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La Milano – Sanremo che si è corsa sabato scorso è stata una delle più belle e spettacolari degli ultimi anni. La dinamica di corsa, assolutamente imprevedibile fino all’ultimo e ricca colpi di scena, ha tenuto con il fiato sospeso milioni di appassionati che finalmente hanno potuto vedere una corsa fuori dai tradizionali schemi.

Dobbiamo fare notare a tutti, in particolare a McQuaid e al suo vice Di Rocco, che questa gara si è corsa con l’utilizzo delle tanto vituperate radioline, che per le gare del World Tour sono ancora concesse.

Ma come, l’UCI per giustificare questa assurda proposta, parla di spettacolarizzazione del ciclismo e la corsa più bella degli ultimi anni si è disputata proprio con le radioline ?

Lo spettacolo della Sanremo, passa proprio dall’utilizzo delle radioline

La Milano – Sanremo che si è corsa sabato scorso è stata una delle più belle e spettacolari degli ultimi anni. La dinamica di corsa, assolutamente imprevedibile fino all’ultimo e ricca colpi di scena, ha tenuto con il fiato sospeso milioni di appassionati che finalmente hanno potuto vedere una corsa fuori dai tradizionali schemi.

Dobbiamo fare notare a tutti, in particolare a McQuaid e al suo vice Di Rocco, che questa gara si è corsa con l’utilizzo delle tanto vituperate radioline, che per le gare del World Tour sono ancora concesse.

Ma come, l’UCI per giustificare questa assurda proposta, parla di spettacolarizzazione del ciclismo e la corsa più bella degli ultimi anni si è disputata proprio con le radioline ? Probabilmente se la Katusha non avesse avuto notizie certe su Freire e Hushovd non si sarebbe messa a condurre il gruppo per staccarli, così come Scarponi se non avesse avuto indicazioni dall’ammiraglia non sarebbe uscito dal gruppo inseguitore per riportarsi sui battistrada, con il rischio di restare “tra color che son sospesi” spendendo solo energie preziose.

Sull’altro piatto della bilancia potremmo mettere tutte le altre corse che, almeno in Italia, hanno lo stesso sviluppo degli altri anni: fuga bidone iniziale ripresa a 20 km dall’arrivo, dopo di che si “scatenano” (per così dire) i (presunti) big.

Come si può continuare a sostenere che le radio limitano lo spettacolo ? Lo spettacolo è limitato da alcuni percorsi, da alcune gare povere di corridori di spessore, da alcune squadre che farebbero meglio a cambiare sport.

Viste le argomentazioni, già debolissime prime, ora nulle, è più che mai evidente che si tratta solo di uno stupidissimo braccio di ferro che l’UCI ha deciso di fare con squadre, corridori e operatori della sicurezza nelle gare ciclistiche.

Dal canto loro, i gruppi sportivi e i corridori non si dimostrano molto convinti nella protesta, la minaccia di non prendere il via ad una corsa caldeggiata dall’UCI in programma per il mese di Ottobre, non può essere un sistema efficace di contestazione. Se l’UCI vuole un braccio di ferro, loro dovrebbero essere pronti a contrapporre l’adeguata forza sin da subito e non solo a fine stagione.

Purtroppo da chi si è accorto di questa regola con 3 mesi di ritardo, il giorno prima della prima gara dell’anno, non possiamo attenderci di meglio.

Restiamo in attesa che i gruppi sportivi e i corridori, con un rigurgito di orgoglio, riescano a tirare fuori gli attributi e non solo a fare inutile cagnara per dimostrare la loro contrapposizione all’UCI. Dopo la spettacolare Milano – Sanremo, questa è una battaglia che dovrebbe stare a cuore a tutti gli appassionati di ciclismo.

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