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Alla fine sono stati i grandi nomi a sfidarsi sul rettilineo di Viale Oberdan. Una corsa che è stata caratterizzata da una lunga fuga di 5 unità partita al km 3: Taylor Phinney (BMC), Alessandro Proni (Vini Fantini), Stefano Agostini (Cannondale), Pedro Paulinho (Ceramica Flaminia) e Maxim Belkov (Katusha). I cinque hanno raggiunto un vantaggio massimo di 13 minuti proseguendo di comune accordo fino all’ultimo giro, dopo che il neo professionista della Ceramica Flaminia, Pedro Paulinho, aveva perso contatto nel tratto in salita, nel corso della quinta tornata. Il forte del gruppo si è così presentato compatto prima dell’ultima ascesa verso il Monte Pitoro.

Sagan vince a Camaiore, battuti Nocentini e Ulissi

Alla fine sono stati i grandi nomi a sfidarsi sul rettilineo di Viale Oberdan. Una corsa che è stata caratterizzata da una lunga fuga di 5 unità partita al km 3: Taylor Phinney (BMC), Alessandro Proni (Vini Fantini), Stefano Agostini (Cannondale), Pedro Paulinho (Ceramica Flaminia) e Maxim Belkov (Katusha). I cinque hanno raggiunto un vantaggio massimo di 13 minuti proseguendo di comune accordo fino all’ultimo giro, dopo che il neo professionista della Ceramica Flaminia, Pedro Paulinho, aveva perso contatto nel tratto in salita, nel corso della quinta tornata. Il forte del gruppo si è così presentato compatto prima dell’ultima ascesa verso il Monte Pitoro. A quel punto hanno forzato l’andatura gli uomini dell’Androni Giocattoli con il campione italiano Franco Pellizotti ed Emanuele Sella nelle posizioni di testa. A ridosso del Gran Premio della Montagna ha preso il largo Michele Scarponi, transitando per primo davanti a Peter Sagan e Francesco Reda.

Si è formato al comando un plotoncino comprendente 12 uomini, un po’ tutti i corridori più attesi alla vigilia. Nel punto di scollinamento dal Monte Magno ci ha provato Peter Sagan, sulla cui ruota è stato lesto ad inserirsi nei primi tratti in discesa, il russo Denis Menchov. L’ultimo brivido l’ha regalato Vincenzo Nibali che ai meno 1200 metri dal traguardo ha tentato l’attacco tipico del finisseur. Moreno Moser si è prodigato nell’azione di recupero nei confronti del campione siciliano, ponendo alla sua ruota un determinatissimo Peter Sagan.

In fondo al rettilineo finale i quattordici uomini erano di nuovo insieme e a quel punto Sagan  ha avuto modo di imporre la sua solita progressione. Niente da fare per Diego Ulissi, il più ostinato a tenere la ruota del fuoriclasse slovacco che già ai meno 100 metri aveva preso perentoriamente la posizione di testa, andando poi a sfrecciare a braccia alzate sotto il traguardo.

Il gruppo degli immediati inseguitori, regolato allo sprint da Giacomo Nizzolo, ha fatto registrare un ritardo di 40”.

Il traguardo volante dedicato alla memoria di Fabio Casartelli è stato vinto da Taylor Phinney (BMC).

Complice la lunga fuga di giornata, la classifica a punti del Gran Premio della Montagna ha visto il successo di Maxim Belkov (Katusha).

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