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E’ saltato ufficialmente il Giro di Sardegna e l’organizzatore ha puntato l’indice contro la Rai, colpevole, a dir suo, di non avere garantito la produzione della corsa. Da parecchi mesi la Rai ha comunicato quali gare seguirà direttamente la produzioni e quali avranno spazio nel palinsesto, ma la produzione dovrà essere curata direttamente dall’organizzatore.

Questa scelta è dettata da ragioni di bilancio che, per una grande azienda come la RAI, non possono certamente essere secondarie. Purtroppo, il ciclismo ha costi di produzione molto elevati, molto più alti di molti altri sport e, altrettanto purtroppo, non muove grossi numeri.

Comprendiamo che per un appassionato o un organizzatore il ciclismo valga quanto il festival di Sanremo, gli show di Fiorello, calcio o formula uno, ma, che piaccia o no, così non è. Quindi, giustamente, l’emittente di stato si trova a fare delle scelte. Crediamo sia un po’ troppo comodo essere felici quando queste scelte premiano il ciclismo e arrabbiarsi quando queste sembrano penalizzarlo.

Salta il Sardegna e l’organizzatore se la prende con la RAI, ma dimentica che …

E’ saltato ufficialmente il Giro di Sardegna e l’organizzatore ha puntato l’indice contro la Rai, colpevole, a dir suo, di non avere garantito la produzione della corsa. Da parecchi mesi la Rai ha comunicato quali gare seguirà direttamente la produzioni e quali avranno spazio nel palinsesto, ma la produzione dovrà essere curata direttamente dall’organizzatore.

Questa scelta è dettata da ragioni di bilancio che, per una grande azienda come la RAI, non possono certamente essere secondarie. Purtroppo, il ciclismo ha costi di produzione molto elevati, molto più alti di molti altri sport e, altrettanto purtroppo, non muove grossi numeri.

Comprendiamo che per un appassionato o un organizzatore il ciclismo valga quanto il festival di Sanremo, gli show di Fiorello, calcio o formula uno, ma, che piaccia o no, così non è. Quindi, giustamente, l’emittente di stato si trova a fare delle scelte. Crediamo sia un po’ troppo comodo essere felici quando queste scelte premiano il ciclismo e arrabbiarsi quando queste sembrano penalizzarlo.

 

Basti pensare che né Sky, né Mediaset sembrano essere interessati al ciclismo, nonostante il direttore di Sky Sport sia quel Giovanni Bruno, cicloamatore, grande appassionato di ciclismo, e che nel suo passato in RAI tanto aveva fatto per questo sport.

Ieri la RAI ha prodotto la gara di Donoratico e l’ha trasmessa intorno alle 22 su Rai Sport 2. A parte i super appassionati, quanti pensate che alle 22 di sabato sera abbiano visto una gara monotona con l’unico motivo di interesse, la volata, annullato dalla differita molto differita ?

Insomma, anziché criticare la RAI sarebbe il caso di ringraziarla per l’importante servizio che dà al ciclismo, ma purtroppo è sempre troppo comodo guardare i propri interessi o cercare scuse anziché pensare al bene del nostro amato sport.

Cosa vorrà fare per risolvere questa problematica la Lega Ciclismo ?

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