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Alzi la mano chi non l'ha pensato almeno una volta. Questa strana teoria che correre d'inverno, tra neve, freddo e fango distolga dagli impegni “veri” stradisti e biker (perchè scusate..il ciclocross non è un impegno vero? Una disciplina che ha una tradizione immensa?). Questa manfrina ci è stata propinata da anni, anche su magazine di settore affermati. Tecnici e pseudo tecnici hanno sposato a pieno la teoria, nel momento in cui il ciclopratismo stava crescendo, creava nuovi appassionati, soprattutto tra i più giovani... L'ultimo articolo su questo tema lo lessi quest'inverno e..restando un po' costernata da ciò che vi era scritto e descritto mi sono ripromessa che ci sarebbe stato il momento in cui avrei potuto dire la mia.. In cui finalmente l'essere un crossista non sarebbe più stato- agli occhi della gente e degli addetti ai lavori- come avere la peste od essere un ciclista incompreso. Questo momento è arrivato.
E' arrivato il Teo. Matteo Trentin da Borgo Valsugana. Un crossista d.o.c. Quest'inverno la gavetta in Belgio, al Nord, dove il ciclocross è arte, spettacolo ma tanta tanta fatica. Dove si “specora” ma si diventa equilibristi, nelle più svariate condizioni del tempo.

Ma chi ha mai detto che il ciclocross fa male ?

Alzi la mano chi non l’ha pensato almeno una volta. Questa strana teoria che correre d’inverno, tra neve, freddo e fango distolga dagli impegni “veri” stradisti e biker (perchè scusate..il ciclocross non è un impegno vero? Una disciplina che ha una tradizione immensa?). Questa manfrina ci è stata propinata da anni, anche su magazine di settore affermati. Tecnici e pseudo tecnici hanno sposato a pieno la teoria, nel momento in cui il ciclopratismo stava crescendo, creava nuovi appassionati, soprattutto tra i più giovani… L’ultimo articolo su questo tema lo lessi quest’inverno e..restando un po’ costernata da ciò che vi era scritto e descritto mi sono ripromessa che ci sarebbe stato il momento in cui avrei potuto dire la mia.. In cui finalmente l’essere un crossista non sarebbe più stato- agli occhi della gente e degli addetti ai lavori- come avere la peste od essere un ciclista incompreso. Questo momento è arrivato.
E’ arrivato il Teo. Matteo Trentin da Borgo Valsugana. Un crossista d.o.c. Quest’inverno la gavetta in Belgio, al Nord, dove il ciclocross è arte, spettacolo ma tanta tanta fatica. Dove si “specora” ma si diventa equilibristi, nelle più svariate condizioni del tempo. Matteo ha fatto un’ottima stagione invernale poi, un po’ di stacco (il riposo ci vuole) e via con la strada..tre perle, una dietro l’altra, Bolghera (a casa sua), Giro del Pratomagno sabato e oggi, la gara della gara, il mondiale di Primavera, Il GP Liberazione a Roma. Una corsa contrassegnata dal maltempo…ma è proprio qui che si vede il cuore, la testa,le gambe e il talento di un atleta.. 5° al Giro delle Fiandre (scusate se è poco) qualche settimana fa e la vittoria cercata, voluta oggi…un mix di forza, equilibrismo, arte, grinta..del resto “Nel ciclocross vince chi muore più tardi degl’altri”…
Oggi ha vinto chi ha saputo soffrire e crederci fino alla fine. Chapeau. Matteo Trentin, il crossista di Borgo Valsugana.
Siete così sicuri che il ciclocross fa male??? Eppure qualcuno continuerà a dirlo, anche di fronte all’evidenza. Trentin come Federico Zurlo e Fabio Aru, tanto per citare altri nomi. Gladiatori.

Ilenia Lazzaro

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