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Nel ciclismo una delle infrazioni più gravi è sicuramente quella del traino, un’azione quasi più ignobile del doping che consente, barando, di incidere pesantemente sul risultato tecnico di una gara. Non a caso, il regolamento prevede in questi casi l’espulsione immediata.

Per il presidente CNCG, Vincenzo Carinci, quelli del Valle d’Aosta non erano traini

Nel ciclismo una delle infrazioni più gravi è sicuramente quella del traino, un’azione quasi più ignobile del doping che consente, barando, di incidere pesantemente sul risultato tecnico di una gara. Non a caso, il regolamento prevede in questi casi l’espulsione immediata.

 Nonostante questo, dopo il nostro articolo sul Valle d’Aosta, c’è ancora chi afferma che tale infrazione non sia rilevante.

Il primo a percorrere questa discutibilissima strada è stato tale Giorgio Mana, che ha scritto di essere una delle staffette proprio al Petit Tour che scrive “Prendete come punto di riferimento la SICUREZZA degli atleti prima ancora di qualsiasi tipo di regolamento e provate a rispondere a questa domanda: come è possibile che 13 scorte riescano a garantire la sicurezza di atleti a 20 minuti dai primi che si trovano isolati e a 150 metri l’uno dall’altro?”. Secondo il bizzarro pensiero del signor Mana, infatti, sembrerebbe quasi che i traini siano stati concessi o quantomeno tollerati per ragioni di sicurezza.  Ovviamente, questo non è che un pensiero di parte.  La sicurezza è importante, ma non bisogna mai nascondersi dietro di essa per giustificare comportamenti extra regolamentari. Perché è già previsto che quando non si sia in grado di garantire la sicurezza di alcuni corridori, quei corridori vadano messi fuori corsa. Garantire quindi la sacrosanta sicurezza infrangendo le regole non ha veramente senso.

Purtroppo il pensiero di Mana non è rimasto isolato, a fargli eco c’è stato addirittura il presidente facente funzione dei Giudici di Gara, Vincenzo Carinci. Se alla bizzarra teoria di Mana possiamo permetterci un sorriso, non si può né scherzare né sorvolare sulla presa di posizione di Carinci avvenuta attraverso facebook “ Prima di affermare certe cose, informatevi, così non dite delle grosse stupidaggini.”.

Già è strano che un presidente di commissione intervenga attraverso facebook per argomenti attinenti alla sua commissione, che poi si ponga addirittura contro il regolamento ha del grottesco, ma non ci sorprende.

Carinci negli ultimi anni ha sempre ciclisticamente vivacchiato in commissione senza mai brillare per particolare severità nei confronti di quei commissari autori di errori. Fonti interne alla commissione lo descrivono come perennemente dormiente, salvo poi svegliarsi nel momento di assegnare i servizi ai commissari abruzzesi.

Non che ci aspettassimo uno stop per i tre motociclisti-turisti al Val d’Aosta, anche se in passato alcuni commissari sono stati fermati, ma che Carinci addirittura difenda questi tre commissari sostenendo probabilmente che il traino non sia un’infrazione grave ci lascia a dir poco allibiti.

Il nostro stupore però deve obbligatoriamente contenersi tenendo conto del contesto in cui versa il ciclismo. Un mondo in cui ormai le regole non contano più niente e la mediocrità regna sovrana, premiando sempre e comunque gli “utili idioti”. In fondo, in un contesto del genere, i traini non sono certamente una infrazione grave …

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