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Che la candidatura di McQuaid fosse illegittima lo sapevamo da tempo, non a caso siamo stati i primi ad evidenziare come le norme vietino a chi non viene appoggiato dalla sua Federazione di potersi candidare alla presidenza UCI. Come però avevamo previsto, il presidente uscente, con un cambio di regole in corsa, si è comunque, almeno fino a prova contraria, garantito comunque la candidatura.  Brian Cookson, candidato alla presidenza, e  Igor Makarov, presidente della Federazione russa, sono andati su tutte le furie gridando ai brogli e minacciando denunce.

McQuaid sì o McQuaid no ? Il vizio dell’UCI (e non solo) di cambiare le regole in corsa

Che la candidatura di McQuaid fosse illegittima lo sapevamo da tempo, non a caso siamo stati i primi ad evidenziare come le norme vietino a chi non viene appoggiato dalla sua Federazione di potersi candidare alla presidenza UCI. Come però avevamo previsto, il presidente uscente, con un cambio di regole in corsa, si è comunque, almeno fino a prova contraria, garantito comunque la candidatura.  Brian Cookson, candidato alla presidenza, e  Igor Makarov, presidente della Federazione russa, sono andati su tutte le furie gridando ai brogli e minacciando denunce.

Che McQuaid non si possa candidare è scritto chiaro e tondo nei regolamenti UCI: ogni candidatura deve essere proposta dalla Federazione per cui il candidato è tesserato e l’articolo 1.1.009 stabilisce che ogni tesserato possa tesserarsi ad una sola Federazione. McQuaid è tesserato per la Federazione Irlandese che ha bocciato la sua candidatura.

Stop e fine dei discorsi, almeno secondo la logica. Purtroppo però in ambito ciclistico, sia a livello Nazionale sia a livello Internazionale, le regole possono essere interpretate, calpestate o addirittura cambiate senza le adeguate procedure.

L’UCI non è nuova ad atti di prepotenza irrispettosi delle regole, si pensi a cosa è stato fatto quest’anno alla Katusha, esclusa senza motivo dal World Tour e poi riammessa su sentenza del TAS, oppure a come è stato utilizzato negli anni lo strumento del passaporto biologico e a come, ad esempio, è stato coperto Armstrong. Le regole possono essere infrante tranquillamente, tanto chi deve vigilare sulla correttezza dei comportamenti è lo stesso che le infrange.

In questo momento, nel solo interesse del ciclismo, abbiamo una doppia speranza: la prima è che Cookson possa riuscire a diventare presidente UCI, la seconda  è che una volta presidente si ricordi delle battaglie che sta facendo e non segua ciò che hanno fatto i suoi predecessori Verbrugghen e McQuaid mettendosi, veramente, al servizio del ciclismo e non solo di una lobby di potere.

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