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L’esperienza di un veterano e l’incoscienza di un debuttante. Un mix vincente che ha permesso al trentaseienne Luca Paolini di correre la terza tappa come fosse stata una classica e cogliere in un sol colpo il successo di tappa e indossare la maglia rosa.

Paolini con le gambe e con il cuore conquista tappa e maglia

L’esperienza di un veterano e l’incoscienza di un debuttante. Un mix vincente che ha permesso al trentaseienne Luca Paolini di correre la terza tappa come fosse stata una classica e cogliere in un sol colpo il successo di tappa e indossare la maglia rosa.

Il lombardo portacolori della Katiusha, conosciuto nell’ambiente cone “Gerva” ha letto al meglio le dinamiche e le condotte di gara dei big che nella  tappa odierna chi per un motivo, chi per l’altro non sono rimasti alla finestra ma presa in varie occasioni l’iniziativa. Una tappa che sulla carta veniva indicata con tre stelle a causa dei GPM di S. Mauro Cilento e di Sella di Catona, è stata interpretata dai così detti big come una tappa decisiva per lo sviluppo futuro della corsa rosa.

La giornata di gara era inizata con la prima fuga dell’edizione 2013. La più classica delle fughe con un buon assortimento di corridori in rappresentanza di formazioni che non dovrebbero ambire al successo finale. Dopo l’inezia di un km e mezzo si sono involati in sette: il venezuelano Rodriguez (Androni Giocattoli – Venezuela), il colombiano Pantano (Colombia), l’olandese Bellemakers (Lotto Belisol), i belgi De Backer (Team Argos – Shimano) e Wauters (Vacansoleil – Dcm) e gli italiani Boaro (Team Saxo – Tinkoff) e Taborre (Vini Fantini – Selle Italia). I sette raggiungono un vantaggio massimo di 7’, perdono per strada De Backer, rintuzzano un attacco di Pantano e subiscono prima di essere riassorbiti dal grosso del plotone l’attacco che sembra vincente di Taborre, l’ultimo a cedere. L’ultima salita verso il secondo GPM vede entrare in scena gli “ambiziosi”.

Un Ryder Hesjedal scatenato prova più volte di far saltare il banco ma viene marcato più o meno strettamente dagli altri, con la bmc e l’astana più attivi in questa ruolo di marcatori. Nonostante queste asfisianti marcature Luca Paolini riesce comunque a trovare i varco giusto in discesa e a involarsi costringendo quelli che fino a quel momento erano i battistrada a tentare un infruttuoso inseguimente tramutato con il passare dei km nei preparativi alla volata per incamerare gli abbuoni rimanenti.

Con questo colpo da maestro Luca Paolini è riuscito a indossare anche la maglia rosa, un suggello importante per uno che nonostante la onorevole e lunga carriera è alla sua prima partecipazione alla corsa di casa Gazzetta. “Ho fatto una bella primavera e poi desideravo fare il Giro perchè sono consapevole di avere 36 anni. Ho staccato dopo la Roubaix per 7 giorni, poi ho fatto il Turchia ed eccomi qui. È tutto un insieme di circostanze favorevoli che mi hanno permesso di essere al Giro con questa ottima condizione e di conquistare questa bellissima Maglia Rosa… Via radio mi dicevano che avevo un vantaggio risicato ma conoscevo bene il finale e sapevo che c’era la discesa in cui sono abbastanza bravo. Mi sono reso conto che potevo farcela quando mancavano 8 km e ho guardato dietro senza però intravvedere gli avversari sopraggiungere…”.
La tappa di oggi che ha chiamato alla ribalta tutti i big dovrebbe essere da preludio a quella di domani dove l’arrivo di Serra S. Bruno è posto a soli 7Km dal GPM di Croce Ferrata e dopo una salita di 550m al 5% di pendenza media. Ma se la salita finale non dovrebbe dare particolari problemi i due GPM anche loro posti come oggi nell’ultimo quarto di gara invece potrebbero creare non poche insidie avendo pendenze massime tra il 10 e il 13%.

Mario Prato

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