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Trent'anni fa la fucilata di Goodwood, di Giuseppe Saronni. Oggi, la zampata di Oscar Gatto, a Merate. Non è il Mondiale, ma la vittoria dell'alfiere della Farnese-Selle Italia nella 3^ tappa del Padania è un segno, una prova, un messaggio diretto al CT Paolo Bettini. Al termine della frazione più lunga del Padania, su di un percorso da classica per fondisti, il veneto di Caselle d'Altivole (Tv) ha fatto la differenza sul tramponino finale a 3,5 km dall'arrivo.

Padania: nella tappa più lunga un graffio di Gatto

Trent’anni fa la fucilata di Goodwood, di Giuseppe Saronni. Oggi, la zampata di Oscar Gatto, a Merate. Non è il Mondiale, ma la vittoria dell’alfiere della Farnese-Selle Italia nella 3^ tappa del Padania è un segno, una prova, un messaggio diretto al CT Paolo Bettini. Al termine della frazione più lunga del Padania, su di un percorso da classica per fondisti, il veneto di Caselle d’Altivole (Tv) ha fatto la differenza sul tramponino finale a 3,5 km dall’arrivo. Un muro di 900 metri al 12%, su stradine tortuose e con tratti in pavè. Nella volata sotto la pioggia battente il veneto giallo-fluo ha regolato Vincenzo Nibali (Liquigas-Cannondale) che indossa la maglia blu alla vigilia delle grandi salite. Terzo posto per un ottimo Riccardo Chiarini (Androni-Giocattoli).

I L TAPPONE – Dai sampietrini di Castelfranco Veneto a Merate, fulcro della Brianza. Dal Veneto locomotiva d’Italia, alla Lombardia, cuore dell’economia italiana. Tappa lunga, quasi 250 km, distanza da Mondiale, a 15 giorni dalla prova iridata di Valkenburg. Una prova, un test per tanti azzurri e non, tutti accomunati dal sogno della maglia iridata. Appena sventolata la bandierina a scacchi ci hanno provato in cinque: Cesaro (Meridiana), Mertens (Topsport), Garofalo (Team Nippo), Buckmann (Specialized) e Rocchetti (Utensilnord). Il gruppo non si è mosso, lasciando licenza d’attaccare agli audaci contrattaccanti. Vantaggio massimo che ha sfiorato i 10′. Le speranze dei fuggiaschi si sono però spente, fatte più fioche, con il passare dei chilometri. A dieci chilometri dall’arrivo gruppo di nuovo compatto. 

Quando il gioco si è fatto duro i duri hanno poi cominciato a giocare. Punto chiave il muro della Madonna del Bosco, poco meno di 900 metri al 12%. Il tricolore Pellizotti ha rotto gli indugi, seguito solo da Gatto e Nibali. Il Delfino di Bibione, però, ha finito anzitempo l’ossigeno nei polmoni e nei muscoli, calando e gettando la spugna. Gatto invece ha tirato fuori gli artigli, imponendo un forcing impressionante al quale è riuscito a rispondere solo il siciliano terzo al recente Tour de France. Sul traguardo l’epilogo sotto una pioggia autunnale: implacabile lo sprint di Oscar Gatto che è andato a prendersi una perla di straordinario valore proprio davanti a Vincenzo Nibali, altra vittima illustre dopo Alberto Contador (Saxo Bank) nell’arrivo di Tropea, al Giro d’Italia 2011. Lo Squalo della Liquigas-Cannondale si è consolato con la maglia blu di leader della corsa. Terzo posto per un ottimo Riccardo Chiarini (Androni-Venezuela). Per “Oscarito” Gatto è la seconda affermazione stagionale, a pochi giorni dal successo ottenuto alla Coppa Placci-Giro del Veneto. Due graffi ravvicinati, buoni per vestire la maglia azzurra ai prossimi Mondiali di Valkenburg.

LE VOCI DEI PROTAGONISTI – Giustamente soddisfatto della sua prestazione odierna Oscar Gatto (Farnese Selle Italia), partito questa mattina dalle strade di casa di Castelfranco Veneto con i galloni di favorito e che non ha tradito le aspettative: “Questi arrivi mi piacciono. Ho iniziato da Tropea e il finale di oggi l’avevo studiato. Fortunatamente anche la gamba è buona, quindi potevo permettermi di scattare. Con Vincenzo siamo andati d’accordo fino alla fine ed è andata bene”. Un successo quello dell’alfiere Farnese-Selle Italia importante non solo per il palmares ma che potrebbe avere, altresì, un qualche peso in ottica Mondiali di valkenburg e possibilità di convocazione, come lui stesso si augura: “Adesso c’è anche la Maglia Azzurra di mezzo. Ci tengo tantissimo, anche perchè l’emozione che ti da questa divisa è una cosa fantastica. L’ho provata per la prima volta l’anno scorso e, anche se ho fatto la riserva, mi ha dato tanto. Quest’anno ci spero, come spero che questa vittoria possa valere anche per il CT Bettini che oggi era qui su queste strade. Paolo sta ancora valutando tante cose, ma io penso di avergli dato un buon segnale, di avergli fatto capire che la mia condizione è ottimale.”

Mezzo sorriso anche per Vincenzo Nibali (Liquigas), che con il secondo posto odierno ha conquistato le insegne del primato “Oggi la tappa è stata molto lunga e il finale nervoso ma bello. Gatto ha fatto una buona azione e io sono stato bravo a seguirlo. Le fasi conclusive sono state difficili, un pò per la pioggia un pò per lo strappo, e sono riuscito a guadagnare dei secondi che potrebbero essere utili nei prossimi giorni. Oscar ha avuto la meglio in volata perchè è molto è molto più veloce di me e questa vittoria se l’è meritata. Questo secondo posto di oggi conferma la mia continuità, contro Oscar non potevo fare niente visto che lui ha dimostrato di saper vincere volate di gruppo e io non ne ho mai vinte. Forse potevo provare a staccarlo prima, ma era molto difficile. Domani la Bocchetta, una salita che conosco molto bene per via del Giro dell’Appennino 2009, una salita con qualche cambio di ritmo nella parte centrale, molto dura nella parte iniziale. Vedremo come affrontarla e sicuramente ci saranno dei corridori come Pozzovivo che attaccheranno. Ci sarà da difendersi. Domani vedremo come si svolgerà la gara, la Maglia di Leader è sulle mie spalle, ho qualche secondo di vantaggio e questo è importante. Dovrò difendermi e se ci sarà la possibilità di attaccare lo vedremo lungo il percorso”.

LA TAPPA DI DOMANI – Domani si continua scendendo verso Sud, destinazione Liguria. Arrivo sull’Appennino, Passo della Bocchetta, 772 metri sul mare. Robe da Pozzovivo, Pellizotti, Scarponi, Betancur, ma anche da Sella, Atapuma e NIbali, già leader della corsa. E tutti questi, hanno una grande voglia di lasciare il segno.

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