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In questi giorni si fa un gran parlare delle sanzioni che sono state date dalla Federcalcio a società e tesserati implicate nel calcio scommesse. Non è nostra intenzione entrare nel merito di quelle che a nostro avviso sono pene lievissime, questo è un sito di ciclismo e il calcio deve solamente fornirci spunti di riflessione utili al nostro sport.

A più riprese, il presidente del CONI, alle società che contestavano la norma della responsabilità oggettiva, ha ribadito che tale norma non si tocca perché è uno dei punti cardine della giustizia sportiva.

Il ciclismo è in assoluto lo sport più giustizialista di tutti, ma nel ciclismo la responsabilità oggettiva non la si applica mai.

“Responsabilità oggettiva”: nel ciclismo una sconosciuta …

In questi giorni si fa un gran parlare delle sanzioni che sono state date dalla Federcalcio a società e tesserati implicate nel calcio scommesse. Non è nostra intenzione entrare nel merito di quelle che a nostro avviso sono pene lievissime, questo è un sito di ciclismo e il calcio deve solamente fornirci spunti di riflessione utili al nostro sport.

A più riprese, il presidente del CONI, alle società che contestavano la norma della responsabilità oggettiva, ha ribadito che tale norma non si tocca perché è uno dei punti cardine della giustizia sportiva.

Il ciclismo è in assoluto lo sport più giustizialista di tutti, ma nel ciclismo la responsabilità oggettiva non la si applica mai.

Se una società di calcio deve essere responsabile del  comportamento dei propri tesserati lontani dal terreno di gioco per violazioni regolamentari che possono essere scoperte solo con l’ausilio di raffinate tecniche investigative o grazie ai pentiti, abbiamo non poche perplessità sul fatto che nel ciclismo una società non sia mai ritenuta responsabile, dal punto di vista oggettivo, per i propri corridori dopati.

 

Abbiamo assistito a scene al limite del ridicolo: corridori portati in trionfo da DS e Team Manager, licenziati appena coinvolti nelle inchieste e poi ripresi al termine della squalifica: nulla di più schifosamente ipocrita.

Se anche nel ciclismo valesse la responsabilità oggettiva di squadre immacolate ce ne sarebbero ben poche, I Team Manager sarebbero costretti ad assumersi le loro responsabilità e noi non saremmo più costretti a sorbirci la solita manfrina ogni qualvolta un corridore viene coinvolto in vicende di doping con la squadra che si dissocia, guarda caso sempre dopo.

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