Notice: Undefined index: tie_sidebar_pos in /web/htdocs/www.ciclismo-online.it/home/wp-content/themes/jarida/includes/post-head.php on line 5

Nel giorno che il Giro 2013 dopo aver perso alcuni dardi preziosi dalla sua feretra ha visto mettere in discussione anche il suo tracciato originale, Vincenzo Nibali, lo squalo dello stretto, ha posizionato un altro importantissimo tassello al suo personale puzzle color rosa.

Nella tappa eroica, vince Santambrogio, il Giro è sempre più di Nibali

Nel giorno che il Giro 2013 dopo aver perso alcuni dardi preziosi dalla sua feretra ha visto mettere in discussione anche il suo tracciato originale, Vincenzo Nibali, lo squalo dello stretto, ha posizionato un altro importantissimo tassello al suo personale puzzle color rosa.

Le avverse condizioni meteo avevano fatto riprendere in mano al collaudato staff di Mauro Vegni cartine, autorizzazioni e telefoni sempre più roventi riuscendo grazie alla disponibilità dell’ordine costituito e dell’amore che il Giro si attira a trovare una soluzione che comunque non snaturasse l’essenza vera e propria di una tappa attesa e importante nell’economia delle tre settimane di gara. Ecco così tolto l’impraticabile Colle del Sestriere e allungato il tragitto di alcuni km riuscendo comunque a mantenere l’atteso arrivo alla quota di 1908m slm di Bardonecchia-Jafferau regno in questa atipica metà di maggio di freddo e nevischio.

Nonostante l’inclemenza del tempo invogliasse a autogestirsi in un trasferimento in bici di 180km i girini fedeli alla loro capacità di affrontare le difficoltà di qualsiasi natura esse siano hanno onorato la tappa nel migliore dei modi. Ecco nascere la fuga nata al km 7 di Pietropolli, Colbrelli, Trentin e Paolini che sembrava con il passare dei km destinata ad andare in porto. I quattro coraggiosi però pur riuscendo a convivere degnamente con le avverse condizioni meteo nulla hanno potuto contro le velleità agonistica del sempre più esiguo gruppo “maglia rosa”, che una volta cominciata la salita finale è esploso nella più classica battaglia agonistica. Fino alla conclusione di un Mauro Santambrogio vincitore scortato da un Vincenzo Nibali soddisfatto di aver messo asfalto e secondi se non minuti pesanti tra lui e gli altri sempre meno convinti contendenti alla vittoria finale.

Nelle difficoltà di giornata chi ha avuto la peggio è stato Michele Scarponi arrivato dopo 1’.18” e retrocesso in quinta posizione a quasi 4’: “Una giornata molto dura, ho sofferto molto il freddo e il finale è stato per me difficile. Non è andata come pensavo, nonostante ciò l’obiettivo del podio è ancora a tiro”.

Molto più soddisfatti del marchigiano i primi due classificati, ovviamente per motivi diversi. Se la maglia rosa ha rafforzato ulteriormente la sua leadership ha visto sempre più assotigliarsi le ambizioni degli avversari ancora presenti il vincitore di tappa emigrato da una corazzata come la BMC per votarsi alla causa di un DS vulcanico ma preparato come Luca Scinto ha centrato in un sol colpo l’obbiettivo principale sia suo che del Team. “devo dire che se ho vinto è merito della squadra, ho dei compagni fantastici che mi proteggono e lavorano per me e Danilo Di Luca ha fatto qualcosa di eccezionale nella parte finale, tirando fino all’attacco mio e di Nibali. A quel punto solo Betancur ha resistito, ma con altri due scatti siamo riusciti a rimanere io e Vincenzo…Il mio primo obiettivo a questo Giro era di vincere una tappa e non di fare la clasifica. Ora mi trovo in quarta posizione e non posso dire che non ci farò un pensierino. Devo ancora realizzare fino in fondo quanto sono riuscito a fare oggi ma credo che continuerò a vivere alla giornata e cercare di ricavare il massimo da ogni situazione…Sono davvero contento di aver ritrovato il “Mauro” che negli ultimi anni era praticamente sparito. Una buona parte del merito di questa brillantezza atletica ritrovata va alla mia squadra, la Vini Fantini Selle Italia, e ai miei sponsor che hanno creduto in me e mi hanno accolto a braccia aperte. Mi sono riscoperto, ora vedremo dove potrò arrivare.” Prima di chiudere il corridore della Vini Fantini non può non rivolgere un pensiero al suo ex capitano attualmente secondo in classifica “Io a Cadel devo tanto: ho imparato moltissimo da lui, forse anche a preparare un grande Giro e, ora che sono io stesso il capitano di una squadra, posso mettere in pratica questi preziosi insegnamenti.”.

Chiudiamo il nostro resoconto di giornata dando la parola alla maglia rosa, che nonostante il freddo che era penetrato ormai dentro le ossa non si è sottratto al lungo cerimoniale che allunga a dismisura i tempi del rientro in albergo. “Non mi piace dire che sono “padrone” della corsa perchè  ci sono ancora molte tappe e anche oggi è stata durissima anche per me. Se c’è qualcosa che mi fa paura forse è il freddo che spero di non trovare più nelle prossime tappe intenso come oggi all’arrivo…Sia Evans che Uran hanno dimostrato entrambi di pedalare bene in salita ma la squadra che è andata più forte è stata la Sky, vedremo come si comporteranno nei prossimi giorni.”

Mario Prato

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow