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Siamo alla vigilia del mondiale Under 23 e prepariamoci a sorbire la soliti tiritera sui “nuovi” regolamenti che consentono ai “professionisti” di correre tra i “dilettanti”. Nonostante sia già il sesto anno in cui è in vigore questo regolamento, pare proprio che in Italia non ci si sia ancora abituati, anzi, non ci si voglia abituare e si preferiscano sempre e comunque le lamentele.

Dal 2005, l’UCI ha cambiato le regole e da allora i corridori con meno di 23 anni, che non militano in squadre World Tour (ex Pro Tour) possono correre con i pari età. Purtroppo, in Italia questa norma non potrà mai essere applicata poiché sono troppe le pressionI delle squadre “dilettantistiche” e solo una Federazione forte, questa non lo è mai stata, potrebbe forzare la mano su scelte giuste, ma assolutamente impopolari.

Con la volontà e con un adeguato progetto, avremmo potuto avere al via del Mondiale Under 23 corridori quali Guardini, Ratto, Felline, Pelucchi, Favilli, Baggio e altri corridori ammessi dalle regole UCI.

Mondiale Under23: prepariamoci a nuove polemiche da chi non accetta le regole e sa solo lamentarsi.

Siamo alla vigilia del mondiale Under 23 e prepariamoci a sorbire la soliti tiritera sui “nuovi” regolamenti che consentono ai “professionisti” di correre tra i “dilettanti”. Nonostante sia già il sesto anno in cui è in vigore questo regolamento, pare proprio che in Italia non ci si sia ancora abituati, anzi, non ci si voglia abituare e si preferiscano sempre e comunque le lamentele.

Dal 2005, l’UCI ha cambiato le regole e da allora i corridori con meno di 23 anni, che non militano in squadre World Tour (ex Pro Tour) possono correre con i pari età. Purtroppo, in Italia questa norma non potrà mai essere applicata poiché sono troppe le pressionI delle squadre “dilettantistiche” e solo una Federazione forte, questa non lo è mai stata, potrebbe forzare la mano su scelte giuste, ma assolutamente impopolari.

Con la volontà e con un adeguato progetto, avremmo potuto avere al via del Mondiale Under 23 corridori quali Guardini, Ratto, Felline, Pelucchi, Favilli, Baggio e altri corridori ammessi dalle regole UCI.

 

La pretesa dell’Italia è che il mondo si adatti alla sua concezione e questo non è possibile, infatti, se si parla di “dilettanti” non dovrebbe esserci alcun limite anagrafico, come è all’estero dove alle gare dilettantistiche possono partecipare tutti coloro che non hanno un contratto professionistico indipendentemente dall’età. Se, invece, si parla di età, non comprendiamo cosa c’entri la squadra in cui milita il corridore.

Vogliamo un Mondiale per dilettanti, anche quarantenni, o un mondiale per corridori con meno di 23 anni ?

Questa è una concezione tutta italiana e tutta ciclistica, infatti, Mario Balotelli calcava i campi della Champions League e al contempo militava nella nazionale Under 21 senza per questo sentirsi “abusivo”.

Con buona pace di noi “rivoluzionari”, questa norma in Italia non potrà mai essere applicata, per il semplice fatto che applicandola sarebbe necessario sconvolgere completamente il nostro sistema dilettantistico basato sulla vecchia concezione e sullo strapotere sportivo di pochi.

Le regole vanno rispettate per come sono, se sono sbagliate bisogna cambiarle. In questo caso, dato che solo l’Italia si lamenta, siamo proprio sicuri che siano regole sbagliate, o più semplicemente è l’Italia che ha una concezione retrograda ?

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