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“Cosa ne è stato del commissario accusato di aver promesso gare in cambio di sesso ad una sua collega ?” a questa domanda che molti ci pongono possiamo rispondere: nulla.

Dopo oltre due settimane da quando è stato sollevato il problema, né il commissario in questione, né il suo presidente di commissione, né tanto meno il Comitato Regionale, e neppure la commissione nazionale hanno osato prendere il benché minimo provvedimento cautelare.

Presunto sesso in cambio di gare: nulla è avvenuto e quel commissario è ancora nelle condizioni di compiere ciò di cui è accusato

“Cosa ne è stato del commissario accusato di aver promesso gare in cambio di sesso ad una sua collega ?” a questa domanda che molti ci pongono possiamo rispondere: nulla.

Dopo oltre due settimane da quando è stato sollevato il problema, né il commissario in questione, né il suo presidente di commissione, né tanto meno il Comitato Regionale, e neppure la commissione nazionale hanno osato prendere il benché minimo provvedimento cautelare.

Il presidente di quella CRCG è stato all’estero per una settimana, non affrontando così il problema. Il Comitato che già su altri argomenti si è dimostrato incapace di prendere una decisione, attende che l’indagine della CRCG dia i suoi frutti prima di intervenire.

Insomma, abbiamo una Federazione assai poco coerente. Da un lato abbiamo Mauro Santambrogio che, ancora sospeso  per doping, non può correre sebbene verrebbe sottoposto ad altri controlli antidoping che gli impedirebbero di ripetere l’eventuale (e assolutamente non certo) errore commesso al Giro d’Italia e dall’altra abbiamo un componente di commissione accusato di fatti estremamente gravi che può continuamente continuare a svolgere il suo compito e che, anzi, con il presidente all’estero si è trovato ad avere ancora più potere.

Noi non giudichiamo nessuno, né Santambrogio né il commissario in questione, ma per ragioni di opportunità se proprio si deve applicare una sospensione cautelare crediamo che spetti al commissario più che al corridore.

A riguardo, pur essendo garantisti e innocentisti fino a prova contraria, crediamo che  l’avventura di quel commissario in quella commissione, in un Comitato normale, sarebbe già conclusa. Perché anche se venisse poi ritenuto innocente, non avrebbe né la serenità né la credibilità necessaria a ricoprire tale ruolo. Non solo, si è addirittura messo nelle condizioni di sollevare questo tipo di polemiche senza prendere le dovute precauzioni, evitando ad esempio di scambiare messaggi di dubbio gusto e moralità con una commissaria.

Dal nostro punto di vista, monitoreremo attentamente le designazioni della commissaria che non avrebbe accettato le avances del componente della commissione, perché sarebbe veramente il colmo se il commissario “esuberante” non fosse punito, ma quanto denunciato dalla commissaria continuasse ad avvenire.

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