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Le note dell’Inno Britannico hanno riempito il cielo di Copenhagen e sulla musica di God Save the Queen la faccia da monello di Mark Cavendish ha mostrato al Mondo la sua gioia e la sua nuova maglia iridata. Maglia indossata al termine della volata che gli è valsa il titolo di Campione del Mondo di Ciclismo.

La prova clou della manifestazione iridata 2011 in terra danese si è conclusa come si prevedeva con una volata a ranghi compatti premiando il velocista più forte del plotone.

Alle spalle del “folletto dell’Isola di Man” si sono piazzati altri due velocisti di razza come l’australiano Goss e il teutonico Andrè Greipel. Ed è stato proprio il tedesco, autore di una rimonta incredibile negli ultimi 200 metri, a scalzare dall’ultimo gradino del podio Fabian Cancellara, primo dei non velocisti ma che oggi ha dimostrato di essere scaltro quanto basta per duellare quasi ad armi pari con le ruote veloci.

Mark “Cannonball” Cavendish è campione del Mondo ! Naufragano gli azzurri.

Le note dell’Inno Britannico hanno riempito il cielo di Copenhagen e sulla musica di God Save the Queen la faccia da monello di Mark Cavendish ha mostrato al Mondo la sua gioia e la sua nuova maglia iridata. Maglia indossata al termine della volata che gli è valsa il titolo di Campione del Mondo di Ciclismo.

La prova clou della manifestazione iridata 2011 in terra danese si è conclusa come si prevedeva con una volata a ranghi compatti premiando il velocista più forte del plotone.

Alle spalle del “folletto dell’Isola di Man” si sono piazzati altri due velocisti di razza come l’australiano Goss e il teutonico Andrè Greipel. Ed è stato proprio il tedesco, autore di una rimonta incredibile negli ultimi 200 metri, a scalzare dall’ultimo gradino del podio Fabian Cancellara, primo dei non velocisti ma che oggi ha dimostrato di essere scaltro quanto basta per duellare quasi ad armi pari con le ruote veloci.

 

L’esito della gara, senza nulla togliere al valore del vincitore, ha dimostrato la scarsa valenza tecnica del percorso, dove la poca selezione è stata causata da alcune cadute che hanno tagliato fuori alcuni pretendenti alla maglia iridata tra cui Thor Hushowd campione mondiale uscente.

Per quanto riguarda la Nazionale guidata da Paolino Bettini il tredicesimo posto di Bennati lascia parecchio amaro in bocca. Va rimarcato però che nonostante le buone intenzioni dimostrate alla vigilia e nelle prime fasi di gara è mancata quasi in toto nelle fasi calde.

A difesa del Commissario Tecnico Italiano bisogna però rimarcare per onestà intellettuale e rispetto nei confronti del “Grillo” che vista l’età media dei ragazzi in maglia azzurra la nazionale di Copenhagen 2011 si può definire “work in progress”.

Volendo però fare un analisi onesta su quanto visto in gara salta agli occhi una certa “confusione” tra le file azzurre nelle fasi calde della gara, quando il traguardo si avvicinava e bisognava riporre il fioretto e impugnare la spada. Lo stesso dicasi per il capitano designato, sicuramente di un gradino inferiore ai protagonisti della volata, e che oggi non si è dimostrato in grado, nonostante il discreto palmares, a gestire la situazione odierna nelle fasi decisive della gara.

La miglior frase che sintetizza la giornata azzurra è stata detta da Beppe Saronni, nel dopogara, “l’Italia non ha fatto errori, ma non ha raccolto nulla….su questo bisognerà riflettere”. E possiamo stare certi che già da domani si comincerà a lavorare con gli obbiettivi delle Olimpiadi londinesi e il Mondiale in Linburgo, usando proprio gli “errori” odierni come base del lavoro futuro.

Chi invece non ha fatto errori ma ha raccolto molto è stata la nazionale britannica, forte di passistoni del calibro di Wiggins e Millar tra gli altri, non hanno lasciato nulla al caso e tenuto in mano la corsa fin dal primo km e nel finale, quando oramai le energie dei compagni erano al lumicino ci ha pensato “cannonball” che saltando da una ruota all’altra e passando dove i ciclisti normali non metterebbero neanche una ruota è andato a cogliere il bersaglio grosso.

Sono davvero orgoglioso – ha detto Cavendish dopo la gara – Questo è stato un progetto triennale per noi. Da quando il percorso è stato annunciato ci siamo preparati per questo….Non solo io ma anche  tutti i ragazzi che hanno lavorato molto bene oggi e gli altri impegnati a fare di noi una buona squadra. Un titolo mondiale è qualcosa di speciale e ho intenzione di indossare la maglia iridata con orgoglio il prossimo anno”.

Mario Prato

Ordine d’Arrivo:

1) Mark Cavendish (Gran Bretagna)
2) Matthew Goss (Australia)
3) Andre Greipel (Germania)
4) Fabian Cancellara (Svizzera)
5) Jurgen Roelandts (Belgio)
6) Romain Feillu (Francia)
7) Borut Bozic (Slovenia)
8) Edvald Boasson Hagen (Norvegia)
9) Oscar Freire (Spagna)
10) Tyler Farrar (Stati Uniti)

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