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Torniamo sulla vicenda delle presunte molestie ad una commissaria che avrebbe messo in atto un componente della commissione CRCG di un comitato del Nord Italia.

Come abbiamo più volte ribadito non spetta a noi giudicare i fatti e i protagonisti, che potrebbero avere diversi risvolti. Qualunque risvolto sia, il mancato intervento di quel comitato è ciò che di più sbagliato ci possa essere.

Le due ipotesi principali sono:  il commissario in questione è colpevole e ha molestato la collega, oppure la donna si è inventata tutto.

Presunte molestie: ecco perchè, colpevole o innocente che sia, quel commissario non può più stare in commissione

Torniamo sulla vicenda delle presunte molestie ad una commissaria che avrebbe messo in atto un componente della commissione CRCG di un comitato del Nord Italia.

Come abbiamo più volte ribadito non spetta a noi giudicare i fatti e i protagonisti, che potrebbero avere diversi risvolti. Qualunque risvolto sia, il mancato intervento di quel comitato è ciò che di più sbagliato ci possa essere.

Le due ipotesi principali sono:  il commissario in questione è colpevole e ha molestato la collega, oppure la donna si è inventata tutto.

 

Aldilà di come siano andati nel concreto i fatti, in questa fase poco ci interessa, comunque il commissario componente della CRCG non è più nelle condizioni di ricoprire tale ruolo con la serenità richiesta. Se è infatti stata scoperta la sua molestia potrebbe essere risentito con la collega così come, a maggior ragione, se lei si fosse inventata tutto.

 La vicenda, come abbiamo già anticipato nel primo articolo, si sposterà molto probabilmente nelle aule di giustizia. Ai due casi sopraccitati vanno aggiunte quelle sfumature intermedie quale ad esempio che i messaggi siano autentici, ma che non costituiscano reato. In questo caso, non essendoci il dolo da parte della donna non ci sarebbe neppure la calunnia e nessuno dovrebbe nulla all’altro.

Giustamente, i tribunali nel caso di molestie sono severi e tendono a tutelare sempre di più la parte debole. E’ sufficiente fare una rapida ricerca sui database giuridici per vedere che nel caso della classica palpata sul sedere (che non è imputata al commissario, ma che serve come esempio) la condanna maschile, anche in assenza di testimonianze o particolari prove, è quasi sempre scontata.

Il tema è estremamente delicato e per questo comprendiamo sempre meno, la scelta non interventista di quel comitato.

Checche ne dica Bernardelli, le molestie sono una delle pratiche più disgustose che ci possano essere e quindi il solo pensiero che una persona, anche solo per gigioneria, abbia potuto metterle in atto utilizzando il suo “potere” ciclistico ci fa rabbrividire.

Anche in questo articolo abbiamo deciso di tutelare la figura della vittima e dell’accusato e siamo a disposizione di chiunque, comprese le parti in causa, volesse dire la sua sull’argomento, anche protetti da anonimato.

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