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Ora sono 2.791, ma c’è da scommetterci che aumenteranno ancora. Sono i componenti del gruppo Facebook “vittime dei mondiali di ciclismo a Firenze”, un agorà virtuale in cui i fiorentini espongono le loro disavventure con il blocco del traffico in occasione dell’appuntamento iridato e fanno sentire le loro proteste nei confronti dell’amministrazione della città. Diciamo che per uno sport in difficoltà come il ciclismo, andare a creare questo tipo di disagi non è certamente il massimo.

Mondiale, fiorentini sul piede di guerra per i disagi:”Ma come si fa ad essere appassionati di ciclismo?”

Ora sono 2.791, ma c’è da scommetterci che aumenteranno ancora. Sono i componenti del gruppo Facebook “vittime dei mondiali di ciclismo a Firenze”, un agorà virtuale in cui i fiorentini espongono le loro disavventure con il blocco del traffico in occasione dell’appuntamento iridato e fanno sentire le loro proteste nei confronti dell’amministrazione della città. Diciamo che per uno sport in difficoltà come il ciclismo, andare a creare questo tipo di disagi non è certamente il massimo.

Cassonetti dalla spazzatura rimossi e che torneranno nella loro posizione solo dopo 13 giorni, posticipati gli esami ospedalieri non urgenti, gente costretta a non uscire di casa perché la sua abitazione si affaccia sulla strada della corsa, scuole chiuse con problemi aggiuntivi per le famiglie e tanti altri disagi attendono i fiorentini

Senza contare i milioni di euro che questi mondiali costano ai toscani, ricordiamo, infatti, che il contributo privato è pressoché zero e che il solo comune di Firenze per l’evento iridato ha stanziato 1,2 milioni di euro, senza poi contare quelli che arrivano da altri comuni (per esempio 120.000 che Montecatini ha stanziato il giorno dopo la richiesta) e quelli che giungono da regione e governo.

Purtroppo, il ciclismo è uno sport che si disputa sulle strade ed è quindi inevitabile che si vadano a creare disagi ai cittadini. Più o meno come i disagi che va a creare il calcio nelle zone limitrofe agli stadi, ma il punto è proprio questo: il calcio è uno sport in cui la stragrande maggioranza dei cittadini di una città si identifica e quindi. Facciamo l’esempio di Vercelli, città che conosciamo bene, ma che potremmo estendere anche a Firenze. L’anno scorso, una serie di divieti dovuti alle misure di sicurezze previste per la serie B, hanno condizionato non poco i sabati cittadini. Eppure, nonostante questo, nessuno, o quasi, si è lamentato poiché la Pro Vercelli, patrimonio della città, nella serie cadetta dello sport più popolare rappresentava per tutti una forma d’orgoglio.

Anche il mondiale di ciclismo dovrebbe essere così, ed invece sul gruppo sopraccitato si possono leggere messaggi come quello di Nicola che scrive:« Spero convergano tutti i reparti dell’antidroga, si fa na bella retata preventiva di tossicomani coll’hobby del sellino stretto nel buco del culo……, ma come cazzo si fa ad essere appassionati di ciclismo? Quelli che si acquattano nelle curve con 100 kg di lardo addosso per rincorrer ed incitare il frocio drogato preferito?» oppure nel post di Giacomo: «Ciao, pochi giorni fa i cassonetti della spazzatura davanti alla porta di casa mia sono diventati 5 (da 2). Viva la munnezza, viva il ciclismo (sempre che ci sia una differenza)», o quello di Marco «CHE VINCA IL PIU DOPATO…. Ora… A me il ciclismo fa cagare…. odio profondo verso la razza dei ciclisti (spero vivamente vengano asfaltati tutti come le strade fatte a cazzo di cane).. Orgoglioso di avere un mondiale in casa…. Ma noi italiani non siamo capaci di organizzare qualcosa a modo…. Quindi sicuramente la citta sara bloccata…. Sara un caos totale e basta….», o quello sintetico di Jacopo:« Tra poco iniziano i mondiali i cui risultati saranno modificati fra due anni. Poerannoi!!!».

A questi vagli a spiegare che il ciclismo trova i dopati perché li cerca, che in tutti gli sport agonistici si fa uso di doping, che nel calcio ci sono anche le scommesse. Non gliene importa nulla, perché questa è la pessima immagine che il ciclismo ha saputo dare di sé in questi anni.

Anziché passare per lo sport più pulito, la scellerata campagna antidoping di UCI e FCI è riuscita a fare passare, agli occhi delle persone comuni, il ciclismo per lo sport più dopato.

Tornando all’argomento del nostro articolo, i disagi, possiamo che dire che quando c’è un evento che concentra tante persone sono inevitabili, ma che diventano un problema quando le motivazioni che li comportano non sono condivise. E su questo il ciclismo ha da fare un grosso mea culpa.

Concludiamo con il sorriso con la canzone inno del gruppo.

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