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Nonostante i soliti moralisti e buonisti che nel ciclismo purtroppo muoiono mai, Sagan sta diventando sempre più un mito. Non tanto per il gesto in sé, una palpata al fondoschiena della miss, quanto per la spontaneità con cui lo ha compiuto, con quella spensieratezza che solo un ragazzo di 22 anni può avere. Un po’ di ossigeno in questo mondo di finti buoni o, per dirla come la direbbe Antonio Cassano, di “soldatini”.

Sagan palpa la miss e il ciclismo, come d’incanto, torna a far parlare di sè fuori dal suo mondo

Nonostante i soliti moralisti e buonisti che nel ciclismo purtroppo muoiono mai, Sagan sta diventando sempre più un mito. Non tanto per il gesto in sé, una palpata al fondoschiena della miss, quanto per la spontaneità con cui lo ha compiuto, con quella spensieratezza che solo un ragazzo di 22 anni può avere. Un po’ di ossigeno in questo mondo di finti buoni o, per dirla come la direbbe Antonio Cassano, di “soldatini”.

Tutti allineati e attenti a non dire nulla che non sia politically correct, tutti attenti a non andare mai sopra le righe con esultanze che possano “turbare” qualcuno, tutti impegnati a fingersi amici per la pelle spegnendo le sacrosante rivalità.

Finalmente c’è un corridore, un talento, un campione che va fuori dai soliti schemi preconfezionati da chi al ciclismo non ha mai portato nulla di buono finendo per fare scivolare nell’anonimato tutti i principali attori di questo bellissimo sport.

Pensiamo ad esempio alla rivalità che c’era in Toscana tra Nibali e Visconti quando erano Under 23, una volta passati professionisti questa rivalità si è totalmente annacquata, sconfinando quasi nel buonismo da carie ai denti. Per non parlare degli altri corridori, italiani e non, anonimi in corsa e fuori.

Finalmente Sagan non è così: esulta da Hulk o impennando la bici, sul podio scherza palpando la miss e, nonostante qualche miope giornalista che cerca di spegnere questa rivalità, non ha problemi a parlare della suo rapporto, non idilliaco, con Cancellara.

Pensiamo all’enfasi data al gesto da “Studio Sport”, TG sportivo di Italia Uno, che raramente dà spazio al ciclismo. Grazie a Sagan e alla sua palpata alle chiappe della miss, gli spettatori di “Studio Sport” hanno saputo che domenica si è corso il Giro delle Fiandre.

Se quel gesto è stato spontaneo e divertente, tutt’altro che spontaneo è stato il video di scuse che non esitiamo a definire patetico. Un ragazzo come Sagan costretto a recitare la particina scritta da qualcun altro in cui si cosparge il capo di cenere e chiede scusa, ma scusa di cosa ?

Ancora una volta, il ciclismo ha avuto l’occasione per tornare ad essere uno sport di primo piano e ha declinato l’invito. Il futuro del ciclismo passa dai campioni in grado di coinvolgere e piacere al pubblico, se non si capisce questo e si continuano a preferire i “soldatini”, per questo sport non ci sarà futuro.

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