Intervista a Fabio Perego
Signor Perego, com'è andata la 6 Giorni di Milano 2008 ?
La "Sei Giorni di Milano" nasce da una join venture tra S.M.O. che cura la parte tecnica e da EICMA responsabile della parte gestionale. Per l'aspetto che ci riguarda, non posso che essere soddisfatto, c'è stata una buona risposta di pubblico, anche tecnicamente la gara è stata avvincente e di alto livello.
Un po' di paura il primo giorno...
Si, purtroppo il primo giorno e successo un brutto incidente a Bettini e Roberts, fortunatamente non si sono fatti particolarmente male. La caduta è stata terribile, Popovich è scivolato proprio nel momento in cui stavano transitando loro due per lo sprint. Ringrazio tutti i corridori, in particolare Paolo Bettini, per la grande professionalità dimostrata. Non posso non ringraziare anche il dottor Natale Confalonieri che è stato veramente bravo a dare assistenza tanto in pista quanto in ospedale e in hotel ai tre corridori incidentati, è grazie anche al suo tempestivo intervento ed a quello degli uomini della Croce Azzurra di Trezzo sull’Adda se tutto si è risolto per il meglio.
Quest'anno avete inserito qualche pistard in più rispetto all'anno scorso, esperiemento riuscito?
Decisamente si, rispetto all'anno scorso, quest'anno abbiamo avuto modo di partire prima con l'organizzazione, poi, insieme a Silvio Martrinello (la vera anima “tecnica” della 6 Giorni di Milano) , abbiamo deciso di abbinare a ogni stradista un pistard, in modo da offrire al pubblico sia i big della strada e sia i funamboli della pista. La Sei Giorni di Milano è sempre stata un po' particolare e fin dai tempi di Sercu-Moser e Pijnen-Saronni, si sono abbinati i big delle due specialità, sicuramente perchè in Italia non c'è la cultura di pista che c'è all'estero, quindi gli stradisti devono essere un traino per gli specialisti.
Come sempre avete avuto un occhio di riguardo per i giovani...
Si, i giovani sono il futuro ed è un nostro preciso dovere aiutarli, quest'anno abbiamo deciso di mettere Viviani, che personalmente ritengo essere l'erede di Martinello, in coppia con Aeschbach (che attualmente è uno dei seigiornisti più esperti) proprio per aiutarlo a crescere facendogli fare esperienza
Anche il pubblico non è mancato...
Il pubblico è stato ancora più numeroso dell'anno scorso e, tranne nei primi due giorni, abbiamo quasi sempre avuto tutte le tribune gremite. Sotto questo punto di vista non possiamo che essere soddisfatti.
In generale anche il pubblico è stato soddisfatto, soprattutto per il modo di fare dei corridori...
Si, devo dire che abbiamo avuto dei grandi professionisti che hanno capito il contesto e sono stati disponibilissimi, tutti coloro che hanno voluto fare una fotografia o chiedere un autografo sono stati accontentati, questo è il clima della Sei Giorni che noi vogliamo.
Per la prossima edizione avete già pensato a nuove iniziative ?
Diciamo che al momento non c'è ancora stato modo di trovarci tutti insieme per tirare le somme e guardare all'anno prossimo, personalmente però ho già avviato un discorso con il Provveditorato agli studi di Milano per coinvolgere le scuole e avvicinare i giovani al ciclismo e alla pista.
Quanto vi penalizzerà il fatto di non avere più nel 2009 un campione del calibro di Bettini in pista ?
Sicuramente in questi 2 anni Paolo Bettini ci ha dato molto perchè oltre che avere doti di grande corridore, è anche e soprattutto un grandissimo uomo, capace di catalizzare l'attenzione del pubblico, anche di quello non stettamente ciclistico, per il 2009 avremo sicuramente un cast all'altezza e, perchè no, magari potremo avere lo stesso Bettini, anche se non in pista.
Quindi possiamo dire che anche nel 2009 Milano avrà la sua 6 giorni ?
Si, al momento l'unica certezza è ovviamente quella della data che coinciderà con quella di EICMA, dovremmo riunirci a giorni con Costantino Ruggiero e tutto il management di EICMA per iniziare a gettare le basi dell’edizione 2009 e provare a migliorarci ancora.