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Nell’era del World Tour (ex Pro Tour), anche nel ciclismo, l’immagine è sempre più importante e talvolta supera addirittura gli aspetti sportivi. Ci fa un po’ di effetto pensare alle presentazioni delle squadre di calcio, che si tengono alla presenza di decine di migliaia di sportivi, e confrontarle con quelle delle squadre ciclistiche italiane spesso a numero chiuso.

Nel ciclismo, le squadre, anche importanti, non attribuiscono mai, a nostro avviso, alle presentazioni la giusta importanza. Non considerano quasi mai questo appuntamento come fondamentale dal punto di vista del marketing, sembra quasi che siano un atto dovuto, una triste formalità da espletare alla presenza dei soli pochi intimi.

Addirittura la Lampre, seconda formazione italiana del World Tour, non farà nessuna presentazione ufficiale.

Nel ciclismo italiano, “presentazione” non sempre fa rima con “innovazione” …

Nell’era del World Tour (ex Pro Tour), anche nel ciclismo, l’immagine è sempre più importante e talvolta supera addirittura gli aspetti sportivi. Ci fa un po’ di effetto pensare alle presentazioni delle squadre di calcio, che si tengono alla presenza di decine di migliaia di sportivi, e confrontarle con quelle delle squadre ciclistiche italiane spesso a numero chiuso.

Nel ciclismo, le squadre, anche importanti, non attribuiscono mai, a nostro avviso, alle presentazioni la giusta importanza. Non considerano quasi mai questo appuntamento come fondamentale dal punto di vista del marketing, sembra quasi che siano un atto dovuto, una triste formalità da espletare alla presenza dei soli pochi intimi.

Addirittura la Lampre, seconda formazione italiana del World Tour, non farà nessuna presentazione ufficiale.

 

All’estero non funziona così, la presentazione della RadioShack è stata baciata da quasi 5.000 persone, mentre quella della Omega Pharma è stata allestita sotto forma di talk show televisivo con vestiti eleganti (tutti uguali) scenografie e coreografie.

Oggettivamente, non comprendiamo perché in un ciclismo in cui spesso (purtroppo) il marketing ha la prevalenza sull’aspetto tecnico alcune aziende optino per presentazioni a basso profilo senza andare a massimizzare lo sfruttamento, dal punto di vista dell’immagine, di quello che dovrebbe essere un evento.

Spesso la location è del tutto inadeguata ad accogliere il “grande” pubblico o più semplicemente per provare ad osare qualcosa di coreografico. A memoria, la miglior presentazione italiana che ricordiamo è quella della Liquigas del 2005, teatro dell’evento una futuristica discoteca di Via Mecenate a Milano, musica, giochi di luce e fumo, corridori presentati come star. 

Da lì, di cose degne di nota ne abbiamo viste veramente poche e il classico l’ha sempre fatta da padrone.

Non sappiamo se sia per ragioni di budget o per mancanza di idee, ma anche nelle presentazioni si osa veramente poco.

Complimenti a Luca Scinto e alla sua Farnese che hanno saputo proporre la loro presentazione in un teatro, aperta quindi al pubblico, con la novità dello streep della bella Loredana Conte che, dopo essere entrata in tailleur, si è spogliata mostrando la divisa da gara.

Il nostro “sogno” è una presentazione in un palazzetto (possibilmente pieno), con un bel palco, giochi di luci, musica, ballerine e corridori, magari in diretta televisiva o streaming. Chiediamo troppo ?

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