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Presentato il Giro d’Italia 2012: si parte dalla Danimarca e si arriva a Milano

Mentre in riva al ramo lecchese del Lario qualcuno stava ancora togliendo le rimanenti tracce dell’ultimo atto della stagione ciclistica 2011, negli studi milanesi della Rai in Via Mecenate si è guardato al futuro. È stato svelato infatti il percorso del prossimo Giro d’Italia. La corsa rosa che dal prossimo 5 maggio attirerà l’attenzione del popolo a pedali ma non solo.

A onor del vero un misterioso incidente informatico aveva reso pubblico il tracciato già nei giorni scorsi, ma una certa sacralità laica doveva essere mantenuta e così anche se senza la minima suspence le voci del ciclismo, la premiata ditta Pancani-Cassani, hanno comunicato urbi et orbi quello che i girini troveranno sotto i loro tubolari nel maggio prossimo.

Anche se non ci fosse stato il “misterioso incidente” però le cose note erano molte. Il menù della partenza danese era ad esempio stato già svelato tempo addietro. Mentre gli arrivi sullo Stelvio e a Cortina, arrivi che strizzano l’occhio al passato della corsa rosa, erano stati usati dai media per cominciare a stuzzicare la curiosità nei confronti del Giro 2012.

Comunque ora che la planimetria e l’altimetria sono di dominio pubblico è anche più lecito esprimere il proprio parere anche con cognizione di causa.

Ovviamente i rumors già nei giorni successivi alla vittoria di Alberto Contador indicavano che la pur breve era dei Giri massacranti era giunta al termine, e oggi quando la cartina del tracciato si è palesata se ne è avuta la conferma.

La prima cosa che è saltata all’occhio e che è stata anche confermata dagli addetti ai lavori presenti in sala, è stata che ad una prima seppur fugace analisi questo Giro risulta disegnato meglio. Meno estremizzato, con 7 tappe per velocisti spalmate sulle tre settimane e utilissime per evitare il fugone delle ruote veloci tipo Ravenna 2011.

Lo stesso dicasi per il posizionamento delle tappe “importanti” in chiave Maglia Rosa. Sulla carta il Giro 2012 si giocherà nell’ultima settimana, quando le strade mitiche delle Dolomiti saranno il palcoscenico dove andranno in scena le fatiche dei Girini e con la cronometro conclusiva di Milano di 31,5km con il compito di dare l’ultima pettinata alla Generale e ufficializzare chi indosserà la maglia rosa sul palco in Piazza Duomo

In una ristretta analisi il Giro 2012 si potrebbe semplificare in un susseguirsi di tappe così divise: 2 tappe a cronometro individuali, 1 cronometro a squadre, 7 tappe per velocisti, 4 tappe di media montagna, 3 tappe di media montagna con arrivo in salita, 1 tappa di alta montagna e 3 tappe di alta montagna con arrivo in salita. Ma è un modo troppo semplicistico di descrivere una corsa lunga, dalla gestione complicata e importante come il Giro d’Italia, giunto con la prossima alla 95a edizione.

La mancanza di trasferimenti massacranti e di tappe spauracchio tipo lo Zoncolan, le discese sterrate di Montalcino, la cronometro di Plan de Corones o la lunghissima tappa del Gardeccia giusto per citarne alcune degli scorsi anni, potrebbe essere al contrario un bene per lo spettacolo e la condotta di gara.

I ciclisti, sia quelli in cerca di gloria giornaliera, sia quelli che mirano alla “maglia più bella del mondo” avranno la possibilità di affrontarsi in maniera più aperta, senza tenere troppo d’occhio la spia della riserva non essendo costretti a risparmiare le energie temendo di saltare in tappe che considerare durissime era poco. Anzi anche se le tappe che chiuderanno la pratica maglia rosa sono posizionate in coda, i girini avranno la possibilità di cominciare a lavorare di fioretto già dalla cronosquadre di Verona, tappa di esordio sul “sacro suolo italico”.

Geograficamente parlando il Giro 2012 sarà compreso tra le latitudini di Herning, a Nord, e Lago Lacero a Sud.

E nella diretta Rai, proprio a causa della partenza danese, Marino Bartoletti, ha vestito i panni dei terribili vecchietti del Muppet Show.

Appena ne ha avuto la possibilità il giornalista Rai oramai da anni al seguito del Giro non ha perso l’occasione per muovere delle critiche, seppur pacatamente e educatamente come sua consuetudine, alla decisione discutibile ai più di far partire la più importante corsa ciclistica italiana da Herning. Città danese che non pare avere particolari legami con l’Italia.

Se gli arrivi in terra straniera vengono spesso mal digeriti, ma comunque accettati in nome di una certa sequenza logica delle tappe. Le fasi inaugurali della corsa rosa all’estero sono tollerate a stento anche se in presenza di argomenti forti come l’anniversario della nascita delle Olimpiadi per Atene ’96 o la commemorazione degli immigrati italiani e dei caduti di Marcinelle in Belgio a Seraing nel 2006.

Anche la partenza dall’Olanda lo scorso anno aveva già fatto storcere qualche bocca, ma quella prossima ventura dalla Danimarca sembra ancor di più non supportata da motivazioni concrete, se non dalla voglia tutta danese di mettersi giustamente in mostra sfruttando dopo il Mondiale anche la corsa rosa per unire nel caso ce ne fosse ancora bisogno il suo nome alle biciclette, mezzo di trasporto nazionale.

Parlando di partenze dall’estero ovviamente il ricordo non può che andare alla terza tappa del 2010 la Amsterdam-Middelburg, tappa conclusasi con la vittoria di Weylandt. Lo stesso ciclista che ha concluso la sua giovane vita nella discesa del Passo del Bocco che conduceva al traguardo di Rapallo.

Proprio il Giro 2012 gli renderà omaggio non solo con l’arrivo a Sestri Levante il prossimo 17 maggio. Ma se questo sarà un evento episodico legato alla geografia delle tappe. L’organizzazione delle corsa rosa, con l’apporto di Rai Sport interverrà  in maniera molto più concreta. Togliendo il numero 108, numero diventato tristemente famoso, dalla starting list del prossimo e dei futuri giri a venire e supportando concretamente la compagna e la figlia nata da pochi mesi dello sventurato ciclista belga.

Mario Prato.

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