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Il Giro del Friuli Venezia Giulia per Elite e Under 23, in calendario per cinque giorni, sarà in realtà di quattro tappe. Proprio durante la riunione tecnica di ieri, l’organizzazione ha comunicato, infatti, che l’ultima tappa non si disputerà.

La motivazione, secondo quanto dichiarato dall’organizzazione, è legata ad una problematica relativa ai permessi che non sarebbero stati concessi da quattro comuni.

Sicuramente c’è stata una negligenza. Non sappiamo se della società organizzatrice oppure della Provincia, ma sicuramente questa vicenda non è stata trattata con la dovuta professionalità.

Nel caso di una corsa che interessa più comuni, come il Giro del Friuli Venezia Giulia, le richieste di autorizzazione vanno presentate presso la Provincia almeno 30 giorni prima della manifestazione. Nulla vieta però di presentare questa richiesta con più largo anticipo, come solitamente viene fatto per le gare a tappe.

Pasticcio di organizzatori e Provincia: salta l’ultima tappa del Friuli

Il Giro del Friuli Venezia Giulia per Elite e Under 23, in calendario per cinque giorni, sarà in realtà di quattro tappe. Proprio durante la riunione tecnica di ieri, l’organizzazione ha comunicato, infatti, che l’ultima tappa non si disputerà.

La motivazione, secondo quanto dichiarato dall’organizzazione, è legata ad una problematica relativa ai permessi che non sarebbero stati concessi da quattro comuni.

Sicuramente c’è stata una negligenza. Non sappiamo se della società organizzatrice oppure della Provincia, ma sicuramente questa vicenda non è stata trattata con la dovuta professionalità.

Nel caso di una corsa che interessa più comuni, come il Giro del Friuli Venezia Giulia, le richieste di autorizzazione vanno presentate presso la Provincia almeno 30 giorni prima della manifestazione. Nulla vieta però di presentare questa richiesta con più largo anticipo, come solitamente viene fatto per le gare a tappe.

A questo punto, la Provincia inizia l’iter di approvazione sentendo i Comuni interessati e, solitamente, appena si trova una resistenza, un Comune cioè che non intende concedere l’autorizzazione, la Provincia si mette in contatto immediato con l’organizzatore, affinché quest’ultimo possa varare un percorso “alternativo” e salvare così la gara.

Le colpe, come dicevamo, potrebbero essere dell’Organizzatore che non si è mosso per tempo con la Provincia o che non ha saputo cercare percorsi alternativi, oppure della Provincia che si è limitata ad un ruolo burocratico, senza instaurare quella giusta collaborazione tra un ente pubblico e l’organizzatore di una manifestazione sportiva internazionale. Sarebbe infatti un gravissimo errore se la Provincia avesse comunicato il rifiuto solo il giorno prima, senza informare tempestivamente l’organizzazione di eventuali problemi sorti nella domanda.

A nostro avviso, pur non sapendo di chi sono le colpe, ci sentiamo di puntare l’indice contro l’organizzazione, incapace di provare a salvare la corsa proponendo, ad esempio, un circuito cittadino nella città che avrebbe ospitato l’arrivo. In quattro giorni, infatti, con l’appoggio dell’Amministrazione Comunale ci sarebbe stato tutto il tempo di allestire una tappa alternativa in circuito.

Anche il Giro delle Provincie Toscane di quest’anno ha modificato una tappa quasi in corso d’opera, salvando così la corsa.

Il dubbio che i motivi dell’annullamento siano altri, forse di natura economica, è legittimo, poiché altrimenti dovremmo pensare che i limiti di questi organizzatori sono veramente giganteschi.

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