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Si sono svolte sabato al Devero Hotel di Cavenago le elezioni per il rinnovo del Comitato lombardo. Il successo scontato di Franco Bernardelli (era l’unico candidato) è stato però un po’ annacquato dall’elevato astensionismo e da un numero importante di schede bianche che hanno un po’ ridimensionato la figura del presidente eletto solo otto mesi. Il consiglio registra una sostanziale parità numerica tra le due opposte fazioni con Maggi, Borghetti e Viganò da un lato e Dagnoni, Perego e Pioselli dall’altro.

Lombardia, astensionismo record e schede bianche bocciano Bernardelli

Si sono svolte sabato al Devero Hotel di Cavenago le elezioni per il rinnovo del Comitato lombardo. Il successo scontato di Franco Bernardelli (era l’unico candidato) è stato però un po’ annacquato dall’elevato astensionismo e da un numero importante di schede bianche che hanno un po’ ridimensionato la figura del presidente eletto solo otto mesi. Il consiglio registra una sostanziale parità numerica tra le due opposte fazioni con Maggi, Borghetti e Viganò da un lato e Dagnoni, Perego e Pioselli dall’altro.

Se la partita per il Consiglio ha rappresentato numericamente un pareggio, ma con una crescita del gruppo dirocchiano (passato da 2 a 3 unità nonostante la diminuzione del numero dei Consiglieri), la partita per i delegati di atleti e tecnici non è mai stata aperta con un netto 12 a 1 per gli antidirocchiani.

Con la province lombarde più importanti in mano agli avversari di Di Rocco (Milano, Bergamo, Brescia e Varese), appare improbabile che il vento politico sulla Lombardia sia cambiato in poco più di una settimana, molto più probabile che l’astensionismo  record, dettato dalla candidatura unica del Presidente e dal fatto che si è votato solo otto mesi fa, e l’assemblea fatta in Brianza che è andata ad avvantaggiare proprio le società brianzole che si sono già espresse a favore di Di Rocco. La differenza di motivazioni tra i due opposti gruppi ha poi fatto il resto.

La partita politica lombarda si fa dunque sempre più importante e cresce l’interesse per sapere quale posizione terrà in vista dell’assemblea nazionale il presidente Franco Bernardelli. La politica da prima repubblica del presidente, che non sembra intenzionato a prendere una posizione, non sta pagando e non pagherà dal momento che le società vogliono sapere se chi li rappresenta parteggia per gli uni o per gli altri. Per assurdo sarebbe meglio un cambio di bandiera piuttosto che il silenzio che ricorda quella politica dei due, tre o forse anche quattro forni, che non ha mai portato a nulla se non a difendere i personali interessi e che va senza appello spazzata via.

Intanto, la candidatura di Gianni Sommariva potrebbe aggravare ancora di più la condizione numerica di Renato Di Rocco, non perché l’attuale vice presidente abbia un cospicuo numero di voti, ma perché potrebbe andare a sottrarre un po’ di voti a erredierre proprio in Sicilia che, al momento, è il suo unico fortino quasi del tutto inespugnato.

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