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PALAZZAGO: 10. Anche quest’anno, il loro Giro è stato perfetto. Il successo finale di Aru era forse annunciato, ma non è mai facile, soprattutto al Val d’Aosta, riuscire a confermare i pronostici. Oltre al bis nella generale, Aru è riuscito anche a conquistare il successo di tappa sulla salita più dura dell’intera storia del “petit Tour”. Bazhkou completa la bella prova di squadra vincendo di forza la maglia di miglior scalatore.

NAIONALE RUSSIA: 8.  Il leader doveva essere Foliforov, ma la strada ha consegnato i gradi di capitano a Chernetskii, che ha sempre saputo stare con i migliori, rischiando addirittura di fare saltare il banco nella tappa con arrivo ad Antey e conquistando il secondo posto grazie ad una super crono finale.

PAGELLE: promossi e bocciati del 49° Giro della Valle d’Aosta

PALAZZAGO: 10. Anche quest’anno, il loro Giro è stato perfetto. Il successo finale di Aru era forse annunciato, ma non è mai facile, soprattutto al Val d’Aosta, riuscire a confermare i pronostici. Oltre al bis nella generale, Aru è riuscito anche a conquistare il successo di tappa sulla salita più dura dell’intera storia del “petit Tour”. Bazhkou completa la bella prova di squadra vincendo di forza la maglia di miglior scalatore.

NAIONALE RUSSIA: 8.  Il leader doveva essere Foliforov, ma la strada ha consegnato i gradi di capitano a Chernetskii, che ha sempre saputo stare con i migliori, rischiando addirittura di fare saltare il banco nella tappa con arrivo ad Antey e conquistando il secondo posto grazie ad una super crono finale. HOPPLA’:  8. Un terzo posto in generale e l’impresa di Champdepraz non possono che confermare l’ottimo stato di forma di Manfredi, uno che tra i suoi obiettivi stagionali ha sempre il Val d’Aosta, ma per sfortuna solo quest’anno è riuscito a fare veramente la corsa. Aru è il più forte, ma forse senza l’incidente meccanico occorso a Manfredi proprio ai piedi di Tavagnasco il Giro sarebbe potuto essere più aperto. Buona anche la prestazione del campione d’Italia Bongiorno, eliminato dall’alleanza russo-kazaka nella tappa di Chatel, che conquista un nonoposto in generale.

PETROLI FIRENZE: 7. La squadra non si vede molto, ma il proprio leader, Davide Formolo, è sempre con i migliori e riesce, al suo primo Val d’Aosta sfiora il podio ed è sempre tra i migliori.

TEAM COLPACK: 6,5. I ragazzi di Valoti sono sempre grandi protagonisti al Valle d’Aosta, ma non riescono mai a raccogliere risultati. Il successo nella classifica a squadre con più di 50 minuti sulla formazione seconda classificata conta poco, anzi, fa comprendere che le cose, con una tattica di gara più chiara, sarebbero potute andare meglio. Il crollo di Zilioli nell’ultima tappa (da terzo a quinto) non aiuta certamente a migliorare il voto.

ZALF DESIREE FIOR: 7. Nella stagione peggiore della storia recente della Zalf, i ragazzi di Rui riescono a sorprendere tutti mettendo in scena un buon Val d’Aosta. Pier Penasa si è confermato un buon regolarista capace, nonostante gli inevitabili momenti di difficoltà di riuscire a piazzarsi al settimo posto.

CHIPOTLE: 6,5. La prima esperienza in Valle d’Aosta per i baby della Garmin è stata positiva grazie alla prestazione del giovane talento Lachan Morton, non nuovo a belle prestazioni in salita. L’australiano, classe 92, ha corso sempre all’attacco, buttando via un miglior piazzamento nella Generale per la troppa generosità nella tappa di Champdepraz.  Termina secondo alle spalle del fenomenale Jungels an Antey e ottavo in classifica.

PROGETTOCICLISMO: 7,5. Sulla carta era una delle squadre meno forti di questo Giro della Valle d’Aosta, invitati forse grazie alla presenza in rosa dei due corridori locali (Cuaz e Moret), hanno onorato la corsa conquistando la maglia degli Sprint Cash e piazzando un corridore, Federico Costantino, all’undicesimo posto della generale ad un passo dalla top ten. Riescono inoltre a portare all’arrivo tutti e cinque i propri corridori, facendo, in questo senso, molto meglio di tanti “squadroni”.

HAUT SAVOIE: 6. Si vedono poco, ma in fondo alla viglia non erano assolutamente tra i favoriti. Nonostante siano una piccola selezione regionale, è loro il primo francese nella generale.

BOFROST: 4. L’uomo di classifica dei belgi si ferma al quindicesimo posto a quasi mezz’ora da Aru. Anche negli arrivi di tappa non si vedono quasi mai, solo a Chatel riescono a piazzare un proprio portacolori nella top five. Qualche fuga di secondo piano non basta per salvare il loro Val d’Aosta.

ASTANA: 7,5. Non avevano un vero e proprio uomo classifica e hanno giocato al meglio le loro carte riuscendo a vincere due frazioni.

LOTTO – BELISOL: 3. I belgi della Lotto non hanno caratteristiche adatte al Valle d’Aosta, ma quando si partecipa ad una competizione così importante, soprattutto se si porta un nome così importante, si ha l’onore di onorarla sempre. Purtroppo i belgi hanno fatto poco, sia in generale il meglio piazzato è giunto diciottesimo, sia nelle tappe. Decisamente troppo poco !

NAZIONALE USA: 4,5. Orfani di Dombrovsky e Warbasse, i portacolori della nazionale a stelle e strisce, erano arrivati in Valle d’Aosta per fare esperienza. L’uomo di classifica doveva essere Huffmann e ha terminato a oltre 37 minuti. Si vedono solo in qualche fuga e in qualche ordine d’arrivo.

NAZIONALE FRANCIA: 5. Dopo anni di dominio quasi assoluto, quest’anno i transalpini si sono visti poco. Non sappiamo se per lo spostamento di data oppure se per altri motivi, ma quest’anno non abbiamo visto corridori in grado di poter ben figurare anche tra i prof. Il miglior portacolori della nazionale francese in generale è Alexis Dulin ventiduesimo a  39’05’’.

CENTRO MONDIALE DEL CICLISMO: 7. Il voto è la media tra un 8 per l’impegno e il 6 per i risultati ottenuti. E’ bellissimo vedere questi ragazzi provenienti da paesi lontani battagliare con i propri coetanei nelle migliori corse del mondo. Oggettivamente però questi ragazzi peccano di esperienza anche se qualche numero ce l’hanno buone le prestazioni dell’argentino Sepulveda e dell’eritreo Berhane, sesto nella cronoscalata finale.

TREVIGIANI: 5. Vincono bene la prima tappa con Dall’Oste che ha saputo sfruttare al meglio le sue doti di ciclocrossista sulla salita di Bard, nei giorni successivi si vedono poco o niente. Una delle migliori squadre al mondo, anche se orfana di Cattaneo, deve fare di più.

NAZIONALE SVIZZERA: 2. Gli svizzeri non hanno una gran tradizione come scalatori, ma al Valle d’Aosta non abbiamo visto neppure mezzo passista.

EFC – OMEGA PHARMA QUICK STEP: 3. Gli emuli di Boonen e Martin non avevano grandi aspettative di classifica alla vigilia del “Petit Tour”, ma forse non ci si aspettava proprio che andassero così male.

TEAM CERONE: 3. Terminata “l’epoca” Pichetta, i simpatici piemontesi del Cerone devono fare i conti con tutt’altra realtà. A questo Giro della Valle d’Asota non si sono mai visti e quello che doveva essere l’uomo di classifica, il venezuelano Anaya Galvis, è giunto a oltre 56’ da Aru. Forse l’invito per l’edizione 2013 del petit Tour non sarà così scontato.

LEOPARD – TREK: 8. Gli uomini di Adriano Baffi erano sicuramente tra i grandi favoriti della corsa. Nel cronorpologo hanno piazzato ben due atleti sul podio e Bob Jungels ha dato spettacolo nella tappa di Antey compiendo una delle più belle imprese della storia recente del Giro della Valle d’Aosta. Nella penultima frazione Eugenio Alafaci con una buona fuga ha dimostrato tutto il carattere della formazione lussemburhese.

OVJITA: 1. In corsa si vedono poco e all’ultima tappa non si vedono per nulla perché non hanno più nessun corridore in corsa. Se una delle migliori squadre d’Europa non ha i corridori adatti al Valle d’Aosta resti a casa ed eviti di fare brutte figure non onorando questa corsa.

NICE – BESANCONES: 1. Rispetto all’Ovjita hanno l’attenuante di non essere una delle squadre più forti, anzi erano forse i più scarsi. Non portano neanche un corridore all’arrivo di Chatel, forse sarebbe stato meglio che non avessero portato neanche un corridore alla partenza di Hone.

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