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Non c’è nulla di più bello del confronto che troppo spesso manca anche all’interno della Federazione Ciclistica. Il confronto, però, dovrebbe sempre partire dalla comprensione delle argomentazioni altrui, consentendo quindi una risposta intelligente ed argomentata.

Le squadre professionistiche maschili nel mondo sono 173, quelle professionistiche femminili affiliate all’UCI sono 28. Le gare corse in Europa nel 2011 nella categoria maschile sono state 1.073, in quella femminile 328. I giorni di gara con corse internazionali in Italia nell’ultima stagione sono state 162 per la categoria maschile, mentre per quella femminile i giorni di gara si fermano a 36. Le donne italiane che nel 2011 hanno conquistato i CQpunti del sito www.cqranking.com, sono state 26, mentre nella categoria maschile sono stati 272.

Nel ciclismo femminile, Jannie Longo nel 2010 all’età di 52 anni, è giunta ventisettesima nel ranking stagionale, conquistando 195 punti. Nella categoria maschile, l’atleta più longevo giunto a punti è il bermudegno Kent Richardson nato il 4 marzo del 1959 ha totalizzato 2 punti occupando la duemilaottocentoventiquattrsima (2824) posizione. Il ventisettesimo del ranking mondiale, l’equivalente maschile di Jannie Longo, è il talento olandese Marcel Kittel, classe 88 vincitore in stagione di 16 gare tra le quali 5 del World Tour.

Prima i fatti, poi facciamo pure “Femmine contro Maschi”

Non c’è nulla di più bello del confronto che troppo spesso manca anche all’interno della Federazione Ciclistica. Il confronto, però, dovrebbe sempre partire dalla comprensione delle argomentazioni altrui, consentendo quindi una risposta intelligente ed argomentata.

Le squadre professionistiche maschili nel mondo sono 173, quelle professionistiche femminili affiliate all’UCI sono 28. Le gare corse in Europa nel 2011 nella categoria maschile sono state 1.073, in quella femminile 328. I giorni di gara con corse internazionali in Italia nell’ultima stagione sono state 162 per la categoria maschile, mentre per quella femminile i giorni di gara si fermano a 36. Le donne italiane che nel 2011 hanno conquistato i CQpunti del sito www.cqranking.com, sono state 26, mentre nella categoria maschile sono stati 272.

Nel ciclismo femminile, Jannie Longo nel 2010 all’età di 52 anni, è giunta ventisettesima nel ranking stagionale, conquistando 195 punti. Nella categoria maschile, l’atleta più longevo giunto a punti è il bermudegno Kent Richardson nato il 4 marzo del 1959 ha totalizzato 2 punti occupando la duemilaottocentoventiquattrsima (2824) posizione. Il ventisettesimo del ranking mondiale, l’equivalente maschile di Jannie Longo, è il talento olandese Marcel Kittel, classe 88 vincitore in stagione di 16 gare tra le quali 5 del World Tour.

Andiamo poi a confrontare l’ultimo del Giro d’Italia maschile, con l’ultima del Giro Donne. Jos Van Emden della Rabobank ha avuto un ritardo medio giornaliero di circa 13 minuti (4h49’15’’ dal vincitore in 21 tappe), mentre l’ultima del Giro Donne, Else Belsmans, quasi 20 minuti  (3h19’02’’ in 10 tappe). La vincitrice del Giro Donne, Marianne Vos, nelle 10 tappe non è mai uscita dalla top ten ( 5 vittorie, 2 secondi posti, 1 terzo posto, 2 decimi posti). Neanche i corridori più forti dell’era moderna (Armstrong e Pantani) sono mai riusciti in un’impresa simile, che non è mai riuscita neppure a Fausto Coppi.

Come se non bastassero questo dati statistici oggettivi, la differenza tra il mondo maschile e quello femminile è evidenziata anche dalla mancanza di una categoria, le Under 23, le donne non hanno minimi contrattuali e capita che alcune atlete appartengano sia ad un gruppo militare sia ad una squadra di club.

Per queste oggettive differenze il ciclismo femminile non può essere preso come esempio poiché rappresenta una realtà completamente differente da quello maschile.

Che piaccia o no, questi sono i fatti. Dopo di che tutti possono dire la loro, ma per un confronto serio è doveroso partire dai dati oggettivi. Ammiriamo il tifo e la passione, ma questi non dovrebbero mai avere il sopravvento sulla ragione come accade troppo spesso nel ciclismo.

La nazionale di Dino Salvoldi è super nella propria categoria, ma non si può confrontarla e soprattutto prenderla ad esempio per risolvere i problemi del ciclismo maschile.

Tutto questo con la buona pace di Valentina Scandolara, ertasi a paladina del ciclismo femminile, che forse dovrebbe analizzare meglio i fatti a corredo delle sue opinioni.

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