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Con l’inizio della prossima stagione, in Italia entrerà in vigore il nuovo Regolamento Tecnico che sembra già a fare discutere. In particolare, pare che gli articoli 2.34 e 3.34 siano il nuovo incubo dei commissari di gara. Questi due articoli, uno applicato alle prove Elite, Undere Juniores e l’altro Allievi ed Esordienti stabiliscono che:” 2.34 - Togliere le mani dal manubrio negli ultimi 200 m. in caso di arrivo in volata.1) Nel caso non vi siano cadute o incidenti all’atleta si applica la penalità prevista: retrocessione all’ultimo posto del gruppo di appartenenza. 2) Nel caso in cui tale comportamento abbia causato incidenti o cadute: retrocessione all’ultimo posto del gruppo di appartenenza e da una settimana di sospensione ad un mese”.

Scritta così, questa norma lascia poco spazio all’interpretazione e risulta di essere negativa per l'intero movimento ciclistico. Pensiamo a quei corridori che alzano le braccia prima della linea d’arrivo che, secondo questa regola, rischiano di vedersi rimbalzati all’ultimo posto senza aver alcuna colpa se non quella di aver esultato.

Fonti vicine alla Federazione ci fanno sapere che questa norma è stata scritta male e che lo spirito con il quale è stato scritto non è quello che traspare da una lettura letterale.

Rischio declassamento per chi esulta in anticipo, ma il Consiglio pensa (giustamente) al dietrofront.

Con l’inizio della prossima stagione, in Italia entrerà in vigore il nuovo Regolamento Tecnico che sembra già a fare discutere. In particolare, pare che gli articoli 2.34 e 3.34 siano il nuovo incubo dei commissari di gara. Questi due articoli, uno applicato alle prove Elite, Undere Juniores e l’altro Allievi ed Esordienti stabiliscono che:” 2.34 – Togliere le mani dal manubrio negli ultimi 200 m. in caso di arrivo in volata.1) Nel caso non vi siano cadute o incidenti all’atleta si applica la penalità prevista: retrocessione all’ultimo posto del gruppo di appartenenza. 2) Nel caso in cui tale comportamento abbia causato incidenti o cadute: retrocessione all’ultimo posto del gruppo di appartenenza e da una settimana di sospensione ad un mese”.

Scritta così, questa norma lascia poco spazio all’interpretazione e risulta di essere negativa per l’intero movimento ciclistico. Pensiamo a quei corridori che alzano le braccia prima della linea d’arrivo che, secondo questa regola, rischiano di vedersi rimbalzati all’ultimo posto senza aver alcuna colpa se non quella di aver esultato.

Fonti vicine alla Federazione ci fanno sapere che questa norma è stata scritta male e che lo spirito con il quale è stato scritto non è quello che traspare da una lettura letterale.

 

Purtroppo però, una norma scritta così pone i commissari di gara nella condizione di declassare il vincitore che alza le braccia (togliendole dal manubrio) prima di superare la linea d’arrivo. Se ne è già parlato in alcuni convegni regionali e l’indicazione che è stata data è proprio questa, anche se all’interno della categoria dei giudici ci sono posizioni diverse.

Da ciò che risulta a noi, il Consiglio Federale, nel corso della riunione in programma martedì prossimo, dovrebbe andare a correggere questi due articoli specificando che si applicano solo in caso di scorrettezze in volata.

Ancora una volta, chi ha scritto i regolamenti federali ha dimostrato di non saperli scrivere, ponendo le componenti reali del ciclismo, corridori, commissari e organizzatori, in una posizione scomoda. Immagniamo infatti le “reazioni del popolo della strada” ad una giuria che giustamente applica questa regola, definiranno ingenuo il corridore o eccessivamente severa la giuria ?  Purtoppo, nel ciclismo la colpa non sembra mai essere di chi infrange le regole, ma sempre di chi prova a farle rispettare e così anche in questo caso i giudici sarebbero brutto e cattivi, e nessuno direbbe che il loro compito è solamente quello di applicare regole scritte (male ) da altri.

Speriamo che, almeno in questa occasione, il Consiglio Federale sappia limitare i danni causati dalla Federazione stessa.

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