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Prime salite, caldo, pioggia battente all'arrivo e primi scossoni in classifica generale. La fuga di 38 uomini partita all’ottavo chilometro della Pont-Saint-Martin – La Magdeleine di questo pomeriggio, mercoledì 10 luglio, ha fatto le prime selezioni. Il danese Marc Christian Garby, partito al mattino nella fuga che ha caratterizzato la prima tappa in linea del Giro della Valle 2013, ha consumato uno ad uno i suoi compagni di fuga e sulle prime rampe del San Pantaleone ha salutato gli ultimi reduci e se ne è andato.

Marc Christian Garby e la prima volta di un danese al Giro della Valle d’Aosta

Prime salite, caldo, pioggia battente all’arrivo e primi scossoni in classifica generale. La fuga di 38 uomini partita all’ottavo chilometro della Pont-Saint-Martin – La Magdeleine di questo pomeriggio, mercoledì 10 luglio, ha fatto le prime selezioni. Il danese Marc Christian Garby, partito al mattino nella fuga che ha caratterizzato la prima tappa in linea del Giro della Valle 2013, ha consumato uno ad uno i suoi compagni di fuga e sulle prime rampe del San Pantaleone ha salutato gli ultimi reduci e se ne è andato.

La sua azione solitaria è stata disarmante, perchè il portacolori della General Store Imedlago ha continuato ad accumulare un leggero vantaggio sugli inseguitori – e sul gruppo dei favoriti – ed è arrivato da solo sotto lo striscione d’arrivo. L’ultimo ad arrendersi è stato il belga della Lotto Belisol Louis Vervaeke, che aveva trenta secondi di ritardo ai piedi dell’ultima salita e che pagava invece 54 secondi all’arrivo. Terzo il primo degli italiani – e uno dei favoriti della vigilia – Davide Vilella della Colpack, attardato di 2’13.

Vilella è terzo anche nella nuova classifica generale completamente ridisegnata dopo la tappa odierna: nuova maglia gialla del Giro (e anche leader della classifica a punti e della graduatoria dei gran premi della montagna) con un tempo totale di 4h22’52 è il danese Garby: secondo a 43’ il belga Vervaeke, terzo Vilella a 2’00. Davide Formolo è quinto a 2’11, Manuel Senni della Colpack ottavo a 2’20. La maglia gialla del prologo di ieri Jasha Sutterling ha tagliato il traguardo con il gruppetto a 22’51 dal vincitore.

 

L’intervista al vincitore

“Questi mesi non sono stati facili. Non riuscivo a trovare la condizione ma il mese scorso ho fatto due gare a tappe con la nazionale danese e quando sono rientrato in Italia sentivo di stare molto meglio. Quando è partita la fuga non pensavo di poter vincere ma poi ho visto che sul Col St Pantaleon nessuno veniva a prenderci e ho capito che oggi poteva essere il mio giorno” ha spiegato, stanco ma felice, Marc Christian Garby che ha aggiunto “Questa vittoria è dedicata a tutta la squadra: al presidente, agli sponsor, ai tecnici e ai miei compagni di squadra perchè mi hanno dato questa grande possibilità e non vedevo l’ora di ripagarli con un risultato come quello di oggi.”

 

La tappa di domani : Saint-Vincent – Champorcher (154 km)

Arriva già al giovedì il tappone di questo Giro del Cinquantenario. 154 km da Saint-Vincent a Champorcher, con gli ultimi 16mila metri decisamente impegnativi. Soprattutto nella sua parte centrale la salita verso l’arrivo di Chardonney presenta pendenze proibitive che potrebbero fare la differenza. Ma prima di arrivare a Hone – dove inizierà la salita finale di questa frazione – la tappa presenterà anche diverse altre difficoltà. A partire dal dentello di Perloz – ormai una tradizione degli ultimi anni di Giro – per passare alla lunghissima ascesa del col Tzecore, dove la battaglia per la vittoria di tappa (e magari pure per la maglia gialla) potrebbe esplodere. Sedici chilometri, difficili soprattutto nel finale: poi una discesa impegnativa e un’altra salita di sette chilometri verso la vetta del col de Joux, scalato dalla parte inversa rispetto alla tappa del Giro d’Italia 2012. Altra lunga discesa e – dopo pochi chilometri in piano – la salita finale verso Champorcher, in grado davvero di fare la differenza.

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