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Abbiamo parlato la scorsa settimana dei traini del Valli Cuneesi e da più parti è stato ripetuto giustamente che nelle corse a tappe sono quasi all’ordine del giorno e che più è importante e dura è la gara e più avvengono.

Un visitatore ci ha fatto però notare un aspetto assai curioso che probabilmente tanti come noi non avevano considerato.

L’articolo 1 della Legge sulla Frode Sportiva (legge 13 dicembre 1989, n. 401) stabilisce che:” Chiunque offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), ….  al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo, è punito con la reclusione da un mese ad un anno e con la multa da lire cinquecentomila a lire due milioni. Nei casi di lieve entità si applica la sola pena della multa”.

Per la legge: Trainando un corridore (in gara) si rischia da un mese ad un anno di reclusione

Abbiamo parlato la scorsa settimana dei traini del Valli Cuneesi e da più parti è stato ripetuto giustamente che nelle corse a tappe sono quasi all’ordine del giorno e che più è importante e dura è la gara e più avvengono.

Un visitatore ci ha fatto però notare un aspetto assai curioso che probabilmente tanti come noi non avevano considerato.

L’articolo 1 della Legge sulla Frode Sportiva (legge 13 dicembre 1989, n. 401) stabilisce che:” Chiunque offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), ….  al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo, è punito con la reclusione da un mese ad un anno e con la multa da lire cinquecentomila a lire due milioni. Nei casi di lieve entità si applica la sola pena della multa”.

 

Questo articolo di legge sembra adattarsi in maniera perfetta a chi fornisce un traino ad un corridore. Infatti, concedere il traino equivale a fornire un vantaggio a partecipanti ad una competizione sportiva, per raggiungere un risultato diverso da quello che avrebbero ottenuto con un comportamento leale. Questo è quindi vietato oltre che dai regolamenti sportivi anche dalla legge italiana che etichetta come  fraudolenta questa azione.

Addirittura, la Cassazione ha proprio stabilito che la frode sportiva debba essere applicata solo quando subentra un soggetto esterno (il trainante) e che non si possa applicarsi in altri casi, come ad esempio nel ciclismo l’accorciamento volontario di percorso.

Sicuramente, se qualche magistrato decidesse di applicare la legge, sarebbero guai per coloro che hanno, magari in buona fede, aiutato un corridore migliorandone il risultato.

Speriamo che  nessuno abbia mai problemi, ma se ciò avvenisse non si potrebbe certamente parlare di accanimento, ma solo di provvedimento annunciato. Il segreto per non incorrere in questo tipo di guai è sicuramente quello di non trainare nessuno rispettando così la legge e soprattutto la regolarità del ciclismo.

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