezione successiva a due mandati consecutivi del Presidente uscente», assai discutibili, che però il Coni ha reso praticabili fino a dargli valore di Legge (DL 8.1.04, n.15).

Ma detto questo, occorre rilevare come alcune di queste norme, e specificatamente quelle per l’ elezione del Presidente, pur essendo state elaborate per uniformare i vari statuti federali, non impongono che siano automaticamente ed obbligatoriamente accolte dalla varie federazioni, ma più propriamente, che siano accolte in tale forma qualora si intenda inserire nello statuto della propria federazione la condizione del così detto “terzo mandato consecutivo”, compresa l’ ulteriore procedura nel caso il presidente uscente non raggiunga il 55%, consentendogli, a certe condizioni, di essere eletto anche con una normale maggioranza del cinquanta per cento più uno.

Allo stato dei fatti quindi, insieme a chi dice che nello statuto federale occorre per forza modificare il quorum per l’elezione del Presidente perché lo vuole  il Coni, altri, come me e quelli che hanno firmato il così detto “appello”, ritengono invece che non ci sia obbligo specifico di deliberare su questo tema  e che, in ogni caso, qualora la maggioranza dei delegati volesse comunque optare per il quorum del 55%, potrebbe limitarsi a questo, senza introdurre ulteriori possibilità per il presidente uscente.

Questo a prescindere dalle persone in gioco e come esclusivo fattore di spinta al rinnovamento, in  ossequio anche allo stesso indirizzo generale di tutti gli statuti, federali e Coni, che vogliono l’eventuale terzo mandato come un fatto del tutto eccezionale.

Infine, un’altra annotazione.

A marzo 2009 è stato volutamente modificato uno statuto federale senza poter accogliere le nuove direttive Coni approvate alcuni giorni prima, adesso, il prossimo 4 dicembre, faremo un’altra Assemblea senza poter accogliere gl’indirizzi di autoriforma del Coni approvati il 30 settembre.

Un modo di agire parziale e discutibile, che se fosse vissuto con maggiore obiettività  e meno attese personali, consiglierebbe certamente percorsi più coerenti e scadenze più adeguate.

In ogni caso, al di là delle differenze di orientamento, su di un punto penso ci si debba incontrare:  quello di fare in modo che il percorso di preparazione all’Assemblea Straordinaria di Bologna venga  necessariamente arricchito del contributo di tutti quelli che stanno nella nostra Federazione, con approfondimenti specifici, discussioni di merito e libertà di critica.

Lo statuto una volta approvato varrà per tutti, si faccia almeno in modo che per tutti valga anche la possibilità di partecipare alla sua definizione.

Silvano Antonelli

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