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Oggi volgiamo tornare a parlare di Continental. La Federazione da quest’anno ha deciso di incentivare la creazione di queste squadre di giovani italiani in modo tale da consentire loro di fare quella attività internazionale che negli anni è mancata.

Sull’argomento però il popolo ciclistico è diviso: c’è chi sostiene che questi incentivi servano ai corridori per crescere, chi invece sostiene che servano solo agli organizzatori per avere in gara quattro o cinque squadre in più senza pagare loro ingaggio e hotel.

Le Continental dividono ancora:”Sono utili ai giovani” dicono alcuni, “violano le legge” rispondono gli altri

Oggi volgiamo tornare a parlare di Continental. La Federazione da quest’anno ha deciso di incentivare la creazione di queste squadre di giovani italiani in modo tale da consentire loro di fare quella attività internazionale che negli anni è mancata.

Sull’argomento però il popolo ciclistico è diviso: c’è chi sostiene che questi incentivi servano ai corridori per crescere, chi invece sostiene che servano solo agli organizzatori per avere in gara quattro o cinque squadre in più senza pagare loro ingaggio e hotel.

 

Le polemiche riguardano anche il fatto che i corridori delle Continental non siano professionisti, che non abbiano cioè un contratto, ma che svolgano attività professionistica violando, sempre secondo alcuni, la leggi 91 sul professionismo sportivo.

Noi non sappiamo se ci sia questa violazione, una cosa è però certa: ci saremmo aspettati da parte dell’ACCPI un atteggiamento diverso a tutela dei lavoratori già professionisti anziché andare a tollerare che dei dilettanti corrano con i professionisti togliendo di fatto il lavoro a chi già professionista lo è.

I favorevoli a questa iniziativa affermano che sia nata da una profonda crisi economica e che non potendo garantire un contratto professionistico a tutti, si sia cercato quantomeno di salvaguardare organizzatori e giovani. I detrattori invece affermano che mischiando professionisti e dilettanti si vada a livellare il ciclismo verso il basso.

Non solo, le polemiche si alimentano anche sull’applicazione della norma FCI. Il regolamento stabilisce infatti che possano essere affiliate come Continental quelle formazioni che hanno già svolto attività agonistica Elite/Under 23 nella stagione 2013, in particolare si aggiunge che “la somma dei punteggi ottenuti dai migliori 8 atleti dell’organico 2013 dovrà essere almeno di 100 punti (secondo tabella punteggi FCI 2013)”. Secondo come è scritto, la somma dei punteggi dovrà essere relativa all’anno 2013 e non sul presunto organico del 2014. A riguardo però, da quando ci viene detto, sembra che la FCI voglia interpretare questa norma riferendola all’organico che le aspiranti Continental dovranno presentare entro il 15 novembre prossimo. La discordanza tra ciò che è letteralmente scritto e l’interpretazione data dalla Federazione sembra da ricondurre alla mancanza di punti di alcune delle squadre che hanno invece fatto domanda e alla volontà federale di accontentarli comunque.

Aldilà di tutti questi problemi, crediamo che la materia delle Continental andasse da tempo riformata, provando ad equiparare l’attività italiana a quella che avviene nel resto d’Europa. Forse però si sarebbe potuto abbassare i minimi contrattuali senza però aprire alle ASD. In questo modo si sarebbe rispettata la legge 91 e la contempo si sarebbe consentito comunque ai giovani di crescere.

Sicuramente, sull’argomento ne sentiremo ancora delle belle o forse anche solo delle “balle”. 

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