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Manca poco più di una settimana alle elezioni del Comitato Regionale Lombardo che chiameranno le società a scegliere il presidente che traghetterà il comitato più grosso d’Italia alle elezioni del 2013.

I contendenti saranno tre: Luigi Resnati, il presidente uscente sfiduciato dal Consiglio, Franco Bernardelli e il presidente provinciale di Como, Franco Bettoni. Senza nulla togliere a quest’ultimo, la sfida dovrebbe essere a due tra Resnati e Bernardelli.

Il punto principale del programma di Franco Bernardelli è quello di restituire alla Lombardia il peso politico che merita e provare, in collaborazioni con altre regioni, ad avere un’attività federale (di Roma) molto più vicina alle istanze dei comitati formati da gente che alla politica predilige l’attività ciclistica.

In particolare, alla base non è andato giù il blocco dell’attività la seconda domenica del mese, oltre ad una politica del comitato troppo filo-romana.

Sabato si vota: la Lombardia vuole tornare a “contare qualcosa”

Manca poco più di una settimana alle elezioni del Comitato Regionale Lombardo che chiameranno le società a scegliere il presidente che traghetterà il comitato più grosso d’Italia alle elezioni del 2013.

I contendenti saranno tre: Luigi Resnati, il presidente uscente sfiduciato dal Consiglio, Franco Bernardelli e il presidente provinciale di Como, Franco Bettoni. Senza nulla togliere a quest’ultimo, la sfida dovrebbe essere a due tra Resnati e Bernardelli.

Il punto principale del programma di Franco Bernardelli è quello di restituire alla Lombardia il peso politico che merita e provare, in collaborazioni con altre regioni, ad avere un’attività federale (di Roma) molto più vicina alle istanze dei comitati formati da gente che alla politica predilige l’attività ciclistica.

In particolare, alla base non è andato giù il blocco dell’attività la seconda domenica del mese, oltre ad una politica del comitato troppo filo-romana.

Lo sappiamo per certo che le altre regioni aspettano dalla Lombardia un segnale forte, un segnale che possa consentire anche ad altri Comitati (p.es. Piemonte, Veneto e Toscana) di attuare la politica della base anziché quella del palazzo.

Non comprendiamo come si faccia a non sposare le argomentazioni di Franco Bernardelli, come si possa quindi dire che il comitato lombardo deve essere un suddito di Roma e accettare supinamente tutte le decisione prese da chi è sempre troppo lontano dalla vera attività ciclistica.

Oltre ai tre candidati alla carica di Presidente il 17 marzo sono candidati alla carica di vice presidente: Cordiano Dagnoni, Benito Fornaro, Daniele Maggi, Alessandro Pegoiani e Bruno Righetti. Per il Consiglio saranno invece in corsa: Arturo Binda, Adriano Borghetti, Mario Bosisio, Angelo Brunetti, Osvaldo Cordini, Massimiliano Martinelli, Matteo Mazza, Giuseppe Pagnoncelli, Fabio Emilio Perego, Simone Pezzini, Roberto Rancilio e Raffaello Viganò.

Staremo a vedere se la Lombardia riuscirà ad alzare la testa o se continuerà a tenerla piegata facendo più gli interessi romani che quelli delle società lombarde.

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