 |
Indietro
LE
IMPRESSIONI DEI PROTAGONISTI...
di
Mario Prato
Sabato
20 marzo si ripete, come ogni anno, uno dei riti laici dell’italico
pedale. Va in scena la Milano-Sanremo, la classicissima di primavera,
che nonostante le strade asfaltate e le diverse tattiche di gara, mantiene
invariato il suo fascino nato fin dal lontano 1907 quando il francese
Petit Breton si aggiudicò la prima edizione.
Il sabato della Sanremo viene segnato in rosso sui calendari e sulle agende
non solo dalle migliaia di appassionati che affollano le strade lombarde,
piemontesi e liguri percorse dal plotone dei ciclisti, che non rinuncerebbero
per niente al mondo ad assistere al passaggio della prima corsa “monumento”
della stagione, ma sopprattutto dai quei ciclisti che hanno un certo feeling
con la corsa, o che cercano un inizio di stagione con il botto, o che
vogliano dare una svolta decisa alla loro carriera.
Pronosticare il nome del vincitore è quasi impossibile, ho preferito
quindi scegliere una rosa di papabili e chiedere a loro stessi come la
pensano sull’imminente prima prova di Coppa del Mondo.
La mia rosa è formata dai velocisti Cipollini, Freire, Petacchi
e dai finisseur Bettini, Celestino, Chavanel, Di Luca, Figueras, Pozzato
e Rebellin al quale ho posto le stesse domande. Vediamo cosa hanno detto:
Cosa
ti aspetti dalla Milano-Sanremo 2004?
Celestino: “Vorrei dire un pizzico meglio dello scorso anno, ma
sarei presuntuoso. Ed allora dico semplicemente: mi auguro una Sanremo
simile a quella dello scorso anno, molto selettiva, e spero non saremo
solo noi ad assumere il peso della corsa.”
Bettini: “Mi aspetto di arrivarci nel miglior modo possibile, poi
si vedrà.”
Di Luca: “Spero semplicemente di essere in grado di dare il mio
meglio, dopodichè qualsiasi sarà il risultato lo accetterò
con serenità. Spero anche in un pizzico di fortuna, è importante.”
Rebellin: “Dalla Sanremo non mi aspetto niente di eccezzionale,
è una corsa molto importante però è anche vero che
tra quelle di Coppa del Mondo è una della meno adatte. E’
una corsa molto veloce, negli ultimi anni i velocisti l’hanno fatta
un po’ da padroni. Comunque farò quanto più possibile
per far bene. Vincere la Sanremo significherebbe realizzare un bel sogno.”
Petacchi: “Di poter ben figurare senza fasciarmi la testa in caso
contrario.”
Pozzato: “Di fare una corsa da protagonista.”
Come
ti sei preparato?
Celestino: “L’anno scorso feci la Parigi-Nizza e non mi trovai
granché bene. Eppure disputai una grande Sanremo. Quest’anno
ho fatto una buona Tirreno-Adriatico, solo il penultimo giorno mi sono
sentito un po’ legnoso ed ho preferito fermarmi. Comunque un bell’allenamento
mercoledì e sarà pronto e competitivo, ne sono sicuro,”
Bettini: “La preparazione è stata la stessa dell'anno scorso.”
Di Luca: “Quest’anno sono partito più lento e sicuramente
non sono ancora al top della condizione, non ho la sicurezza dei giorni
migliori. In compenso i progressi sono stati lenti ma costanti, e non
ho avuto problemi fisici.”
Petacchi: “Come gli altri anni. Stessa preparazione stesso numero
di corse, però ho corso più in Italia e meno all’estero.”
Pozzato: “Ho fatto più km questo inverno, però ho
meno corse nelle gambe.”
Rebellin: “La preparazione è stata identica all’anno
scorso anche se al momento sono un po’ più indietro. L'intervento
alla spalla dello scorso ottobre mi ha costretto a lavorare un po’
meno sulla qualità.”
Chi
sono i tuoi favoriti per la vittoria?
Celestino: “Bettini e Freire sono quelli che più mi hanno
impressionato alla Tirreno-Adriatico, ma appena dietro a loro ci sono
almeno altri dieci candidati altrettanto autorevoli. E poi quelli che
vengono dalla Parigi-Nizza, da non sottovalutare.”
Bettini: “Sono tanti. Credo che tutti i grandi nomi presenti alla
Tirreno-Adriatico possano dire la loro.”
Di Luca: “Sono corse in cui il pronostico è molto facile
e difficile allo stesso tempo. Freire e Bettini mi sembrano i due maggiori
indiziati.”
Petacchi: “Bettini, Freire, Cipollini, Zabel, Van Petegem, Pozzato,
Petacchi.”
Pozzato: “Bettini, Freire, Astarloa, Cipollini, Petacchi e Pozzato.”
Rebellin: “I miei favoriti? Quelli della Parigi-Nizza, vedi Vinokurrov,
Dekker, VdB e i corridori della CSC sicuramente. Altri nomi importanti
anche se non ho ancora corso con lore quest’anno, sono quelli che
hanno corso la Tirreno: Bettini, Astarloa e la coppia Petacchi-Cipollini.”
Cosa
ti aspetti dai tuoi avversari?
Celestino: “Mi auguro che soprattutto i principali favoriti cerchino
di dare un’impronta proprio alla corsa, e non di sfruttare quella
altrui.”
Bettini: (non ha risposto)
Di Luca: “Me li aspetto forti e molto determinati, come è
normale in un appuntamento così importante.”
Petacchi: “Che facciano una corsa dura sulla Cipressa e sul Poggio
per cercare di staccarmi.”
Pozzato: “Di tutto. Fughe da lontano, attacchi sulla Cipressa e
sul Poggio.”
Rebellin: “Dai miei avversari mi aspetto tanta bagarre! Tutti i
presenti vorranno fare qualcosa di buono perciò chi più
ne ha, più ne metta....”
Cosa
devono temere da te i tuoi avversari?
Celestino: “Non penso che gli avversari si preoccupino specificatamente
di un corridore, o almeno, non di me. Piuttosto penseranno ad una squadra,
come la nostra, che ha tutto il necessario per vincere.”
Bettini: “La voglia di riprovarci.”
Di Luca: “La mia grande sete di rivincita. So di valere molto di
più di quanto è dimostrato, e ragionevolmente penso che
ad un certo punto le mie legittime aspirazioni debbano trasformarsi in
realtà alla Sanremo o altrove.”
Petacchi: “Penso il mio sprint.”
Pozzato: “Non saprei. Sono abbastanza veloce se arrivo in un gruppetto
ristretto.”
Rebellin: “Non saprei, io vado lì per fare la mia figura,
il resto lo dirà la strada. Questa domanda andrebbe fatta direttamente
a loro per avere una risposta più corretta.”
Arrivo
in volata o solitario?
Celestino: “Lo scorso anno siamo arrivati in tre ed ho perso. Non
credo sia difficile immaginare quale soluzione io mi auguri…”
Bettini: (non ha risposto)
Di Luca: “Per me andrebbe bene anche una volata, purché non
molto affollata. Dopo 300 km gli schemi possono saltare, nessuno è
imbattibile, neanche un re dello sprint…”
Petacchi: “Spero in volata.”
Pozzato: “Spero in una volata di una ventina di corridori.”
Rebellin: “I corridori veloci sono meno di quelli come me, a livello
di caratteristiche intendo. Gioco su un arrivo in volata!”
Con
le vittorie di Zabel veniva criticato il percorso della Sanremo, ipotizzando
cambiamenti di percorso, due anni fa Cipollini ha messo tutti d’accordo.
Il solito campanilismo italico?
Celestino: “Io sono ligure, e per me questa non è una gara
come le altre. Credo che questo sia un traguardo riservato ai grandi,
italiani o stranieri poco importa.”
Bettini: (non ha risposto)
Di Luca: “La Sanremo è una corsa fatta per far discutere,
per essere semplice e complicatissima al tempo stesso. Comunque sia e
chiunque la vinca, ha sempre un gran fascino.”
Petacchi: “Non è il percorso che fa la corsa ma i corridori.
L’anno scorso Bettini l’ha dimostrato.”
Pozzato: “Penso che il percorso c’entri fino ad un certo punto.
La verità è che Zabel in quel periodo era il più
forte.”
Rebellin: “Qui non saprei cosa dire, le ipotesi sono sempre tante
su una gara... impossibile dare una risposta giusta!”
L’anno
scorso ci si aspettava la volata, ma la Saeco e la Quick.Step hanno fatto
saltare il banco, dimostrando che si può ancora vincere con un’azione
di forza. Questo avrà insegnato qualcosa alle squadre intenzionate
a portarsi a casa la vittoria?
Celestino: “E’ una situazione che potrebbe ripetersi, perché
ormai è abbastanza chiaro che le possibilità degli sprinter
di arrivare a giocarsi la Sanremo sono cresciute, e dunque chi ha armi
diverse deve darsi da fare per tempo…”
Bettini: “Credo proprio di si. Per chi ha voglia di osare, c'è
modo e spazio.”
Di Luca: “Noi siamo una squadra che quando si presenta al via di
una gara, ha perfettamente in testa la tattica che vuole adottare: poi
può andar bene come no, è logico. Io non credo che la Sanremo
del 2003 abbia rivelato aspetti sconosciuti. In realtà a fare la
corsa è sempre e comunque chi ne è capace, chi ha gambe.”
Petacchi: “La Sanremo è una corsa molto difficile tatticamente
perché non permette errori. Se si sparano tutte le cartucce prima
non ne rimangono poi per il finale. Si può fare saltare il banco,
ma è molto pericoloso.”
Pozzato: “Certo, ma la cosa la si sapeva anche prima.”
Rebellin: “L'anno scorso si è un po’ tornati ai vecchi
tempi, quando sul poggio si è riusciti a fare la tanto attesa selezione.
La Sanremo come ho già detto è una corsa veloce, però
non ho escluso che non si possa fare la differenza e arrivare soli al
traguardo. Dipende sempre tutto dalle gambe di coloro che non hanno convenienza
ad attendere lo sprint. Quest'anno però a mio giudizio la Fassa
con un Petacchi così forte farà il possibile per non perdere
la gara.”
La
tattica migliore per Sanremo: capitano unico o varie punte della stessa
squadra?
Celestino: “In qualsiasi corsa oggigiorno è difficile partire
con un vincitore predestinato. Figurarsi alla Sanremo…”
Bettini: “Credo che la soluzione di un capitano con una alternativa
sia la migliore.”
Di Luca: “La tattica migliore, ripeto, sta nell’avere idee
chiare. Avere più di un vincente è un valore aggiunto, secondo
me, e crea difficoltà agli avversari.”
Petacchi: “Penso la seconda. È troppo rischioso puntare tutto
su un corridore. Sono troppe le variabili.”
Pozzato: “Penso la seconda. È troppo rischioso puntare tutto
su un corridore. Sono troppe le variabili.”
Rebellin: “Le tattiche sono come i segreti.... devono restare tali.Posso
solo dire che da parte mia sarebbe meglio una gara molto tirata.”
La
Sanremo si dice che sia una roulette, quando lo si capisce se si può
dire la propria per la vittoria?
Celestino: “Basandomi sull’esperienza dello scorso anno, direi
negli ultimi 500 metri. Perché prima non sai mai se quelli dietro
possono farcela a rientrare, con scarti così ridotti si gioca sul
filo dei secondi.”
Bettini: “E' difficile capire il momento. Quando si superano i 250
chilometri è dura per tutti.”
Di Luca: “Mi piacerebbe saperlo, e queste sono cose che si imparano
solo con l’esperienza diretta.”
Petacchi: “Per quanto mi riguarda solo negli ultimi 200 metri.”
Pozzato: “Quando tagli il traguardo.”
Rebellin: “E' vero la Sanremo è una specie di roulette...
fino alla fine tutto è possibile. Non si può mai dire di
averla vinta fino a quando si taglia il traguardo a braccia alzate!”
Tattica
attendista o d’attacco?
Celestino: “Per chi sa di non poter vincere allo sprint, attaccare
è un imperativo. Ma guai a farsi prendere dalla frenesia, si rischia
di sbagliare tutto.”
Bettini: “Non sono mai stato un attendista... quindi...”
Di Luca: “Qui l’attendismo non paga. Certo, bisogna saper
aspettare il momento buono, ma poi attaccare, senza pietà.”
Petacchi: “Il mio ruolo dice attendista.”
Pozzato: “Dipende come si mette la corsa.”
Rebellin: “Ho già detto che la tattica è segreta...
come quella degli altri del resta.”
La
Sanremo, una vittoria che ti cambia la vita?
Celestino: “Altrochè se te la cambia…”
Bettini: “A me sicuramente. Ma la vittoria più bella del
2003 resta la nascita di mia figlia Veronica.”
Di Luca: “E’ sicuramente una grande vetrina mondiale, un successo
di grande peso. Anche se poi, come sempre nella vita, il giorno dopo devi
cominciare a vincere qualcos’altro: ma questo è il nostro
mestiere.”
Petacchi: “Non ti cambia la vita, ma la soddisfazione è davvero
tanta.”
Pozzato: “Sicuramente rimani nella storia. Ma vincere solo questa
non basta per cambiarti la vita.”
Rebellin: “Ci sono altre cose grazie a Dio che ti possono cambiare
la vita, Ovvio che vincere la Sanremo è una cosa straordinaria
penso. Per noi italiani più che mai. E' la prima prova di Coppa,
la più attesa e forse anche quella che ti fa ricordare di più,
se la vinci. A me potrebbe solo arricchire la bella carriera fatta fino
ad oggi.”
Questo
è quanto mi hanno detto alcuni dei sicuri protagonisti della corsa
di sabato prossimo, gli unici tre protagonisti certi: la strada, la fatica
e il tempo, non hanno voluto rilasciare interviste parleranno con i fatti
solo sabato sul percorso.
Si ringraziano gli addetti stampa e i corridori per la loro disponibilità.
|
 |