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Si sta sempre più infiammando la lotta elettorale per la conquista della Lombardia. Luigi Resnati sembra  particolarmente combattivo, poiché proprio non si rassegna all’idea di essere stato sfiduciato dal suo Consiglio.

La scorsa settimana, infatti, Resnati ha inviato ai presidenti provinciali, alle società e agli organi d’informazione una lettera nella quale tenta di spiegare le sue ragioni, rispondendo di fatto ai dimissionari.

Innanzitutto, dobbiamo precisare che agli organi d’informazione tale lettera non sembra essere stata inviata, infatti, anche noi abbiamo appreso della sua esistenza attraverso vie traverse.

Tante persone ci hanno però segnalato forti dubbi sulla paternità della stessa, scritta con uno stile completamente diverso da quello del presidente Resnati e molto simile a quello del presidente Di Rocco.

Resnati scelga se stare dalla parte della Lombardia o di Roma

Si sta sempre più infiammando la lotta elettorale per la conquista della Lombardia. Luigi Resnati sembra  particolarmente combattivo, poiché proprio non si rassegna all’idea di essere stato sfiduciato dal suo Consiglio.

La scorsa settimana, infatti, Resnati ha inviato ai presidenti provinciali, alle società e agli organi d’informazione una lettera nella quale tenta di spiegare le sue ragioni, rispondendo di fatto ai dimissionari.

Innanzitutto, dobbiamo precisare che agli organi d’informazione tale lettera non sembra essere stata inviata, infatti, anche noi abbiamo appreso della sua esistenza attraverso vie traverse.

Tante persone ci hanno però segnalato forti dubbi sulla paternità della stessa, scritta con uno stile completamente diverso da quello del presidente Resnati e molto simile a quello del presidente Di Rocco.

Sappiamo per certo che il programma elettorale del 2009 non l’ha scritto Resnati, ma un ex Dirigente Federale, ma non sappiamo se in questo caso il padre della lettera sia il presidente Di Rocco o se, vista la vicinanza tra i due, sia solamente un cattivo pensiero di chi associa ormai i due quasi in maniera automatica.

Sicuramente, una Lombardia debole, sottomessa e controllata  non può che fare un piacere a Di Rocco che in questo modo può fare tutto ciò che vuole trattando il Presidente della Lombardia più o meno come tratterebbe quello del Molise, con tutto il rispetto per i molisani.

Luigi Resnati, al di là dei singoli fatti descritti dai dimissionari, non ha sicuramente la personalità adatta a guidare una regione come la Lombardia. Un Presidente di un comitato importante come quello Lombardo, dovrebbe andare a Roma a fare sentire la voce della propria regione, portando a casa ciò che la sua base richiede.

Resnati non è in grado di fare questo, non sappiamo se per timore reverenziale di Di Rocco oppure se caratterialmente non abbia la personalità richiesta per difendere le istanze della propria regione.

Questo è esattamente ciò di cui ha bisogno il ciclismo lombardo. Poco importa che il presidente si chiami Resnati, Casati, Bernardelli o Sommariva, importa che si facciano gli interessi della Lombardia e non dell’attuale presidente federale.

Come è possibile che un presidente che non gode della fiducia dei propri presidenti provinciali e dei propri consiglieri sia in grado di andare a Roma a fare la voce grossa ?

Misteri del ciclismo.

 

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