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La pubblicità è l’anima del commercio, dice un vecchio, ma sempre valido, detto, e anche nel ciclismo organizzatori e addetti ai lavori sono alla costante ricerca di sponsor che consentono di effettuare l’attività ciclistica. In queste ore sta impazzando però una polemica legata ad uno sponsor del Trittico Veneto Juniores: le miss della premiazione indossano, infatti, una maglietta con il marchio “Sexo” reclamizzante un sexy shop.

Da più parti si sono registrate polemiche per questa scelta, quasi come se i sexy shop fossero attività commerciali illegali. Che piaccia o meno, questi negozi vengono frequentati ogni giorno da persone di ogni sesso, età, fede religiosa o idee politiche. Riteniamo quindi poco coerente accettare, dato che non ne si può fare a meno, l’esistenza di queste attività, ma scandalizzarsi e indignarsi per vedere il logo su di una maglietta.

Quando lo sponsor scandalizza il mondo del ciclismo …

La pubblicità è l’anima del commercio, dice un vecchio, ma sempre valido, detto, e anche nel ciclismo organizzatori e addetti ai lavori sono alla costante ricerca di sponsor che consentono di effettuare l’attività ciclistica. In queste ore sta impazzando però una polemica legata ad uno sponsor del Trittico Veneto Juniores: le miss della premiazione indossano, infatti, una maglietta con il marchio “Sexo” reclamizzante un sexy shop.

Da più parti si sono registrate polemiche per questa scelta, quasi come se i sexy shop fossero attività commerciali illegali. Che piaccia o meno, questi negozi vengono frequentati ogni giorno da persone di ogni sesso, età, fede religiosa o idee politiche. Riteniamo quindi poco coerente accettare, dato che non ne si può fare a meno, l’esistenza di queste attività, ma scandalizzarsi e indignarsi per vedere il logo su di una maglietta.

 

In altri sport, specialmente quelli motoristici, pur non essendoci pubblicità di sexy shop, le miss sono vestite in modo assai più provocante rappresentando una forma di attrazione per il pubblico presente. Nel ciclismo, invece, ci si scandalizza e ci si lamenta per la carenza di sponsor,  senza interrogarsi sui motivi per cui i grandi investitori scelgono altre discipline sportive.

Complimenti a questo sponsor che, anche e soprattutto grazie a chi ha scatenato queste polemiche, ha avuto una tanto inaspettata quanto sicuramente gradita pubblicità.

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