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SANREMO
... LA GRANDE ATTESA
di
Mario Prato
Sabato
è il giorno tanto atteso dalla moltitudine di appassionati delle
due ruote, come il continuo susseguirsi delle stagioni, ci si ritrova
al giorno della Sanremo, un nome che dice molto di più di quello
della famosa cittadina ligure.
SANREMO, lo ascolti e senti fruscio di ruote e urla della folla assiepata
lungo la strada, sui capi mitici come sul più insignificante rettilineo
del percorso che da fondo sterrato e infido è diventato d’asfalto,
ma la folla è sempre quella, dalle immagini in bianco e nero dei
cinegiornali, alle dirette via satellite dell’era digitale, ma sempre
di passione, fatica e sudore si tratta.
Quella passione che ha sempre spinto gli appassionati, come in un rito
quasi mistico, a prendere la posizione migliore con ore d’anticipo,
di raggiungere con ogni mezzo, meglio se scomodo, quel punto dove si vede
meglio o dove da bambino accompagnati dal papà, ci si è
innamorati del ciclismo.
Quella passione che dal 1907 ha spinto come un vento leggero le biciclette
una volta pesanti come cancelli ora progettate in laboratori avveniristici,
dei vari Ganna, Girardengo, Olmo, Binda, Bartali, Coppi, Van Steembergen,
Merckx, De Vlaemink, Gimondi, Saronni, Moser, Kelly, Fignon, Bugno, Chiappucci,
Fondriest, Jalabert, Colombo, Zabel, Cipollini e Bettini.
Quella passione che fa urlare al cielo la nostra gioia, chiunque passi
per primo sul traguardo, perché chi vince a Sanremo, se lo merita,
si merita l’urlo che gela il sangue nelle vene e fa accapponare
la pelle, l’applauso di tutti perché chi vince a Sanremo
entra di diritto dalla porta principale del Ciclismo che conta, perché
si dirà sempre con ammirazione “lui ha vinto la Sanremo!”.
Perché anche se il calendario agonistico non ha mai soste e da
Gennaio le varie squadre sono in giro per il mondo, dai paesi esotici,
nuova frontiera del ciclismo, alla vecchia Europa, la Sanremo ha mantenuto
intatto il suo fascino.
Perché è la classica d’apertura e come tale và
rispettata, molti sono i pretendenti alla sua mano, dai vecchi cacciatori
di classiche, ai giovani rampanti smaniosi di lasciare il loro segno.
Chi riuscirà ad averla, ne trarrà vantaggio per tutta la
carriera, per gli altri ci sarà un anno per ripresentarsi in forma
a Milano.
Buona Sanremo a tutti, addetti ai lavori e semplici appassionati.
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