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Colpito e affondato ? E’ questa la domanda che molti dell’ambiente ciclistico si stanno facendo dopo l’articolo di Marco Grassi che è andato a mettere in sequenza una serie di informazioni su Renato Di Rocco che parte dalla “Mondiali Ciclismo Toscana” per arrivare alla five star league, coinvolgendo il Procuratore Federale Santilli, il presidente del Circolo Sportivo Aniene e tanti altri personaggi sconosciuti ai più.

I documenti pubblicati da Grassi sono in nostro possesso dal 3 marzo, ma abbiamo deciso di non pubblicarli, poiché irrilevanti dal punto di vista sportivo.

Grassi, nel suo lungo e pungente articolo, lega il termine “cricca” alla Bicitaly che tra le sue fila annovera uomini d’affari, esponenti del mondo politico, della Guardia di Finanza e della Rai. Grassi evidenzia poi la presenza di Giovanni Malagò specificando che il presidente della canottieri Aniene è imputato nel processo per i mondiali di Nuoto di Roma per presunti favori all’ex capo della Protezione Civile Bertolaso. Tutto ciò però dal punto di vista sportivo è assolutamente regolare.

Santilli sullo scoop di Cicloweb:”Diffamati da un articolo pieno di falsità !”

Colpito e affondato ? E’ questa la domanda che molti dell’ambiente ciclistico si stanno facendo dopo l’articolo di Marco Grassi che è andato a mettere in sequenza una serie di informazioni su Renato Di Rocco che parte dalla “Mondiali Ciclismo Toscana” per arrivare alla five star league, coinvolgendo il Procuratore Federale Santilli, il presidente del Circolo Sportivo Aniene e tanti altri personaggi sconosciuti ai più.

I documenti pubblicati da Grassi sono in nostro possesso dal 3 marzo, ma abbiamo deciso di non pubblicarli, poiché irrilevanti dal punto di vista sportivo.

Grassi, nel suo lungo e pungente articolo, lega il termine “cricca” alla Bicitaly che tra le sue fila annovera uomini d’affari, esponenti del mondo politico, della Guardia di Finanza e della Rai. Grassi evidenzia poi la presenza di Giovanni Malagò specificando che il presidente della canottieri Aniene è imputato nel processo per i mondiali di Nuoto di Roma per presunti favori all’ex capo della Protezione Civile Bertolaso. Tutto ciò però dal punto di vista sportivo è assolutamente regolare.

Grassi tira poi in ballo la five stars league, consorzio presieduto da GianLuca Santilli, ipotizzando un legame poco chiaro proprio tra questo consorzio e il famoso ospedale milanese San Raffaele. In effetti, il domino della five stars league è intestato proprio al San Raffaele, ma da lì ad ipotizzare scenari ai confini della legalità crediamo che ce ne passi.

 

Complimenti a Grassi per l’inchiesta, ma non crediamo che sulla base di questi sospetti o ipotesi si possa andare ad “affondare” un Presidente come Di Rocco che di gaffes, nell’ambito sportivo, ne ha fatte a bizzeffe e per cui crediamo che tutto ciò non aggiunga assolutamente nulla al suo infausto periodo di presidenza.

Avendo già constatato la piena disponibilità al confronto dell’avvocato Santilli, lo abbiamo contattato per sapere il suo punto di vista. “Sono reduce da un interessantissimo convegno della commissione di vigilanza antidoping svolto alla presenza del Ministro della salute, che ha plaudito incondizionatamente all’attività svolta dalla Federciclismo, riconosciuta unanimemente coraggiosa ed apripista nella lotta al doping ed alla medicalizzazione degli sportivi. In quella sede ho appreso dell’articolo di Grassi – ha commentato il procuratore Santilli – e mi sono chiesto il motivo di un attacco del genere pieno di inesattezze gravi e superficialità, confezionato ricorrendo ad un metodo  che ricorda il bieco dossieraggio, anche se di modestissimo livello, mettendo in un calderone di tutto e di più, nella speranza di colpire qualche obiettivo”.

Il Procuratore vuole rispondere punto per punto alle accuse mosse dalle pagine di Cicloweb:” Hanno accusato la five stars league di essere legata al San Raffaele e, quindi, al dissesto finanziario che ha colpito quell’ospedale ed ai soggetti che ne sono stati artefici. Fantasia pura e scarsissima capacità o volontà di informarsi prima di informare. Molto semplicemente, qualche anno fa decidemmo di creare un portale per promuovere il ciclismo, denominandolo “Vainbici”. La realizzazione di questo portale fu affidata ad alcuni tra i più geniali e competenti ingegneri che operano nella struttura di ricerca del San Raffaele, per conto dei quali ci siamo spesso prestati quali “cavie” in alcune gran fondo per sperimentare nuove apparecchiature mediche come, ad esempio, micro-holter finalizzati a misurare costantemente i parametri fisiologici di un amatore in gara al fine di favorire metodi di analisi molto evoluti volti alla tutela della salute degli sportivi. Quando decidemmo di aprire il sito della fivestar league, lo abbiamo inserirlo nel portale Vainbici, registrato a nome del San Raffaele. E quale è il problema?

Santilli respinge le accuse anche sui controlli dei dati dei soggetti controllati in forza del protocollo FSL e dei controlli antidoping che l’articolo imputerebbe a favore del San Raffaele: ”Ogni addetto ai lavori che opera nel ciclismo e nello sport in generale sa (e se non lo sa è preoccupante) che in Italia una sola struttura può analizzare i controlli antidoping e questa struttura è il laboratorio dell’Acquacetosa di Roma, prescelto dal CONI, organo NADO della WADA. Nessuna altra struttura è autorizzata ad analizzare i controlli e tantomeno al S. Raffaele vanno dati o altro”.

Il procuratore, inoltre, non ci sta ad appendere la bici al chiodo e ribadisce: ”che piaccia o meno al Signor Grassi o a chi gli ha suggerito di scriverlo, io continuerò a fare le gran fondo perchè nessuna norma per fortuna me lo impedisce. Sarebbe stato sufficiente leggere lo statuto della FCI, pubblicato sul sito federale, per evitare di scrivere sciocchezze del genere. Quello che mi è giustamente inibito, quale membro di un organo di giustizia, è rivestire cariche all’interno delle società affiliate alla FCI. E difatti sono un semplice associato di Bicitaly e non faccio parte del suo consiglio direttivo. Nè sussistono, come qualcuno ha ipotizzato, conflitti quale presidente di Five Stars League che, ricordo, nasce da una mia idea condivisa con gli organizzatori delle granfondo che ne fanno parte che mi hanno chiesto di presiederla proprio quale soggetto di garanzia estraneo ai comitati organizzatori interessati ed in rappresentanza della FCI alla quale le granfondo in questione sono affiliate.”

Prosegue inoltre Santilli:”Se poi dovessi rendermi colpevole di chissà quale violazione regolamentare, ci sarebbero comunque i sostituti che mi tratterebbero come un tesserato qualunque. Oppure dobbiamo ritenere, alla luce del pensiero del Sig. Grassi, che i Procuratori della Repubblica debbano vivere in una campana di vetro perchè altrimenti si troverebbero in conflitto di interessi laddove commettano reati? Non serve essere fini giuristi per intuire quanto ridicoli e grossolani siano certi ragionamenti, frutto evidente di un tentativo puerile di strumentalizzazione ”.

In conclusione di telefonata, Santilli fa una semplice ma logica riflessione: ”perchè, stante la mia nota disponibilità ad interloquire con chiunque,  prima di scrivere cose del genere, Grassi non ha ritenuto di consultarmi? Avrebbe fatto un servizio serio ai suoi lettori, evitato di diffamare persone del tutto estranee e scritto cose con un fondamento di realtà. Forse è proprio per questo? Ammetto comunque che è davvero avvilente constatare che, nonostante tutti gli sforzi fatti, riconosciuti in sedi scientifiche autorevoli, animati da mero spirito di servizio e passione e sempre e solo finalizzati ad un ciclismo più pulito, alla sensibilizzazione sulla tutela della salute, alla salvaguardia ed educazione dei giovani, alla diffusione sana di questo meraviglioso sport, ci siano soggetti animati da non si capisce quali insulsi motivi, che gettano fango per danneggiare non tanto il sottoscritto, che non vive con il ciclismo nè ha intenzione di farlo, o altri che sbaglieranno pure ma sempre mettendoci la faccia e l’impegno, ma l’intero movimento che tanto sta faticando per riabilitarsi dalla piaga del doping e non solo”.

“Chi vuole criticare può e deve farlo ma sempre e solo con metodi leali, confrontandosi su temi concreti e proponendo azioni credibili anche alla luce del proprio background culturale e professionale. Parlerò con Grassi – conclude Santilli – e spero di poter chiarire e soprattutto capire se e quali siano le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere un articolo che non onora il giornalismo e tantomeno gli appassionati di questo sport che hanno diritto ad un ben altro livello di informazione.”

Non sappiamo quale siano i futuri risvolti di questa vicenda, siamo però certi che ne vedremo delle belle.

Proprio domani, infatti, a Roma l’alta Corte di giustizia del CONI sarà chiamata a decidere sul ricorso presentato da Angelo Francini sulle numerose irregolarità, da noi già più volte evidenziate, dell’assemblea bolognese.

Lì si che di “ciccia” ce n’è, chissà se i signori del CONI avranno la serenità necessaria per applicare le norme ed annullare quest’assemblea che sembra creata solo per garantire un futuro politico a Di Rocco.

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