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Dopo le polemiche per lo sterrato di ieri, dovute più al nervosismo del dopo gara che a reali pericoli corsi dai Girini. Questa mattina il Giro è partito con destinazione Fiuggi, e per la prima volta in questa edizione è partito da dove ieri sera era arrivato.

La Orvieto-Fiuggi, era la classica tappa che divide gli appassionati di ciclismo, tra i fautori della fuga e dell’arrivo a ranghi ridotti, e quelli che stravedono per gli arrivi a ranghi compatti.

Le caratteristiche orografiche del percorso, aiutavano questa diatriba e si potevano condensare in un salomonico, “troppo facile per essere dura, ma troppo difficile per essere facile”.

Infatti durante i 216km di gara, le due fazioni hanno trovato più di uno spunto che avvalorava la loro tesi.

Petacchi crolla negli ultimi 15 metri, Ventoso ne approfitta e vince a Fiuggi

Dopo le polemiche per lo sterrato di ieri, dovute più al nervosismo del dopo gara che a reali pericoli corsi dai Girini. Questa mattina il Giro è partito con destinazione Fiuggi, e per la prima volta in questa edizione è partito da dove ieri sera era arrivato.

La Orvieto-Fiuggi, era la classica tappa che divide gli appassionati di ciclismo, tra i fautori della fuga e dell’arrivo a ranghi ridotti, e quelli che stravedono per gli arrivi a ranghi compatti.

Le caratteristiche orografiche del percorso, aiutavano questa diatriba e si potevano condensare in un salomonico, “troppo facile per essere dura, ma troppo difficile per essere facile”.

Infatti durante i 216km di gara, le due fazioni hanno trovato più di uno spunto che avvalorava la loro tesi.

La fuga di Veikkanen e Vandewallem raggiunti successivamente da Popovych, Modolo e Veuchelen, spostava i piatti della bilancia a favore dei fautori della corsa garibaldina.

Le tirate della Movistar che organizzava l’inseguimento, ribaltavano la situazione a favore degli appassionati delle volate.

Modolo che perdeva le ruote dei fuggitivi ai meno 40, il forcing di Popovich che ha ridotto le avanguardie a tre soli elementi, e successivamente l’attacco di Vandewalle, che ha provato l’azione solitaria ai meno 9. facevano esultare la prima fazione.

Il ricongiungimento del plotone invece esaltava i fautori della volata.

L’ultimo sussulto per la prima fazione lo regala Danilo Di Luca, con uno splendido attacco dei suoi quando mancavano 600metri al traguardo.

Ma l’abruzzese ha dovuto inchinarsi agli unici due velocisti sopravissuti alla salita finale, lo spagnolo Ventoso della Movistar e Alessandro Petacchi. Che si affrontano nell’uno contro uno con la vittoria dell’iberico. Che ha definitivamente avvalorato la tesi dell’arrivo in volata, pur se con il gruppo ridotto a un’ottantina di unità.

Il portacolori della Movistar ha così commentato la sua vittoria:

Avevo deciso di prendere la ruota di Petacchi ed e stata la cosa migliore. L’importante era arrivare alla galleria davanti, devo ammettere che ho pensato varie volte di mollare. Danilo Hondo ha fatto un lavoro enorme per colmare due o tre buchi quindi ho fatto bene a star dietro a Petacchi di cui temevo l’allungo finale sentendolo a ruota. Per fortuna ai meno 20 metri ho capito che stava mollando e sono riuscito a vincere…Per me gli arrivi in salita come questo vanno bene, perché non avendo il treno in pianura ho un pò di paura e faccio fatica a stare davanti” Poi pungolato sulle sue mire verso la Maglia Rossa ha aggiunto “Non so se riuscirò ad arrivare a Milano viste tutte le salite che ci sono nell’ultima settimana. Poi Petacchi ha già tanti punti di vantaggio in questa classifica. Non saprei…”.

Nonostante sia arrivato secondo Alessandro Petacchi, si è dichiarato soddisfatto:

Non sono deluso, quella di oggi è stata una delle volate migliori della mia carriera. Arrivare a lottare fino in fondo per la vittoria su un arrivo di questo tipo, contro un Ventoso fortissimo in traguardi con queste caratteristiche, è segno che sto bene. Mi hanno detto che ero riuscito a superare Francisco, ma ero così stanco che non sono riuscito neanche a vedere: non avevo proprio più energie, visto che la salita è stata impegnativa e la volata mi ha visto partire prima su Di Luca e poi rilanciare l’azione. Ventoso è stato bravo a prendere la mia scia, poi il testa a testa l’ha premiato. Ribadisco, sono comunque soddisfatto”.

La “sorpresa” di giornata è stata invece il tentativo di Di Luca di anticipare gli sprinter: “Ho provato a fare saltare il banco anticipando lo sprint” ha detto a caldo Danilo Di Luca “Hondo, che seguivo, si è spostato e ho deciso di provare a sorprendere il gruppo. Ma gente veloce come Petacchi e Ventoso hanno caratteristiche ben più esplosive delle mie e mi hanno saltato. Prove per domani? Assolutamente no perché sarà tutta un’altra cosa. È una frazione a cui tengo e cercherò di fare bene, ma sempre in accordo con il nostro leader Rodriguez”.

In attesa dell’arrivo di domani a Montevergine di Mercogliano che ha tutte le caratteristiche per rivoluzionare la Classifica, Pieter Weening si gode un altro giorno in rosa: “Penso che sia molto difficile per me vincere il Giro d’Italia. Ho fatto grandi Giri negli ultimi anni ma mai ho avuto l’occasione di vincerne uno. Non bisogna avere giornate no, avere la squadra forte e le gambe super. E forse non basta. Io cercherò di difendere la Maglia Rosa ma per me sarebbe un gran risultato arrivare nei primi dieci a Milano…..Domani faro il possibile, cercherò di tenere duro e restare fra i 20 che si disputeranno la vittoria e la Maglia Rosa. Sara difficile. Avere la Maglia però mi da grande motivazione, soprattutto a livello di squadra. Io, lo ammetto, ogni tanto me ne scordo”.

Mario Prato

Ordine d’Arrivo

1)    Francisco Ventoso (Spa, Movistar) in 5h15’39’’

2)    Alessandro Petacchi (Ita, Lampre – Isd)

3)    Roberto Ferrarti (Ita, Androni – CIPI)

4)    Danilo Di Luca (Ita, Katusha)

5)    Davide Appollonio (Ita, Team Sky)

6)    Michele Scarponi (Ita, Lampre – Isd)

7)    Christophe Le Mevel (Fra, Garmin – Cervelo)

8)    Gerald Ciolk (Ger, Quick Step)

9)    Paolo Tiralongo (Ita, Astana)

10) Ruggero Marzoli (Ita, Acqua & Sapone)

Classifica Generale

1)    Pieter Weening (Ola, Rabobank) in 20h15’12’’

2)    Kanstantsin Sivtsov (Blr, Htc – High Road) a 2’’

3)    Marco Pinotti (Ita, Htc – High Road) s.t.

4)    Christophe Le Mevel (Fra, Garmin – Cervelo) a 5’’

5)    Pablo Lastras (Spa, Movistar) a 22’’

6)    Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas – Cannondale) a 24’’

7)    Michele Scarponi (Ita, Lampre – Isd) a 26’’

8)    Steven Kruijswijk (Ola, Rabobank) a 28’’

9)    Alberto Contador (Spa, Saxo Bank) a 30’’

10) Josè Serpa (Col, Androni – CIPI) a 33’’

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