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Caro Direttore,

mi vedo costretto ancora una volta ad esprimere alcune considerazioni sui fatti accaduti negli ultimi due mesi. A dire il vero, volevo manifestare il mio disappunto da subito, ma ho preferito tacere.

Vengo al dunque. Non sono un fellone e neanche un idiota, ma sicuramente una persona fuori dagli schemi e dai palazzi per scelta, ciò non vuol dire che mi reputi migliore degli altri, ma sono così e voglio essere così.

Prima considerazione: stimo molto il Sig. Antonelli, che conosco da tempo, ma solo quando nei suoi interventi si espone in prima persona, quando utilizza il proprio talento e un briciolo di coraggio, viceversa quando afferma che il Piemonte crea confusione sbaglia termini e giudizio, perché questo Comitato non fa esperimenti per politica o per scarichi di responsabilità, ma opera in prima persona, anche rischiando, anche sbagliando, ma di sicuro è propositivo nel migliorare certe situazioni stantie e ritengo che proprio persone come lui, stando sedute ad una scrivania, sentenzi senza metterci un po’ di amore, senza sapere, senza approfondire e senza valutare.

Marchegiano difende il ciclismo: il CONI è una casta che va abolita

Caro Direttore,

mi vedo costretto ancora una volta ad esprimere alcune considerazioni sui fatti accaduti negli ultimi due mesi. A dire il vero, volevo manifestare il mio disappunto da subito, ma ho preferito tacere.

Vengo al dunque. Non sono un fellone e neanche un idiota, ma sicuramente una persona fuori dagli schemi e dai palazzi per scelta, ciò non vuol dire che mi reputi migliore degli altri, ma sono così e voglio essere così.

Prima considerazione: stimo molto il Sig. Antonelli, che conosco da tempo, ma solo quando nei suoi interventi si espone in prima persona, quando utilizza il proprio talento e un briciolo di coraggio, viceversa quando afferma che il Piemonte crea confusione sbaglia termini e giudizio, perché questo Comitato non fa esperimenti per politica o per scarichi di responsabilità, ma opera in prima persona, anche rischiando, anche sbagliando, ma di sicuro è propositivo nel migliorare certe situazioni stantie e ritengo che proprio persone come lui, stando sedute ad una scrivania, sentenzi senza metterci un po’ di amore, senza sapere, senza approfondire e senza valutare.

Secondo argomento, molto più importante. Non nego che quando il Dott. Petrucci ha rilasciato quelle dichiarazioni sul problema doping nel Ciclismo mi si sono rivoltate le tonsille.

Analizzando bene la situazione ho intuito che dietro a certe dichiarazioni parrebbe esservi una lotta di potere, alla maggior parte dei tesserati sconosciute, ma c’è di più, non può il Dott Petrucci, da me stimato, parlare di Ciclismo malato e dopato, è un lessico improprio, avrebbe dovuto dire che lo Sport di Elite è così,allora avrei condiviso. E poi il medico, attualmente così chiacchierato, non era il preparatore della Nazionale di Atletica?

Ma attenzione, lui è a capo di tutto ed è il vero rappresentante di qualsiasi sport, peraltro ogni norma o legge viene passata ai raggi x dal CONI (l’Italia è l’unica nazione del mondo ad avere il CONI); la sua denuncia si riferiva ad atleti professionisti che rappresentano lo 0,82% dell’intera attività ciclistica nazionale, ma ciò non vale per quei volontari, atleti, genitori, giudici e quant’altri che danno il loro supporto senza sfarzi o personalismi, insomma per la cosiddetta “base del Ciclismo”. Ma dico ancora di più: non si può mettere in una tale difficoltà il mio Presidente Nazionale Di Rocco, tralasciamo che come noto sono amici d’infanzia, perché Renato Di Rocco ha operato e sta operando bene nello specifico. E in questo momento che proprio quel mondo che è sempre stato protetto, il Calcio, sta rivelando i suoi aspetti peggiori, mi spiegate come la mettiamo? Quindi perché adoperare la faccia solo di qualcuno? Perché negare che tutto lo Sport è in una fase (non da adesso) di piena evoluzione e i Dirigenti questo non lo hanno ancora capito?

La struttura del CONI è complessa, macchinosa, esistono Comitati Provinciali, Regionali, Commissioni varie, ma oggi per fare cosa? Per tenere in piedi una casta? Per avere dei privilegi? Per gestire contributi che non esistono più?

Non credo che tutto questo ci porterà ancora lontano, sarebbe ora di avere più qualità all’interno dei Comitati o delle Strutture ed avvalersi di persone qualificate, retribuite, anche perché non esiste e non è più possibile giocare sui rimborsi spese; non credo che i giochi di palazzo miglioreranno il mondo dello Sport; credo invece che la collaborazione, l’avvicinamento delle Istituzioni alla base, la disponibilità ad ascoltare, la formazione e un cambio di sistema predeterminato possano riportare un minimo di serietà e di rispetto nei rapporti fra tutte le figure sportive e restituire allo Sport il valore etico-morale che tutti auspichiamo.

Rocco Marchegiano

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