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Come abbiamo già scritto, il Giro di Padania rappresenta per il ciclismo un vero e proprio toccasana, poiché nella stagione in cui sono saltati Giro del Lazio, Giro di Sicilia, Giro del Veneto, Coppa Placci (unita al Giro di Romagna) e in cui tante altre competizioni galleggiano in acque non buone, riuscire ad allestire una gara a tappe di cinque giorni, con una richiesta già presentata all’UCI per l’anno 2012 di ampliarla a sette, non può che essere una cosa estremamente positiva per il ciclismo.

Dal punto di vista politico, però, impazzano le polemiche. Giorni fa era stato “Il Fatto Quotidiano” a dare il via alle contestazioni, subito raccolte da un gruppetto (attualmente poco più di 200 persone) che su Facebook hanno dato origine al gruppo “No al Giro della Padania”

Padania: il Giro che rischia di scontentare tutti …

Come abbiamo già scritto, il Giro di Padania rappresenta per il ciclismo un vero e proprio toccasana, poiché nella stagione in cui sono saltati Giro del Lazio, Giro di Sicilia, Giro del Veneto, Coppa Placci (unita al Giro di Romagna) e in cui tante altre competizioni galleggiano in acque non buone, riuscire ad allestire una gara a tappe di cinque giorni, con una richiesta già presentata all’UCI per l’anno 2012 di ampliarla a sette, non può che essere una cosa estremamente positiva per il ciclismo.

Dal punto di vista politico, però, impazzano le polemiche. Giorni fa era stato “Il Fatto Quotidiano” a dare il via alle contestazioni, subito raccolte da un gruppetto (attualmente poco più di 200 persone) che su Facebook hanno dato origine al gruppo “No al Giro della Padania”

A dire il vero le polemiche politiche sono immotivate dal momento che l’organizzazione della corsa ha cercato in ogni modo di smarcarsi dalla politica. Oltre alle parole del Senatore Davico, che ha più volte ribadito che questa iniziativa è solamente sportiva, occorre segnalare la totale assenza del “sole delle alpi”, simbolo della Padania, e l’assenza di pochette verdi dai taschini degli amministratori leghisti. Tutti questi segnali sembrano più che mai confermare il desiderio di non voler mischiare la politica con lo sport.

Proprio questo fatto potrebbe però raffreddare i militanti leghisti più convinti, facendoli desistere dallo sposare un progetto che per volere degli stessi organizzatori non pare essere troppo connotato politicamente.

Insomma, i non leghisti criticano la corsa perché a dir loro eccessivamente politicizzata, i leghisti sono invece freddi verso una corsa a dir loro poco connotata, dimenticando che il Giro di Padania dovrebbe essere solamente una corsa ciclistica.

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