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Qualche anno fa, gli organizzatori reclamavano nei confronti della RAI un maggior spazio, oggi questo problema è superato dal digitale e dall’aumento di canali. E’ però sopraggiunto un problema ulteriore, quello della produzione televisiva. L’emittente di Stato ha infatti deciso di ridurre al minimo le produzioni in proprio, limitandosi nella maggior parte dei casi a mandare in onda ciò che viene prodotto a cura dell’organizzazione con un costo che, per quanto richiede la RAI, si aggira intorno agli 8.000 €.

Lega: dalla parte della RAI o degli organizzatori ? Ecco ciò che nessuno vi ha mai spiegato

Qualche anno fa, gli organizzatori reclamavano nei confronti della RAI un maggior spazio, oggi questo problema è superato dal digitale e dall’aumento di canali. E’ però sopraggiunto un problema ulteriore, quello della produzione televisiva. L’emittente di Stato ha infatti deciso di ridurre al minimo le produzioni in proprio, limitandosi nella maggior parte dei casi a mandare in onda ciò che viene prodotto a cura dell’organizzazione con un costo che, per quanto richiede la RAI, si aggira intorno agli 8.000 €.

La RAI “impone” service che si muovono con loro moto (da 2 a 3) con il conseguente impiego di 4 o 6 persone. Per la produzione per altri canali è sufficiente che l’operatore (uno o due) venga ospitato su una moto dell’organizzazione.
La RAI “impone” ai loro service di avere in zona arrivo almeno tre telecamere con l’impiego di 3 persone. Per la produzione per altri canali è sufficiente una telecamera, tale compito potrebbe essere svolto dal cameraman della moto 2 che in vista dell’arrivo allunga e si posiziona accanto ai fotografi.
La RAI mandando il proprio regista, “impone” che il service abbia un mezzo regia mobile. Per la produzione per altri canali è sufficiente un PC con un programma di videoediting (p.es. Premiere) e il montaggio può essere effettuato in digitale.
La RAI vuole che il prodotto gli venga riversato via satellite, per questo è necessario un mezzo che invii il montato direttamente alla sede RAI. Per la produzione per altri canali è sufficiente un PC con un collegamento internet che possa caricare sul server ftp dell’emittente il montato pronto per la messa in onda.
Quando la RAI non invia il mezzo satellite, chiede il prodotto finito in formato BETACAM, formato ormai superato e che pochi sono in grado di produrre. Per la produzione per altri canali è sufficiente un PC con un collegamento internet che possa caricare sul server ftp dell’emittente il montato pronto per la messa in onda.
La RAI manda sul posto i propri inviati, solitamente ospitati dell’organizzazione. Gli altri canali nazionali non mandano gli inviati sul posto che commentano le immagini da studio, senza così gravare sull’organizzazione e facendo un lavoro simile a ciò che la RAI sta facendo per la Parigi – Nizza.
Il prodotto va in onda sul canale 58 del digitale terrestre. A mero titolo di esempio abbiamo citato il canale 60, due in più del 58, ma sarebbero numerose le emittenti nazionali interessate a trasmettere una gara a costo zero (per l’emittente).
UNA PRODUZIONE PER LA RAI COSTA ALL’INCIRCA 8.000 € PIU’, IN GENERE, L’OSPITALITA’ ALBERGIERA DI UNA QUAINDICINA DI PERSONE UNA PRODUZIONE PER UN ALTRO CANALE NAZIONALE COSTA ALL’INCIRCA 1.000 € PIU’ L’OSPITALITA’ DI CIRCA 2 O 3 PERSONE.

Ecco che si potrebbe dunque aprire un fronte differente, dal momento che la produzione è a carico dell’organizzazione, quest’ultima potrebbe decidere di inviare il materiale video ad altre emittenti nazionali, andando così a risparmiare proprio sulla produzione dal momento che, RAI a parte, le altre emittenti accettano il montaggio digitale con riversamento su server ftp e non attraverso BETA o satellite.

I costi di una produzione non per la RAI sono estremamente più contenuti, dal momento che con un paio di persone è possibile fare un prodotto più che buono.

Ma allora, perché un organizzatore dovrebbe sobbarcarsi un costo di circa 8.000 € anziché 1.000 € per essere mandato sul canale 58 (Rai Sport 2), anziché, ad esempio, sul 60 (SportItalia) o su altri canali di egual valore ?

Questo ce lo domandiamo e non riusciamo a darci una risposta logica e sensata, soprattutto dopo che la Lega Ciclismo ha “invitato” tutti gli organizzatori a cedere i diritti in esclusiva alla RAI. Si, avete letto bene, proprio coloro che dovrebbero valorizzare il prodotto ciclismo propongono agli organizzatori una soluzione che, oltre a non valorizzarlo, grava su di loro con costi inutili per ottenere ciò che si potrebbe ottenere risparmiando molte risorse.

Se pur non condividendo la politica della RAI la comprendiamo, non riusciamo proprio a comprendere la politica della Lega Ciclismo che si comporta nel modo opposto a quello che il suo ruolo imporrebbe.

Di emittenti nazionali interessate ad ospitare a costo zero il ciclismo ce ne sono, diverso sarebbe il discorso se dovessero produrre loro le immagini, basterebbe che la Lega Ciclismo facesse, come ha fatto qualche organizzatore, una proposta in modo da offrire agli organizzatori due (o più) differenti possibilità in modo che quest’ultimo possa trarne il beneficio desiderato in termini economici e di immagine.

Ogni organizzatore è assolutamente libero di scegliere la strada che preferisce (RAI o altre emittenti) ci piacerebbe però che fosse istruito, da chi dovrebbe fare i suoi interessi, in modo da valutare in modo sensato e che non sia indotto a credere sempre alla solita favoletta del “o mangi questa minestra o salti dalla finestra”.

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